Il primato è durato poco, ma il Benevento ha tutte le carte in regola per continuare a sognarlo. La sconfitta del Massimino non è di quelle che ridimensionano, anzi, potrebbe addirittura fortificare e rilanciare le ambizioni della Strega. Una partita brutta, priva di virtuosismi tecnici e trame elaborate, non poteva che essere decisa da un episodio, come accade generalmente a tutti i livelli. L’amaro in bocca, in casa giallorossa, lo lasciano tutt’al più le già abbondantemente analizzate modalità di concessione del penalty poi trasformato da Cicerelli (leggi qui) , che abbinate a un arbitraggio non all’altezza di uno scontro al vertice hanno finito per macchiare una bella giornata di sport.
Quanto visto in campo non ha reso onore alla splendida cornice di pubblico, caratterizzata anche dalla presenza di circa 300 stoici tifosi giallorossi nel settore ospiti. Insomma, temperature estive, colori vivaci, gioco opaco. Ma se è vero che il Catania porta a casa i tre punti, compie il sorpasso e inanella il secondo successo di fila al Massimino in uno scontro diretto (dopo quello con la Salernitana), lo è altrettanto che ad avere l’obbligo di vincere era proprio la squadra di Toscano, che nel girone di ritorno il pericoloso doppio impegno lo affronterà in trasferta.
E’ forse in quest’ottica che andrebbe valutata la prestazione della Strega, che dopo il primo quarto d’ora giocato coi muscoli rigidi si è man mano sciolta, dimostrando quanto meno di non essere inferiore ai quotati avversari di turno. E questo nonostante la vasta mole di pedine ben al di sotto sia della sufficienza (qui le pagelle) che dei rispettivi standard di rendimento, come purtroppo accade frequentemente in trasferta. Preso atto di un centrocampo leggero e penalizzato da ammonizioni precoci (Prisco ‘preservato’ all’intervallo, al suo posto un Mehic deludente), a salvarsi sono stati infatti unicamente i componenti del pacchetto arretrato, con la sola postilla legata a Lamesta, chiamato a compiti più gravosi per dare un tocco di imprevedibilità al reparto offensivo.
Male Manconi, a cui il rinnovo non ha dato l’auspicata “spinta”, poco incisive le punte centrali. Salvemini, prima ingabbiato a dovere, poi costretto ad uscire per infortunio, ha lasciato spazio a un Tumminello che finora ha messo in scena la peggior versione di sé. Ha un’attenuante: a causa del ritardo di condizione e della concorrenza spietata, da inizio stagione non ha ancora avuto chance dal primo minuto. Potrebbe averne una molto presto, a lui il dovere di coglierla.
Francesco Carluccio



Ho notato che non sanno muoversi senza palla; quando il nostro giocatore è marcato da più avversari nessuno va incontro a ricevere il passaggio: come nel campionato scorso.
Ci sono giocatori che non sono continui, una partita buona e due sbagliate e questione di mentalità, faremo un campionato di vertice ma di alti e bassi. Spero di sbagliare.