In un pomeriggio di novembre, Antonio Floro Flores apriva contro il Monopoli la sua parentesi sulla panchina del Benevento. Un’avventura iniziata all’improvviso, dopo l’esonero di Auteri nonostante la vittoria contro il Foggia. Una scelta azzardata ma che si è rivelata vincente e che ha permesso ai giallorossi di prendersi la vetta, senza più lasciarla.
Nella ricostruzione de Il Sannio Quotidiano il confronto tra il primo Benevento del tecnico napoletano e quello attuale, che ritrova i biancoverdi pugliesi e che vede ormai il traguardo della Serie B a un passo.
Di nuovo il Monopoli
Il pomeriggio del 16 novembre al “Vigorito” aveva aperto la lunga scalata della Strega verso l’Olimpo, ora a un passo: da lì 16 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta, un ritmo insostenibile per tutte le concorrenti. Un Benevento, quello che sposava la filosofia di Floro Flores, molto diverso da quello attuale, per diversi aspetti. Innanzitutto dal punto di vista tattico, con il 3-4-3 disegnato dal suo predecessore, Gaetano Auteri, che non aveva subito modifiche principalmente per una questione di tempi e di meccanismi da assimilare. “Non stravolgerò nulla, credo poco nei moduli ma di più nella disponibilità dei calciatori. In pochi giorni, poi, non si possono fare degli stravolgimenti, serve tempo” aveva annunciato il tecnico nel giorno della sua presentazione.
Qualche indizio del suo credo calcistico, però, era arrivato già in quel pomeriggio di novembre contro il Monopoli. Pur con un sistema diverso da quello attuale: la differenza nasce dall’atteggiamento e dai movimenti senza palla. Come il pressing alto che ha caratterizzato il suo percorso in giallorosso, l’aggressione sulla trequarti che ha facilitato il recupero palla e ha spianato la strada al ritmo incessante della sua squadra.
Una Strega diversa
Una Strega diversa tatticamente che oggi vede nel 4-2-3-1 il suo sistema preferito, complici anche le sintonie ormai allineate degli interpreti in un processo nato, in realtà, da un undici molto diverso rispetto alla conformazione attuale. Nel primo Benevento di Floro Flores in difesa trovava spazio Scognamillo con Saio e Ceresoli nella difesa a tre disegnata al “Vigorito” contro il Monopoli, con Pierozzi e Ricci ad agire sulle fasce, all’altezza della coppia di centrocampo composta da Prisco e Maita.
Proprio Ricci fu uno dei protagonisti del match grazie a un gol in grado di regalare nuove sicurezze all’ex Cosenza: “Non so cosa avesse fatto prima ma so che è un giocatore straordinario: averlo recuperato è sicuramente molto importante”, la confessione del tecnico. Lo stesso Ricci che fu sostituito da Simonetti, al debutto stagionale dopo il lungo infortunio: una staffetta che sa di beffa, considerando il brutto ko arrivato per entrambi che ha chiuso la loro stagione con largo anticipo.
Certezze e differenze
Oggi la fascia sinistra vede in Ceresoli – non braccetto ma terzino – la sua certezza assoluta, affiancato da Romano e da Celia nei ritagli di minuti concessi dal tecnico. Differenze enormi anche davanti, con la linea a tre composta da Lamesta, Tumminello e Manconi archiviata già da tempo, complice anche il ritorno di Salvemini. Il passaggio al 4-2-3-1 ha permesso a Floro Flores di forzare ulteriormente la mano lì davanti, aggrappandosi però anche al sacrificio dei suoi ragazzi in ripiegamento. Una scelta che ha confezionato la differenza per la Strega e ha aperto le porte alla scalata fino a consegnare la versione attuale della capolista, ormai a un passo da paradiso.


