Dieci anni dopo, Benevento-Catania può scrivere un’altra pagina indimenticabile nella storia della Strega. Nel 2016 il protagonista di quel gol che spalancò le porte giallorosse verso il paradiso della Serie B aveva il nome di Alessio Campagnacci. Per un’emozione che non si dimentica.
“Una delle mie gioie più grandi – ha ricordato l’ex giallorosso in un’intervista rilasciata a Il Sannio Quotidiano -. Non stavo vivendo un momento bellissimo, venivo da tanti infortuni. Ma una giornata come quella non si dimentica, per tutto l’ambiente: un mix di gioia, pianti, emozioni forti. Così come non dimentico l’abbraccio che mi hanno dato i ragazzi, ogni tanto vado a rivederlo. Ho ancora il poster gigante che hanno fatto dopo la vittoria del campionato: lo faccio vedere anche a mio figlio, cerco di trasmettergli tutta quella passione”.
Di quel Benevento, Campagnacci ricorda soprattutto il gruppo. E alcuni compagni oggi ancora protagonisti con la Strega, ma con ruoli diversi: “Ho sentito Andrea De Falco un mese fa, mi ha mandato una foto del poster gigante in cui ci sono anch’io ed è stata l’occasione per sentirci. Mi ha raccontato che l’andamento è quello giusto. L’ho trovato un ragazzino di vent’anni, mi ha confidato che si sta trovando bene ma c’è poco da meravigliarsi, l’ambiente di Benevento lo conosciamo tutti. Serviva solo un pizzico di serenità e la persona giusta in grado di creare il gruppo e portare il Benevento dove merita”.
Con lui altre due bandiere come Melara e Padella: “Le persone perbene devono stare nei posti giusti, dove meritano. Con loro c’è stato un po’ più di rapporto in quella stagione perché con Fabrizio eravamo stati insieme a Reggio mentre con Emanuele abbiamo legato sin da subito. Una doppia buona scelta da parte della società, con loro e con Andrea: le persone che meritano devono stare nei posti giusti. Per poter costruire qualcosa di importante servono persone leali e corrette. Di quell’anno mi fa piacere che siamo rimasti in contatto con tanti: credo che ognuno di noi si ricordi di tutti i giocatori di quella stagione, abbiamo fatto qualcosa di eccezionale”.
Ora per la Strega un possibile match point per il campionato, ancora contro il Catania: “Serve il giusto equilibrio, né troppa carica né appagamento. È vero che 10 anni fa affrontavamo il Catania ma era ancora tutto aperto. Forse questa partita la posso paragonare a quella col Lecce: in questi casi è importante riuscire a tenere il distacco, poi le gare vanno giocate tutte perché ci sono squadre organizzate che possono creare problemi. E poi il mister sta dimostrando che a quei livelli ci può stare benissimo”.
Fondamentale la spinta del ‘Vigorito’ per la partita che può decidere il campionato: “Ripenso a quella partita col Lecce e mi vengono i brividi. La tifoseria quell’anno ci è sempre stata vicino, sono stato massacrato quando lo meritavo ma anche elogiato ma loro non hanno mai perso la fiducia nel gruppo. I tifosi devono portarli alla vittoria: possono essere l’uomo in più in una partita così delicata”.



Grande Alessio sei sempre nei nostri ricordi