Peccato Benevento, forse un quarto d’ora sarebbe bastato

Attacco spento, cambi inefficaci, letture sbagliate. La notte di Latina presenta un conto salato ma anche eccessivo

All’improvviso, la doccia gelata. Una Strega sgraziata, per larghi tratti irriconoscibile, torna a casa dal Francioni di Latina con la faccia disillusa. La prestazione interna che aveva annichilito il Trapani è così distante da far sorgere il dubbio che questo Benevento abbia una doppia personalità. La squadra brillante di domenica scorsa si è intravista solo nel quarto d’ora iniziale della ripresa, quando Borghini e Salvemini hanno avuto la grande occasione di bucare Mastrantonio. E pensare che anche solo quel quarto d’ora, condito da un pizzico di lucidità in più sotto porta, sarebbe forse bastato per fare bottino pieno contro un avversario tutt’altro che impenetrabile. Rimpianto che sarà difficile da metabolizzare, specie se aggiunto a una collezione che annovera già quelli di Casarano e Picerno.

La partita ha voltato le spalle ai giallorossi al 55’, quando Mehic, con un filtrante calibrato al millimetro, era riuscito a pescare Salvemini dall’altra parte del campo mettendolo a tu per tu con il portiere nerazzurro. Qualcuno a quel punto aveva già gridato al gol, confidando nelle doti da attaccante di razza dell’ex Audace Cerignola. Nulla di fatto. Occasione sprecata. Deve essersi irritata anche la Dea bendata, perché nove minuti dopo il Latina ha rotto gli equilibri con l’unica vera giocata offensiva della serata sull’asse Ercolano-Ekuban (fino a quel momento innocuo). Uno a zero, barricate e tanti saluti. Con un’unica postilla: la decisione di non concedere il rigore al 75’ per il fallo di Parodi su Maita resta incomprensibile (ancor di più dopo l’intervento del FVS) ma non va trascurato il fatto che sul prosieguo di quell’azione Mignani – in posizione utilissima – abbia avuto il pallone del pareggio sui piedi, sciupando a sua volta.

Lo abbiamo spesso sottolineato: per quanto influenti, gli episodi rischiano di semplificare le analisi oltre il dovuto. Le ragioni del mancato allungo in vetta vanno più che altro ricercate in una serie di intoppi. Gli infortuni di Scognamillo e Prisco hanno costretto Auteri a variare, ma nelle variazioni più di qualcosa non è andato per il verso giusto. Accantonata l’idea di una costruzione scorrevole palla a terra, visto il campo ai limiti della praticabilità, la Strega non è riuscita a far valere il fisico, incappando anche nella giornata storta di tutti gli interpreti offensivi. A un Lamesta in ombra (anche per lui chance ghiottissima nel finale della prima frazione), si sono aggiunti un Salvemini in gabbia e un Manconi fuori dal gioco per troppo tempo. Fasce al di sotto delle aspettative (Ricci impacciato, Pierozzi inconsistente), sostituzioni ancora una volta inefficaci e tardive. E’ andato tutto storto, letture di Auteri comprese. La sconfitta del Francioni ha le sembianze di una punizione eccessiva, ma se non si porta la sfida dalla propria parte nel momento del massimo sforzo, si è costantemente a rischio beffa. Un’altra lezione da imparare per un Benevento che ha margini ancora indefiniti.

Francesco Carluccio

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5 mesi fa

Per me personalmente auteri non e un allenatore che può guidare questa squadra

Danilo
Danilo
5 mesi fa

Che errore non aver preso Caldirola (andato alla squadra di Criscitiello in serie D). Senza Scognamillo sono dolori li dietro.

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5 mesi fa

Salernitana la più forte rassegnatevi

Mario
Mario
5 mesi fa

🤣 nei tuoi sogni

Antonio
Antonio
5 mesi fa

Se la squadra non và è colpa di tutti, non riescono a fare un tiro da fuori aria o cercarsi una punizione a limite d’aria, poi quelle poche azioni da goal create vengono fallite, fanno trecento passaggi nell’aria avversaria, i brasiliani in questa categoria non servono.

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5 mesi fa

Altamura e poi???

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5 mesi fa

Quando non si riesce a vincere e si è in una serata storta, ci si può accontentare anche dello 0-0. La serie C è complicata, si può vincere e perdere con chiunque, anche se “sulla carta sei più forte. Testa bassa e pedalare, ci sono due partite in casa da sfruttare.

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