Piscitelli ricorda l’esperienza di Benevento: “E’ stata la mia prigione calcistica: Belec faceva solo papere, Puggioni era venuto solo per i soldi e io non giocavo”

L'ex portiere giallorosso: "La situazione di Benevento mi ha permesso di diventare uomo: fu molto difficile, ma imparai a rialzarmi e trovare la mia strada"

Dici Riccardo Piscitelli e inevitabilmente il ricordo di tanti va ai play off del 16 maggio 2015, quando il Benevento si fece eliminare dal Como. A difendere i pali giallorossi c’era proprio l’estremo difensore di Vimercate, responsabile sulla rete del momentaneo 1-1 di Ganz, prima di farsi beffare a tempo quasi scaduto da un tiro-cross dello stesso attaccante figlio d’arte.

Quella partita finƬ per condizionare l’esperienza nel Sannio del portiere scuola Milan. Non a caso, Piscitelli rimase in giallorosso fino al 2018, senza però trovare più spazio. Ora ha trovato la sua dimensione in Ungheria, in particolare all’Ujpest, storico club di Budapest, con cui ĆØ stato recentemente eletto miglior giocatore della Nemzeti BajnoksĆ”g I per questa prima parte di stagione, oltre a essere inserito nella Top XI stagionale invernale della massima serie magiara.

In un’intervista rilasciata a PianetaMilan.it, Piscitelli ha ripercorso le tappe della sua carriera, parlando anche dell’avventura con la maglia della Strega. L’arrivo al Milan fu quasi casuale: “Giocavo nella squadra di Arcore – racconta –, dove risiedeva anche Berlusconi. Durante un torneo contro il Milan arrivammo in finale e quella fu la mia occasione. Riuscii a parare quattro rigori e fui premiato come miglior portiere del torneo. Dopo quella performance mi offrirono un provino e venni preso immediatamente. A 10 anni ho cominciato la mia carriera nel settore giovanile del Milan, per poi lasciarla a 19 anni quando sono andato per la prima volta a giocare tra i professionisti alla Carrarese, che al tempo era la squadra di Buffon, il cui procuratore, Silvano Martina, era anche il mio. Da lƬ ĆØ iniziata la mia carriera, quindi io ho fatto 9 anni nel settore giovanile rossonero”.

Le prime esperienze tra i grandi non furono memorabili: A 19 anni stavo facendo grandi cose con la Primavera, ero in Nazionale, giocavo, ma avevo il procuratore che mi diceva ‘No, ĆØ meglio che vai in Serie C a giocare’. Grandissima ca…ta. LƬ ĆØ stato un errore, ma al tempo stesso lo capivo. Ai tempi non c’erano altre possibilitĆ . Ai tempi il portiere 19enne veniva visto come un bambino. Oggi, invece, vediamo un cambiamento di mentalitĆ : se sei bravo, vieni valorizzato subito, come nel caso di Donnarumma o del giovane Camarda. Questo cambio generazionale mi rende felice, anche se personalmente ne ho pagato il prezzo, finendo per costruire la mia carriera lontano dalle luci della Serie A. Andare in C non ĆØ stata una decisione facile.Ā Il problema non era il Milan, ma la scelta della squadra in cui sono andato. Alla Carrarese trovai una situazione complicata: alcuni giocatori forti, ma il resto dell’organico era poco competitivo. Anche nei successivi trasferimenti, come a Benevento, le cose non andarono come speravo. LƬ se fai una bella parata sei un fenomeno, ma se il giorno dopo sbagli qualcosa sei il peggiore della terra. Ho imparato che, nel calcio, la stabilitĆ  di una societĆ  ĆØ fondamentale per crescere. Nonostante le difficoltĆ , però, ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa e mi ha reso più forte”.

Anche quella di Benevento: “LƬ ho avutoĀ De Zerbi che mi diceva ‘Ricky io ti vedo tutti i giorni in allenamento e non hai niente di meno degli altri portieri, però purtroppo nell’ultimo anno e mezzo non hai giocato. Qua abbiamo preso due portieri e se anche dovessero fare male io come faccio a buttarti dentro’. C’era Brignoli che al di lĆ  del gol di testa all’ultimo minuto non aveva fatto bene. C’ĆØ stato Belec che ogni due partite faceva una papera e c’ĆØ stato Puggioni che ĆØ venuto a rubare soldi l’ultimo anno della carriera. Infatti siamo retrocessi malamente. In quel periodo non avendo giocato un anno non potevo andare a giocare in un’altra squadra. Sono stato costretto a rimanere lƬ e mi sono sorbito una prigione calcistica. Dopo un periodo complicato, rimasi senza squadra per alcuni mesi. Gli allenatori mi chiamavano e mi dicevano ‘Ricky, noi ti conosciamo, siamo in dubbio perchĆ© ĆØ da un anno e mezzo che non giochi’. C’erano tante squadre che mi volevano, ma tra allenatori e direttori sportivi c’era sempre qualcuno che aveva il dubbio. Fu allora che, insieme a Jacopo Viola, iniziai a fare video su Instagram e YouTube, allenandomi e condividendo contenuti innovativi per i portieri. Non era comune all’epoca, e uno di quei video diventò virale, finendo su 433 con milioni di visualizzazioni. Poco dopo, mi contattò il Carpi in Serie B. Da lƬ decisi di andare all’estero, in Romania e poi in Portogallo, dove continuai a crescere e a vivere esperienze uniche. Alla fine, sono arrivato in Ungheria, dove mi trovo benissimo, giocando nell’Ujpest, una squadra storica con un grande ambiente”.

Quella nel Sannio comunque un’esperienza formativa: “Sicuramente il periodo a Benevento mi ha reso uomo. Fu una fase molto difficile, ma imparai a rialzarmi e a trovare la mia strada. A Carpi ho stretto amicizie con persone con cui vado in vacanza tutt’oggi. In Romania ero lĆ  con Mattia Montini e Diego Fabbrini, due italiani, e ancora oggi i tifosi della Dinamo mi scrivono su Instagram dopo sei anni. In Portogallo ĆØ stata un’esperienza bella perchĆ© ĆØ anche una lega un po’ più importante, ma abbiamo avuto una sfortuna. Abbiamo fatto un bell’anno, e il nostro obiettivo era salvarci, ma poi abbiamo subito quattro sconfitte di fila. Il presidente ha voluto cambiare allenatore ed ĆØ arrivato il peggior allenatore della mia vita, Manuel Machado. Da quando ĆØ arrivato lui le abbiamo perse tutte praticamente e siamo retrocessi. Quando ho ricevuto un’ottima offerta dall’Ungheria sono andato lƬ. Ora gioco con KrisztiĆ”n TamĆ”s, con cui ero in convitto insieme al Milan. ƈ stato bello ritrovarsi. Qui in Ungheria sto vivendo una delle fasi più belle della mia carriera”.

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Tenente Kojak
Tenente Kojak
1 anno fa

Almeno ĆØ stato onesto e ha detto la veritĆ  su Puggioni e Belec. Cosa rara nel mondo del calcio dove fanno tutti i ruffiani.

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1 anno fa

Le due papere con il Como sono state il tuo biglietto da visita, hai fatto bene ad andare all’estero.

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1 anno fa

Hai ragione tre portieri uno più scarso del altro

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