Un nuovo terremoto scuote il mondo arbitrale italiano. In una stagione giĆ di per sĆ© molto negativa per il movimento, travolta pure dal caso Catanoso, ci si aggiungono i guai del presidente dell’Associazione italiana arbitri, Antonio Zappi, finito nel mirino di un’inchiesta portata avanti dalla Procura federale.
L’accusa ĆØ grave: pressioni indebite per cambiare gli organi tecnici. Secondo quanto riferisce il quotidiano La Repubblica, Zappi ha ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini e ora avrĆ 15 giorni per depositare le proprie memorie difensive, dopodichĆ© la Procura deciderĆ sul deferimento. Il rischio di un rinvio a giudizio davanti al Tribunale federale ĆØ concreto.
La vicenda
La vicenda ha le sue radici nella decisione del capo degli arbitri di riformare gli organi tecnici delle categorie inferiori. Voleva far posto a Daniele Orsato, nominandolo designatore per la serie C, e a Stefano Braschi, per la serie D. Per riuscirci, però, era necessario liberare il campo da chi era giĆ in carica, vale a dire il beneventano Maurizio Ciampi per la Can C e Alessandro Pizzi per la Can D. Per spingere entrambi a dimettersi, Zappi avrebbe offerto loro la possibilitĆ di conservare lo stesso libello di retribuzione, pur passando ad altro incarico. Qui viene fuori la nota dolente, perchĆ© l’Aia non ha autonomia da questo punto di vista, ma la cassa ĆØ della Federazione.
La spending review
La mossa risulta ancora più stonata, se si pensa alla revisione delle spese avviata quest’anno dall’Aia. Basti pensare che i designatori si sono visti tagliare i fondi per corsi di formazione e riunioni tecniche. Di contro, però, per un appuntamento ad Ascea di un mese l’Associazione ha speso quasi 250mila euro per un evento che ha coinvolto trecento persone.
Il rischio commissariamento
La vicenda ha fatto drizzare le antenne alla Figc, pronta a commissariare l’Aia. I rapporti tra gli arbitri e il presidente Gravina sono tesi da tempo. Il numero uno della Figc vuole riformare il sistema arbitrale, sottraendolo al controllo dell’Associazione per trasformare i direttori di gara in professionisti autonomi, sul modello della Premier League.



Meno male che il designatore della C ĆØ beneventano….non mi pare che il bn abbia avuto qualche favore… Anzi a Catania proprio no