Avversari Benevento – Pressioni dalla ‘ndrangheta, il Crotone finisce in amministrazione giudiziaria

Nell'ultimo decennio settori specifici sarebbero risultati pesantemente influenzati dalla presenza pervasiva della criminalità organizzata. Emessi anche 17 Daspo

Il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’amministrazione giudiziaria per dodici mesi nei confronti della società di calcio FC Crotone – che milita nel girone C della serie C – su proposta congiunta del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, del Procuratore distrettuale della Repubblica di Catanzaro e del Questore di Crotone.  

Per gli inquirenti, è scritto in una nota della Dda catanzarese, dalle indagini, soprattutto quelle svolte nell’ambito del procedimento Glicine-Acheronte, “sono emersi sufficienti indizi per ritenere che l’attività economica della FC Crotone srl, compresa quella di carattere imprenditoriale, sia stata sottoposta, nel corso dell’ultimo decennio, direttamente o quantomeno indirettamente a condizioni di intimidazione e assoggettamento ad opera di esponenti di locali cosche di ‘ndrangheta, esercitando un asfissiante controllo del territorio di Crotone e delle relative attività imprenditoriali, compresa la FC Crotone srl, certamente più rilevante ed appetibile». 

Il provvedimento è stato emesso dai giudici della Seconda sezione penale – Misure di prevenzione e si fonda sulle evidenze investigative acquisite dal personale della Polizia e dai Carabinieri del Ros. Secondo l’accusa “il libero esercizio, da parte della società sportiva, con particolare riferimento ai settori specifici della security e della gestione degli ingressi allo stadio, risulta profondamente influenzato dalla presenza pervasiva della criminalità organizzata“.  

La “conseguente condizione di assoggettamento” ha “finito, altresì, per agevolare l’attività illecita di soggetti indiziati di appartenenza alle articolazioni ‘ndranghetistiche locali coinvolte, specie in un settore come quello calcistico, generatore di importanti e non sempre tracciabili flussi monetari e portatore di visibilità sociale“. 

La misura del Tribunale è orientata a sostenere la società nella rimozione delle situazioni di fatto e di diritto che hanno determinato l’intervento, consentendo il recupero dell’attività economica in un’ottica di legalità. Il provvedimento è stato notificato al legale rappresentante della società, da personale del Servizio centrale anticrimine della Direzione centrale anticrimine e della Divisione polizia anticrimine della Questura. Contestualmente, sono state avviate le procedure per la notifica di 17 provvedimenti di Daspofuori contesto“, emessi dal Questore. 

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