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Benevento, Cannavaro amaro dopo il ko col Perugia: “O ci diamo una svegliata o si retrocede”

Il tecnico: “Prestazione bruttissima, la peggiore da quando sono qui. Tutti dobbiamo dare di più, serve maggiore personalità”

Una sconfitta amara, con cui il Benevento chiude nel peggiore dei modi un 2022 da dimenticare e un girone d’andata non all’altezza delle ambizioni della società. Col Perugia arriva la settima sconfitta in 19 partite, quinto ko della gestione Cannavaro e zona play out nuovamente vicina. Fare peggio era obiettivamente difficile. Il tecnico giallorosso lo sa e non usa troppi giri di parole per commentare la prova dei suoi:

“Prestazione bruttissima ed è un peccato perché siamo caduti in quegli errori che ogni tanto facciamo. Non abbiamo capito che tipo di squadra avevamo di fronte, eppure avevo avvisato i miei che sarebbe servita concentrazione, attenzione, voglia di vincere. Noi ci siamo adattati a loro e pur avendo provato a fare ciò che volevamo, col passar del tempo ci siamo persi. E’ subentrata la paura e l’abbiamo pagato. Dispiace, anche per la gente che è venuta a vederci. Non possiamo crollare in questo modo”

“Penso che la colpa sia mia che cerco sempre di tutelare i giocatori, di metterli in forma e di tenere tutti in considerazione. Spero che sia solo una prestazione dovuta al momento, alle vacanze imminenti. La voglio leggere così, preferisco evitare altri pensieri”

“Nel primo tempo, seppur a fatica, qualcosa abbiamo creato, sviluppato. Ci è mancato l’ultimo passaggio, in diverse circostanze. Si vedeva che avevamo difficoltà nel rompere la linea avversaria. Abbiamo preso gol negli ultimi minuti del primo tempo e quello è un episodio che mentalmente ti stronca, ma avremmo dovuto evitarlo noi. Dovevamo essere più attenti. Se rivedo il gol mi si fa il fegato amaro. Nel secondo tempo non c’è stata reazione, proprio perché non abbiamo pensato a giocare, a proporre tutto ciò che avevamo provato”.

“Schiattarella ha un problema al ginocchio, non era in grado di giocare. Avevo Viviani, Acampora e Tello e ho deciso di non forzare, perché abbiamo giocatori capaci di far bene. Almeno questo in linea teorica”

“La prestazione può incidere nelle scelte, perché a un certo punto bisogna capire che ci va in campo dia di più. Abbiamo l’obbligo di rispettare i nostri tifosi, la nostra società e prestazioni così non possiamo farle. Non abbiamo avuto la convinzione di vincere i duelli”

“Questa è una squadra che deve capire che non può essere presuntuosa. I problemi ce li stiamo trascinando per troppo tempo, io le ho provate tutte per cambiare le cose. Evidentemente è il caso che tutti diano di più, continuando sempre a renderci conto della nostra dimensione che in questo momento deve riguardare la difesa. E’ una stagione nata storta che dobbiamo cerca di raddrizzare. Mi dà fastidio, perché rientravano giocatori importanti, si potevano divertire e invece hanno sofferto l’aggressività dell’avversario. Ci siamo innervositi, disuniti, al primo errore siamo andati in tilt e specialmente in casa facciamo fatica e non riesco a capire perché”

“Abbiamo lavorato tanto, ma i risultati sono deludenti. Stiamo facendo fatica a trovare continuità e questo ci frena molto. E’ inutile andare a Parma e vincere, poi perdi in casa con Palermo e Perugia. Dobbiamo essere in grado di far bene anche davanti al nostro pubblico”

“C’è stato un confronto importante negli spogliatoi, io li tratto da uomini e quando le cose vanno male devo dirglielo chiaramente. Così ho fatto, perché una sconfitta del genere va presa per quello che è. La differenza l’ha fatta la fame, l’atteggiamento e non mi sta bene”

“Sul mercato di gennaio non sempre si trovano le occasioni giuste. Io da allenatore devo ottenere il massimo da quello che ho a disposizione, ho avuto modo di valutare tutti e questo periodo ci servirà per capire quale sarà l’indirizzo da seguire. Chi vuole rimanere, dovrà farlo con la testa giusta. Se qualcuno vorrà andar via, parlerà con la società e si troverà la soluzione. La casa di cura dopo un po’ chiude. O ci diamo una svegliata oppure si rischia. Siamo tutte lì e qualcuno deve retrocedere”

“Io mi sento sempre in discussione, a maggior ragione quando si perde. E’ il ruolo dell’allenatore, ma io posso arrivare fino a un certo punto. I giocatori devono metterci qualcosa in più, devono crescere. Serve maggiore personalità”.

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