Una stangata, sebbene attesa. Pesantissima penalizzazione per il Rimini che si è visto decurtare undici punti in classifica, oltre a un’ammenda di oltre 10mila euro, dal Tribunale federale nazionale. A essere punite sono le ormai note violazioni amministrative riferite al pagamento degli stipendi ai tesserati, relative allo scorso mese di maggio. Oltre agli stipendi (poi pagati in ritardo), in quell’occasione non erano stati versati alla scadenza nemmeno i contributi Inps e le ritenute Irpef. Ma non solo. Entro il 7 luglio non erano state fornite nemmeno le informazioni economico-finanziarie previsionali per la stagione 2025/2026, cosa valsa la richiesta di applicazione della recidiva, accolta dal Tfn.
Non finisce qua. Perché nella giornata di martedì la squadra ha trovato i lucchetti al ‘Romeo Neri’ e non ha potuto svolgere l’allenamento. Non c’è l’autorizzazione per giocatori e tecnici per entrare allo stadio. La società avrebbe versato il dovuto solo martedì mattina, ma al Comune non risulta abbia avanzato richiesta per l’utilizzo dell’impianto. Dove sabato sabato 7 settembre alle 20.30 si dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – giocare il match con la Ternana: a oggi il Rimini non sa ancora se potrà accedere all’impianto per allenarsi e poi scendere in campo per la sfida valida per la terza giornata del girone B di Serie C.
Ci sono poi le questioni tecniche. Perché nell’ultimo giorno di calciomercato si è registrata una vera e propria fuga di giocatori. Ceduti Giacomo Parigi al Latina, Luca Falbo al Ravenna, Marco Garetto alla Ternana, Leonardo Ubaldi alla Cavese e Cristian Langella al Cosenza, mentre Linas Megelaitis ha risolto il contratto. E c’è da valutare il futuro di Braglia che a questo punto potrebbe farsi da parte. Insomma, un caos. L’ennesimo in Serie C.


