Benevento, Vigorito tra riforme e futuro: “Riflettiamo su chi dovrà restare anche in Serie B”

Il numero uno del club giallorosso tra riforme, sistema calcio, futuro della Strega e il sogno chiamato Serie A

Vigorito Benevento

In una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, il presidente Oreste Vigorito ha espresso il suo punto di vista sulla questione riforme del calcio italiano parlando anche del Benevento, di Floro Flores e del futuro giallorosso. Le sue parole:

Successi

“Diciamo che abbiamo vinto un campionato ogni 4 anni. Con retrocessioni, certo, ma anche 5 tornei conquistati, diversi playoff disputati e uno scudetto con la Berretti guidata da mio fratello Ciro. Risultati eccellenti”.

Sistema calcio

“Io credo che la terza esclusione di fila dai Mondiali dovrebbe obbligarci a rivedere il sistema, magari guardando a chi ha rifondato il proprio movimento dopo crisi analoghe trasformate in opportunità. Ognuno dovrà fare la sua parte. Il tempo delle contrapposizioni è finito. Servono altre logiche e, soprattutto, coesione”.

Cosa cambiare?

“Favorirei maggiore attenzione per le serie inferiori, in particolare per Dilettanti e C, che sono l’asilo e le scuole elementari del nostro calcio. Poi farei una diversa ripartizione del potere delle leghe. Noi andiamo a votare con i Dilettanti e la Lega Pro che hanno una grande forza per l’elezione della governance federale, ma poi le società di queste categorie hanno difficoltà economiche quasi impossibili da sostenere. Infine, normerei diversamente l’attività dei procuratori, che drenano risorse senza alcun beneficio per il movimento”

Rinascita

“Se ci sono nazioni che, facendo riforme profonde e distribuendo meglio le risorse generate dal sistema, ma anche valorizzando i talenti indigeni, sono riuscite a rinascere, possiamo farlo anche noi. Le nostre regole d’ingaggio sono vecchie e non funzionano più”.

Riforme a tutti i costi?

“In realtà ciò che meraviglia è che sono venute meno le proposte di riforma: abbiamo rinunciato a farle. La Legge Melandri ha quasi 20 anni e, nel frattempo, sono arrivati i diritti tv, ondate di atleti stranieri, fondi d’investimento con risorse da Stati sovrani. Abbiamo bisogno di un testo unico del calcio italiano che non c’è e, purtroppo, nessuno ne avverte la mancanza”.

Vigorito, Benevento e i nuovi stadi

Rifarne uno è complicatissimo. Infatti non ci riesce quasi nessuno. Ma questo sembra non interessare più. Il nostro calcio è un fiume che scorre lento e il cui alveo nessuno manutiene più: gli argini sono pieni di detriti che hanno intasato un corso d’acqua sempre più flebile”.

Assemblea elettiva

“Io credo che bisognerebbe procedere attraverso primarie. Lei davvero crede che Malagò o Abete, entrambi miei amici e persone che stimo, che tanto hanno dato allo sport italiano, bastino da soli a cambiare lo stato delle cose? Servirebbero nuovi dirigenti, di cui non c’è
traccia all’orizzonte. Bisogna garantire una governance più moderna e con visioni diverse rispetto al passato. Ma non mi sembra di vederne. Sono stato vicepresidente di Lega B con Mauro Balata: abbiamo incontrato tante volte Gabriele Gravina, parlato di riforme indispensabili, avanzato proposte concrete. Ma nel famoso fiume i tronchi galleggianti continuano a urtare uno contro l’altro. E restano lì”.

Da dove ripartire

“Bisogna creare mission specifiche per le leghe. Abbiamo normato tante cose, ma nel calcio ognuno cura solo i fatti propri. E i danni, alla fine, continueranno a riguardare inevitabilmente tutti”.

Idee ma anche soldi

“È una questione di persone giuste e di soldi. La verità la raccontano i fatti. Chi viene promosso in A quasi sempre retrocede. Perché non c’è equilibrio né sostenibilità. E i risultati non sono più contendibili. Speriamo che le componenti riescano a eleggere un presidente che costruisca un percorso di rinnovamento profondo”.

Coesione

“Bisogna promuovere lo sviluppo di una coscienza collettiva liberata da egoismi. Serve un’idea di bene comune. Creare un sistema di affluenti che portano allo stesso mare”.

Il ritorno del calcio nei territori

“Io credo che bisogna restituire il calcio ai territori. Più lo sradichiamo con eventi internazionali nell’illusione di creare ricchezza e più mettiamo in pericolo lo sport delle nostre città. Tuttavia, resto fiducioso: alla fine Golia venne battuto da Davide e lo sport ha un risvolto sociale che non può essere ignorato”.

Le priorità secondo Vigorito

“Bisogna sostenere i settori giovanili con risorse e regole. Quando lo Stato vuole promuovere un interesse valorizza i comparti produttivi di intere zone. Io auspico una svolta in questo senso e spero che la Serie B si compatti attorno alla presidenza eletta di Paolo Bedin. Lavorerò come sempre per un cambiamento virtuoso”.

