Benevento-Avellino, Mariani non sbaglia: giusto annullare il gol ai Lupi, il rigore su Verdi non c’è

Il fischietto laziale sbaglia poco o nulla, grazie anche alla collaborazione degli assistenti

Una direzione di gara all’altezza di un derby particolarmente sentito, teso, ma corretto. Maurizio Mariani non tradisce le attese e tiene saldamente in pugno la sfida tra Benevento e Avellino, nonostante nel corso dei 90 minuti non siano mancati episodi delicati da valutare.

Il direttore di gara della sezione di Aprilia mette in campo tutta la propria esperienza, non si lascia condizionare dal clima della partita, interviene quando necessario per spegnere sul nascere ogni possibile focolaio di protesta e lascia giocare quando le circostanze lo consentono. Una prestazione di spessore, che conferma ancora una volta il valore di quello che è considerato il miglior arbitro italiano.

Il bilancio disciplinare è di cinque cartellini gialli, tutti condivisibili: giuste le ammonizioni comminate a Salvemini, Scognamillo, Beruatto, Di Maggio e Palumbo. C’è, tuttavia, un episodio in cui Mariani avrebbe potuto estrarre un altro cartellino: quello relativo alla reazione scomposta di Beruatto ai danni di Russo. Il difensore della Strega avrebbe meritato l’ammonizione – sarebbe stata la prima, visto che il giallo è poi effettivamente arrivato nel finale -, ma il fischietto laziale sceglie di non prendere provvedimenti, probabilmente anche per evitare di alzare ulteriormente la tensione.

Il primo episodio da moviola arriva già al 10′, quando l’Avellino trova la via del gol con Missori. Il secondo assistente, Santarossa, alza immediatamente la bandierina per segnalare una posizione irregolare. Una valutazione successivamente confermata anche dal Var: al momento dell’assist di Palumbo risultano infatti in fuorigioco sia Cheddira, che partecipa attivamente allo sviluppo dell’azione, sia lo stesso Missori. Giusto, dunque, annullare la rete dei Lupi.

Nella ripresa arrivano i due gol che fissano il risultato sull’1-1 e, anche in questo caso, Mariani e i suoi collaboratori non commettono errori. Regolare la rete di Siatounis, tenuto in gioco al momento del tocco di Saio. Nessuna irregolarità neppure sul pareggio dell’Avellino: quando Palmiero calcia dal limite, Cheddira è in posizione regolare. L’attaccante italomarocchino si inserisce sulla traiettoria, sfiora il pallone quel tanto che basta per beffare Vannucchi, ma non c’è alcun fuorigioco da sanzionare.

La prova di Mariani resta lucida anche nel concitato finale, quando il Benevento tenta l’ultimo assalto per prendersi il derby. L’episodio più discusso arriva in pieno recupero e riguarda Verdi. Il fantasista giallorosso punta Missori, lo supera e finisce a terra proprio nei pressi della linea laterale che delimita l’area di rigore. Le proteste del Benevento non cambiano la valutazione dell’arbitro, che è in ottima posizione e fa immediatamente cenno di proseguire. Una scelta corretta. Dalle immagini si vede Missori piantare il piede a terra senza affondare il colpo sull’avversario. È Verdi, invece, a trascinare e allargare la gamba, andando a cercare il contatto con il difensore biancoverde. Non ci sono dunque gli estremi per il calcio di rigore.

Una direzione di gara di personalità per Mariani che in pochi giorni si è trovato a passare dalla gara di Champions tra Aek Atene e Real Madrid all’acceso del derby del ‘Vigorito’. E ha saputo calarsi bene nel contesto.

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