Benevento, Carli tra orgoglio, autocritica e futuro: “Vigorito è l’artefice di tutto, io mi sono tolto un peso”

Il direttore sportivo: "Quella di Floro Flores scelta folle ma vincente, abbiamo dimostrato di essere i più forti. Resto? Se ci saranno le condizioni, sarò strafelice ma in questo momento è l'ultimo dei miei pensieri: sono molto sereno"

Dalla consapevolezza delle difficoltà della Serie C alla svolta tecnica arrivata in corsa, passando per il rapporto con il presidente Vigorito e una rinascita personale dopo esperienze amare. Marcello Carli si gode la promozione in Serie B del Benevento, ma non dimentica il percorso fatto per arrivare fin qui: fatto di errori, scelte difficili, momenti complessi, fino alla certezza di aver costruito la squadra più forte, almeno del girone C.

Il direttore sportivo della Strega si è confessato in un lungo intervento a Radio Sportiva.

La gioia per la promozione

“Il primo impatto è stato come togliersi un peso, un pensiero che avevo in testa. Quando sono arrivato qui, il nostro obiettivo con il presidente era quello di riportare il Benevento in Serie B e non solo. Una grande soddisfazione, ho visto Vigorito felice e mi sono tolto un peso che avevo nella testa. Poi nei giorni successivi ci siamo goduti questa vittoria”.

Il percorso

“Specialmente il girone C è molto tosto, ci sono tantissimi derby, le partite non sono mai banali. L’artefice principale di questa promozione è il presidente, solo lui poteva avere questa forza morale e anche di struttura, anche perché quando scendi dalla B alla C a livello economico è una situazione difficile da gestire. Abbiamo la fortuna di avere una proprietà forte, innamorata di questa città. E ci ha dato la possibilità anche dopo momenti difficili di poter fare determinate cose, è giusto sottolineare anche questo. Un campionato che non conoscevo assolutamente, ho fatto anche degli errori e non li nascondo, li metto lì sulla parete. Per arrivare a questa vittoria abbiamo fatto un percorso, in cui ho commesso anche degli errori. Ma il presidente è stato fantastico, ci ha dato la possibilità di ripartire, di azzerare tutto. Quest’anno lo staff che ho avuto a disposizione ha lavorato benissimo e ha creato una squadra importante in 20 giorni. Vincere con questo distacco contro queste concorrenti non era scontato”.

Momento clou

“Ho capito che avremmo vinto il campionato dopo la vittoria contro l’Atalanta U23 a Caravaggio. Dopo il primo tempo, la squadra è tornata in campo con una qualità, una forza: lì ho capito che eravamo i più forti”.

Floro Flores

“Al mister dicevo che lui nell’intelligenza artificiale non è preso in considerazione. Ha dei numeri talmente elevati che non fanno statistica. Penso sia la prima volta che succede una cosa del genere. È stato veramente bravo, in quel momento abbiamo preso una scelta difficile perché fra l’altro Auteri è stato uno di quelli che ha costruito la squadra insieme a me e allo staff, è stato un punto di riferimento importante e cambiarlo è stato difficilissimo. Pensavamo che questa squadra non esprimesse tutto il suo potenziale, vedevamo dei giocatori spenti e pensavamo fossero forti. Nella sua scelta c’è stata molta pazzia del presidente, avevamo parlato anche con altri allenatori. Poi il presidente mi ha detto che aveva quest’idea, io ho detto ‘Non la posso né bocciare né esaltare, il ragazzo non lo conosco, non so se è bravo, bravino, bravissimo. Ci parliamo e vediamo come va’. Devo dire che è stata un’intuizione top, si è calato bene, ha un rapporto con i ragazzi fantastico, ha portato energia positiva e idee nuove. È stata una scelta che ha poi determinato questo risultato”.

Esperienze passate

“Dopo Parma sono stato male. Avevo fatto un percorso straordinario a Empoli, in quel frangente sono entrato con la vecchia proprietà, ne è arrivata una nuova, aveva un livello importantissimo di vedute, ma mi ero reso conto che il primo impatto sarebbe stato devastante. Mi ero convinto che per quel Parma per un paio di anni sarebbe stato difficile fare risultato. Ho trovato grandi difficoltà anche nella lingua, nel pormi. Poi quando la cosa non è andata bene ho avuto un momento difficile anche personale. Ho fatto un esame di coscienza, io non cerco alibi: se per me l’Italia non va ai Mondiali io mi sento colpevole, non do la colpa solo a Gravina ma anche a me stesso, perché io sto nel calcio, ho lavorato male e non ho fatto sì che questo calcio sia migliore. Avevo bisogno di ripartire da un qualcosa di difficile ma con una proprietà con cui avessi la possibilità di interagire. Quando sono andato a parlare col presidente, in lui ho visto qualcosa di diverso: non mi importava della categoria, dovevo ritrovare me stesso. Ho passato momenti difficili, però dico che ho fatto la scelta giusta”.

Futuro

“Col presidente ho un rapporto che va al di là di tutto. Ci troveremo, ci guarderemo, capiremo lui che ha in testa, io che ho in testa. È l’ultimo dei miei pensieri. So di aver trovato una persona speciale e quello rimarrà per me finché avrò vita un qualcosa di speciale. Poi ci metteremo lì, se ci saranno le condizioni di lavorare insieme io sarò strafelice. Se non ci saranno le condizioni io sarò strafelice di averlo conosciuto e per me rimarrà sempre una persona speciale. Non vedo problematiche, sono davvero molto sereno”.

Redazione

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1 Comment
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Antonio
5 mesi fa

Direttore con molta modestia le dico di iniziare già a programmare la serie B……..

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