Futuro per i tifosi del Benevento

“Intanto avranno un presidente più esperto, ma anche ostinato a competere. Io amo la Strega. E finché ci sarà un solo tifoso giallorosso, anche se restassi solo io, sarò al “Vigorito”. Ci batteremo per il rispetto dei valori sanniti: fierezza e onestà. Abbiamo scacciato gli infedeli per questa ragione”.

Club pro e rischi

“L’antidoto restano i controlli. La Covisoc è stata sostituita dalla Commissione per il controllo economico finanziario delle società sportive professionistiche. Ho massima stima del professor Massimiliano Atelli. Occorrono meccanismi di controllo più capillari e un sistema che garantisca la regolarità del campionato, un caposaldo del nostro ordinamento e dell’autonomia di cui gode. Anche le “esclusioni” non dovrebbero andare oltre l’andata. E poi al termine del girone di ritorno. Anche quest’anno il Benevento ha rischiato di perdere punti conquistati sul campo. Il merito sportivo va salvaguardato sempre”.

Cambio format

“Se il sistema è così dispendioso, tante squadre non le regge più. Non ho la presunzione di imporre modelli, ma sono troppi i club professionistici. Bisogna prendere atto di questa insostenibilità e, avvalendosi di persone più preparate di me, trovare una formula di tutela dell’interesse generale senza negare opportunità”.

Costo del lavoro

“Va verificata l’attività degli agenti, perché i calciatori vengono portati sistematicamente a scadenza e, alla fine, gli unici a guadagnarci sono i procuratori. Poi serve un serio controllo sul salary cap. Se si mettono tetti agli ingaggi e le risorse restano dentro i club che valorizzano i giovani, si evita anche che il sistema perda valore economico”.

Il Benevento da Auteri a Floro Flores

“Debbo rispetto a un uomo che è stato vicino alla società durante la contrapposizione con tesserati che pretendevano ferie quando la stagione non s’era conclusa. Auteri, sia pure a scadenza, ha continuato a lavorare mettendosi dalla parte del club. In quel frangente si è ricostruito un rapporto che era venuto meno. Così abbiamo deciso di rinnovare l’organico con 18 calciatori. Ma dopo una decina di partite ho avuto la sensazione che le nostre visioni fossero di nuovo divergenti. Con Floro Flores confidiamo di aver rinnovato una tradizione che ha già portato nel Sannio allenatori bravi e vincenti”.

In cosa dovrà migliorare Floro Flores in Serie B

“Nel comunicare: riflettendo una volta sulle domande che gli verranno fatte e due sulle risposte che darà”.

Nuova stagione

Dobbiamo scegliere bene chi deve restare. Non chi deve arrivare. I punti cardine sono sempre morali: è la strada maestra che ci permetterà di confermarci nella nuova categoria con un gruppo coeso”.

Retrocessione con Inzaghi e impegno sul futuro

“In quella circostanza siamo stati attori e spettatori di un epilogo annunciato. Confermo il mio impegno a lavorare sempre per raggiungere il massimo risultato possibile”.

I giovani e la strada tracciata

“Lo stiamo dimostrando giocando con un gruppo che ha un’età media di 23/24 anni. I Prisco, i Carfora, i Talia, i Nunziante (ora in A all’Udinese, ndr), scaturiscono da questa visione del mio amatissimo fratello. Per una piccola città non ci sono alternative: coltivare talenti o scovarli è l’unica strada per competere e sognare“.

Redazione

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4 Commenti
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Giuseppe
4 mesi fa

Caro Presidente, non resterai mai solo a sostenere il Benevento, noi tifosi saremo sempre vicini a chi dimostra di voler fare del proprio meglio. Non importa la categoria, basta precisare prima gli obiettivi. Quanto alle proposte di riforma mi batterei innanzitutto per evitare l’iscrizione a chi non dimostra solidità economica. Aumentare le fideiussioni in.modo da garantire la copertura di tutte le spese fin dall’inizio e vincolare i giovani prodotti dal vivaio, rendendo deducibili dai bilanci societari le spese per la loro formazione

Commento da Facebook
4 mesi fa

Noi pensiamo a sostenere la Strega……per il resto ci pensa la Società!!!…..punto !💪💛❤️🧙‍♀️

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4 mesi fa

Ancora con questa Serie A che non è sostenibile con i costi odierni?

Ma firmate per 10 anni di Serie B nella zona medio alta della Classifica!

Siate seri e lasciate stare le illusioni!

Inter, Juventus, Milan, Roma senza la Champion sono a rischio fallimento!

Commento da Facebook
4 mesi fa

Totalmente d’accordo con il presidente, bisogna prima scegliere bene i calciatori che devono rimanere, poi si penserà ai nuovi acquisti

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