Come cambia la Strega con l’arrivo del nuovo tecnico
I primi passi già compiuti verso un’altra dimensione, tracciando così una linea con il passato: il processo di trasformazione del Benevento da parte di Antonio Floro Flores, nuovo tecnico giallorosso, è già iniziato. I primi segnali lasciati contro il Monopoli, nel giorno del debutto del tecnico napoletano sulla panchina della Strega: 90′ in grado di raccontare la strada imboccata dal club di via Santa Colomba che ha scelto di cambiare in panchina, affidando la rosa a un tecnico giovane, alla prima esperienza tra i professionisti.
Nell’analisi condotta da Il Sannio Quotidiano emergono dettagli e particolari sul nuovo Benevento targato Floro Flores. Apparentemente, l’ultima Strega vista al “Vigorito” è sembrata molto simile, se non identica, a quelle che l’avevano preceduta con Auteri in panchina, soprattutto per le pedine schierate dal nuovo allenatore. Nessuna rivoluzione tra gli interpreti ma una differenza evidente dal punto di vista della costruzione e dell’approccio nelle diverse fasi di gioco. Una particolarità che ha visto conquistare spazio sotto i riflettori soprattutto la fascia sinistra, nelle combinazioni tra Ceresoli e Ricci che hanno ridisegnato l’aggressione giallorossa alla metà campo avversaria.
La novità a sinistra e la posizione di Ricci
Nelle grafiche relative alle posizioni medie assunte dal Benevento nell’ultima partita emerge, infatti, una diversa distribuzione del pacchetto arretrato e della linea mediana. Partendo dalla difesa, costruita su una coppia di centrali composta da Saio e Scognamillo: l’ex Cavese non è più ultimo uomo di un assetto dal vertice basso ma lavora in parallelo con il compagno di reparto. Diversa invece la percezione di Pierozzi e Ceresoli sulla stessa linea, poco oltre la propria metà campo: la prima differenza si percepisce qui, perché i due esterni adottano una posizione media leggermente arretrata rispetto alle gare precedenti, come evidenziato dalla grafica.

Emblema del cambiamento è la posizione di Ricci, passato da quarto di centrocampo a un ruolo da mezzala con libertà d’incursione, come in occasione del raddoppio contro il Monopoli. Un approccio diverso che strizza l’occhio alla trasformazione tracciata da Floro Flores dal 3-4-3 verso un 4-3-3 che inizia a dare i suoi frutti, toccando anche il reparto avanzato. Più arretrata la posizione media di Mignani contro il Monopoli rispetto al lavoro contro il Sorrento e alla prestazione di Salvemini contro il Potenza, per legare il gioco e aprire gli spazi ai compagni. Come in occasione del suggerimento per Manconi, poi respinto da Piana.
La svolta in fase di costruzione
Per il nuovo Benevento di Floro Flores novità evidenti anche dal punto di vista della costruzione: 495 passaggi precisi contro i 293 e 294 delle ultime due gare casalinghe. Una squadra che lavora soprattutto dal basso: il 27% dei passaggi giallorossi arriva dal primo terzo di campo, un dato che supera il 19% della stessa zona contro Sorrento e Potenza. Prime impressioni che si uniscono alla filosofia di gioco già intravista domenica al “Vigorito”, tra riaggressione alta, fraseggio rapido nello stretto e densità sulla trequarti: nasce tra questi pilastri il nuovo Benevento di Floro Flores.
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Stanno più liberi con la testa !!
Ottima analisi bravi
Finalmente un articolo tecnico
Prima di fare sti studi aspettiamo Cosenza e Salernitana