Una scelta che va oltre i numeri, che sposa le caratteristiche del giocatore applicate alla nuova idea di Benevento costruito anche sulle potenzialità di Alexis Ferrante. La Strega ha deciso di puntare sul Tigre per ricostruire il reparto avanzato giallorosso, supportato dal ritorno del grande ex Marotta per contrastare la partenza di Moncini nella nuova prima linea sannita, in formato Serie C.
Il biglietto da visita dell’ex attaccante della Ternana all’apparenza non è dei più incoraggianti, soprattutto in termini di numeri. Lo scorso anno con il Cesena solo 3 gol a referto in 37 partite giocate tra campionato, play off e Coppa Italia di Serie C in bianconero. Alla lista si aggiungono anche le due gare giocate a inizio stagione tra Serie B e Coppa Italia con la maglia della Ternana, senza firme nei due spezzoni disputati. Da non sottovalutare invece il campionato giocato a Foggia nella stagione 2021/2022: agli ordini di Zeman Ferrante realizzò 13 gol in 35 presenze tra campionato, play off e Coppa Italia di Serie C. Un bilancio importante certificato dalla propensione offensiva delle squadre allenate dal boemo, un mix perfetto per gli attaccanti di razza.
UNA SCELTA ORIENTATA SULLE CARATTERISTICHE
Proprio questa stagione è stata presa da esempio per Matteo Andreoletti quando ha scelto di presentare Ferrante, nuovo arrivato in casa Benevento. “Ha fatto molto bene con Zeman, vuol dire che è forte ed ha attitudine al lavoro ed è già una garanzia”. Una decisione presa anche in virtù delle caratteristiche del giocatore e del tipo di calcio che la Strega vorrà proporre in questo campionato: “Nelle amichevoli una delle difficoltà riscontrate è stata quella di riuscire a fare un pressing offensivo importante ma è ovvio che se gli attaccanti non corrono diventa tutto molto più complicato Abbiamo avuto qualche difficoltà da questo punto di vista e abbiamo identificato dei profili in grado di darci garanzie non solo dal punto di vista realizzativo ma anche di disponibilità e credo sia Ferrante che Marotta fanno di questa caratteristica una delle loro peculiarità”.
Dello stesso avviso anche il direttore tecnico Marcello Carli: “Per il gioco del mister volevamo un giocatore che potesse fare un lavoro importante in fase di non possesso, poi come verrà impiegato, dipenderà dall’allenatore”, ha raccontato in conferenza stampa.
IL PROBLEMA DEI NUMERI PER FERRANTE
Contro la Turris in pochi minuti ha già avuto l’opportunità di mettere in mostra alcune delle sue potenzialità, sia nell’attaccare la profondità che dal punto di vista tecnico. Un attaccante dotato di un’ottima fisicità e che sa sacrificarsi per l’equilibrio e le dinamiche della sua squadra. I numeri dell’ultima stagione con il Cesena vanno analizzati nel dettaglio: 1379 minuti giocati in 31 gare di Serie C, ovvero una media di 44′ a partita. Una quota decisamente inferiore rispetto ai 77′ in media giocati con la maglia del Foggia (2319′ in 30 gare) in cui ha messo a segno 13 gol in campionato.
Ad appesantire il giudizio di Ferrante sono soprattutto gli spezzoni di gara giocati in bianconero che hanno gonfiato i numeri mettendo in mostra le difficoltà realizzative: giocando con continuità e inserendosi a pieno negli schemi giallorossi, però, il Tigre potrà lasciare il segno con il Benevento.
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