Benevento, Carli: “Mi sono tolto un grande peso, mi sentivo in debito con tutti”

Il direttore sportivo giallorosso: "Il futuro? Resterò se vedrò negli occhi del presidente la volontà di continuare con me"

Carli Benevento Serie B

Tra gli artefici della promozione in Serie B del Benevento c’è sicuramente anche Marcello Carli. E’ stato lui – insieme a Emanuele Padella – l’architetto della Strega capace di dominare un campionato difficile come quello di terza serie, ancor più nel girone meridionale.

Ospite di Ottogol, in onda su OttoChannel, il direttore sportivo giallorosso ha raccontato le emozioni provate al triplice fischio del match dell’Arechi che ha riportato il Benevento in cadetteria: “Non sono sceso in campo a festeggiare, ho preferito rimanere sugli spalti a godermi lo spettacolo e lì per la prima volta mi sono emozionato. Non mi capita spesso. Mi sono tolto un grande peso: questa era una sfida personale e almeno posso dire di non averla persa. Diciamo che l’ho pareggiata“.

Il direttore sportivo del Benevento è stato ospite della trasmissione OttoGol in onda su OttoChannel nel day-after la vittoria all’Arechi contro la Salernitana che è valsa la promozione in Serie B della Strega. Di seguito le dichiarazioni di Marcello Carli:

Triennio nel Sannio

“Ho fatto degli errori, alcuni importanti, forse perché non conoscevo questa categoria, e per questo mi sentivo in debito con tutti: con il presidente, con la società e anche con la piazza. La responsabilità me la sono sentita addosso, al punto tale che avevo anche pensato di fare un passo indietro, perché nel momento più complicato non vedevo vie d’uscita e perché mi sono reso conto di non aver dato il contributo che avrei voluto. Ho messo il mio mandato nelle mani del presidente che però mi ha voluto tenere al suo fianco. A fine campionato, la sua voglia di ripartire per vincere ha fatto la differenza. Mi ha dato carta bianca e ha permesso a tutti noi di fare un lavoro di grande livello”

La scelta di Floro Flores

“E’ stata un’intuizione del presidente. Io non sapevo se fosse bravo, ma non potevo nemmeno dire che non lo fosse, perché non sarebbe stato corretto. Strada facendo ci siamo resi conto che è un ragazzo di talento. C’è grande soddisfazione, perché aver vinto un campionato del genere con tre giornate d’anticipo non era scontato. A gennaio, dopo il mercato, si diceva che il Catania avrebbe potuto ammazzare tutti, perché noi avevamo preso solo qualche giocatore all’ultimo, ma il campo ha detto il contrario. Merito anche delle intuizioni del presidente che ha deciso di mettere dentro tre ragazzi fondamentali come Padella, Melara e De Falco. A me ha dato carta bianca e mi ha fatto prendere 18 giocatori in 20 giorni, non era semplice visto tutto quello che avevamo in rosa. Abbiamo iniziato il ritiro con la squadra fatta perché volevamo vincere il campionato, non era detto di riuscirci perché era un’impresa difficile”.

Vigorito

“Ci siamo conosciuti in un momento particolare della nostra vita calcistica, perché avevamo entrambi ferite ancora aperte. Quest’anno l’ho visto per la prima volta lasciarsi andare a Bergamo contro l’Atalanta: evidentemente lì aveva capito di avere una squadra forte e soprattutto dei ragazzi fantastici”.

Scognamillo

“E’ anche più forte di quello che ha fatto vedere, ha qualità tecniche enormi e se aumenta ancora di più la concentrazione può imporsi alla grande anche in categorie superiori. E’ un delitto non aver fatto la Serie A per uno come lui”.

Futuro

“Penso che la strada intrapresa sia quella giusta, credo che il Benevento possa diventare qualcosa di speciale sapendo che la Serie B è un bene di tutti, bisogna essere felici e orgogliosi di giocarci, ma dovremo anche essere bravi a difenderla tutti insieme. Il futuro? Sono sereno, è una cosa di cui parleremo con il Presidente nei prossimi giorni. Resterò se vedrò nei suoi occhi la volontà di voler continuare con me“.

 

Redazione

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1 Comment
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Giuseppe
5 mesi fa

Io penso che debba restare. Un uomo che sa riconoscere i duoi errori è un bene prezioso. Peccato per l’anno scorso quando a gennaio non è stato fatto il mercato di riparazione. Ma forse doveva andare così. Oggi sicuramente abbiamo una squadra già pronta per la serie B. Certo va rafforzata perché in B non si scherza.
Un portiere alternativa di Vannucchi, un paio di difensori, un centrocampista, un attaccante di categoria. Questo il minimo sindacale. La B dovrebbe essere il tuo campo Carli…

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