Ci sono notti destinate a non finire mai. Restano attaccate sulla pelle, accarezzano i cinque sensi e si adagiano sul cuore. Notti che puoi vedere, ascoltare, annusare, toccare con mano. I tifosi giallorossi non dimenticheranno facilmente Benevento-Catania, la partita che potrebbe aver segnato il destino di questo girone C. Non dimenticheranno l’odore dei fumogeni, il suono dei cori della Sud, la traiettoria disegnata da Lamesta per il gol del pareggio, il capolavoro finale di Mignani, che sbuca dal nulla con veemenza, e gonfia la rete alle spalle di Dini sospinto dal soffio di un popolo intero. Non dimenticheranno la sofferenza, perché l’epica calcistica non ne è mai priva. Il Benevento ha sofferto un avversario di alto livello, è andato sotto come spesso gli è accaduto, ma anche stavolta ha saputo reagire subito con un colpo di gran classe. Poi, quando la partita ha assunto le sembianze della classica pallina sul piano inclinato, ha trovato la forza di invertire l’inerzia, spezzando la tensione con un assolo ineluttabile. Dini, che non aveva corso alcun pericolo nel secondo tempo, si è inchinato alla perentorietà di una squadra infinita.
La storia spesso si ripete e forse era scritto nelle stelle che a decidere un Benevento-Catania fondamentale per la lotta promozione fosse anche stavolta un gregario dell’attacco. Alessio Campagnacci dieci anni fa, oggi Guglielmo Mignani, (e quasi allo stesso minuto). Uno che il campo non lo vede di frequente, ma conosce benissimo l’arte del fare gol. Tra i tanti nomi che stanno rendendo grande questo Benevento, sorretto da un’ossatura pregiata, il suo si distingue nei momenti caldi. Fu lui ad avviare la rimonta casalinga contro il Crotone lo scorso 5 gennaio, in una partita che cambiò drasticamente dopo il suo ingresso in campo a venti minuti dalla fine. Poi una doppietta a Trapani e il gol da tre punti a Potenza domenica scorsa, all’imbocco dell’autostrada verso il big match con i siciliani.
Tanta serie D in Toscana nel suo passato, soprattutto alla Pianese, condotta tra i professionisti a suon di gol e giocate. Il borgo di Piancastagnaio, colline senesi, meno di quattromila abitanti e stadio da 1500 posti, è stato il suo trampolino di lancio. “Non mi era mai capitato di esultare davanti a così tanta gente”, disse dopo il gol al Crotone, avvolto dalla nebbia. Contro il Catania si è andato a prendere sotto la curva l’abbraccio più caldo della sua vita sportiva, riuscendo a venir fuori dall’ebbrezza con lucidità: “Lavoro da anni per vivere un momento del genere, ma ora dobbiamo pensare alla trasferta con il Sorrento”. Parole che Floro Flores non ha potuto fare altro che sottoscrivere. Finché l’aritmetica non condannerà definitivamente gli avversari, sarà importante non perdere la bussola. Ma intanto Benevento si gode le emozioni di una vittoria che ha scacciato un bel po’ di ansie, e all’orizzonte può scorgere il traguardo. Otto turni alla fine del viaggio, forse meno. Non è ancora arrivato il momento di allentare la presa.
Francesco Carluccio
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Abbiamo tre grandi attaccanti e questo fa la differenza
L’ho detto anch’io somiglis tanto a Pippo Inzaghi, ma ora recupereremo anche Ciccio Salvemini che invece mi ricorda Hojlund. Tumminiello invece per me somiglia a Roberto Bettega
Mignani è forte l’ho detto pure ieri quando il mister l’ha messo ho detto mo mignani fa gol❤️💛
Entra e dopo pochi minuti va in gol Super MIGNANI da nazionale