Due anni dopo è un’altra Carrarese: solo tre i superstiti di quella semifinale play off col Benevento

La formazione giallazzurra è profondamente cambiata nel corso dell'estate: non solo nella guida tecnica, ma anche nell'organico. E sta pagando il prezzo di quella rivoluzione

Carrarese e Benevento tornano a incrociare le loro strade a distanza di poco più di due anni da quella semifinale play off che consegnò ai marmiferi il pass per la finale e, qualche giorno più tardi, la storica promozione in Serie B.

Un confronto rimasto nella memoria della Strega per il modo in cui si chiuse: il ko per 1-0 a Carrara e poi il pareggio al ‘Vigorito’, risultato sufficiente per spegnere i sogni giallorossi e spalancare alla Carrarese la porta verso la cadetteria.

Di quella squadra ne sono rimasti soltanto tre. Tre fili che legano il presente a quella impresa: Belloni, Finotto e Schiavi. Gli ultimi due, peraltro, hanno lasciato il loro segno proprio contro il Benevento. Finotto fu l’uomo decisivo nella sfida d’andata, Schiavi invece lo fu in quella di ritorno al ‘Vigorito’. Gol che fanno parte del percorso recente di entrambe le società e che oggi assumono il sapore particolare dei ricordi che riaffiorano quando il calendario ripropone una vecchia storia.

Da allora, la Carrarese ha scritto altre pagine. Due salvezze consecutive in Serie B, conquistate con pieno merito, hanno confermato la bontà del lavoro portato avanti dal club toscano. Una realtà capace di affacciarsi in cadetteria senza snaturarsi, trovando ogni volta le risorse per restare a galla.

La terza salvezza, però, sembra presentare un grado di difficoltà maggiore. Perché quest’estate a Carrara si è cambiato molto, forse troppo. A partire dall’allenatore, con Cioffi che ha preso il posto di Calabro, passato al Padova.

Ma a essere profondamente diversa è la squadra che si è presentata ai nastri di partenza, rivoltata come un calzino rispetto a quella che aveva conquistato e poi difeso la categoria. Sono partiti giocatori che negli ultimi anni erano diventati veri e propri punti di riferimento: Zuelli, Zanon, Bleve, Imperiale e Illanes. E insieme a loro anche elementi importanti come Hasa, Distefano, Calabrese, Salamon e Bouah.

Una lunga lista di addii che inevitabilmente comporta la necessità di ricostruire equilibri, gerarchie e identità. È il prezzo, in qualche modo, del cambiamento. Ma anche la sfida più delicata per una squadra che negli ultimi due anni aveva trovato nella continuità una delle chiavi della propria permanenza in Serie B. La Carrarese ora è una squadra tutta da scoprire. Il passato racconta una formazione capace di sorprendere e di conquistarsi sul campo una categoria che sembrava appartenere ad altri. Il presente racconta invece di una rivoluzione che deve ancora trovare la propria sintesi. E così, due anni dopo quella semifinale, Benevento e Carrarese si ritrovano di fronte. Con pochi superstiti di quella storia e tante cose cambiate. Ma con la stessa sfida: capire quanto il passato possa ancora pesare sul presente.

Redazione

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