Le pagelle del Benevento: Simonetti è devastante, Lamesta si toglie un peso

La formazione di Auteri supera agevolmente la Juventus NG, prova positiva nel complesso, fatta eccezione per qualche sbavatura

Il Benevento cala un doppio poker: le quattro reti rifilate alla Juventus Next Gen valgono la quarta vittoria consecutiva tra le mura del Ciro Vigorito. La compagine giallorossa riesce a rialzare la testa dopo essersi ritrovata in svantaggio per un errore di Nunziante, travolgendo letteralmente i bianconeri di Montero. Ancora una volta la Strega indossa il suo abito migliore in casa, riscattando immediatamente il passo falso di Monopoli.

NUNZIANTE 5,5 – L’errore sul tiro tutt’altro che irresistibile di Palumbo è da matita rossa. Un incidente di percorso che potrà migliorarlo, rinfrancato anche dall’applauso del pubblico beneventano. Si riscatta parzialmente nella ripresa sulla conclusione di Guerra.

OUKHADDA 6,5 – Solita affidabile prestazione sulla corsia di destra, dove tampona a dovere le folate offensive bianconere. Spinge meno rispetto alle altre uscite, alla terza gara in una settimana non si poteva pretendere di più.

BERRA 7 – I complimenti di Auteri e l’ammissione indiretta della bontà della scelta di portarlo al centro della difesa dicono tutto. Altra partita da leader, impreziosita dal salvataggio dopo l’errore di Capellini e dal lancio per Simonetti che spalanca le porte al tris della Strega.

CAPELLINI 5,5 – La media tra un primo tempo condito da troppi errori e una ripresa gestita in tranquillità. Grave la leggerezza con cui libera Afena Gyan davanti a Nunziante e poco dopo si fa bruciare dall’ex Roma che lo grazia nella conclusione.

VISCARDI 6 – Gara nel complesso tranquilla. La Juventus affonda raramente dalla sua parte, permettendogli di presidiare la sua zona senza particolari affanni. Manca di affacciarsi in avanti, ma le sue caratteristiche sono altre.

TALIA 6,5 – Corre, tampona e fa filtro a centrocampo. Gara sporca in cui si immerge con la solita abnegazione. Lascia i compiti offensivi ai compagni che gli giocano davanti, badando soprattutto a coprire le spalle e fermare le iniziative avversarie.

PRISCO 6,5 – In una partita ‘normale’ trova il modo di farsi notare per un pallone per Simonetti da manuale, mandando in porta il compagno (dal 74′ AGAZZI s.v. – Partita ormai in discesa quando Auteri lo getta nella mischia, chiusa ‘senza infamia e senza lodi’).

LAMESTA 7 – L’esultanza dopo il gol sa molto di peso tolto dalle spalle. Manda in crisi Cudrig in un primo tempo devastante, fatto di corse, strappi e giocate di classe. Nella ripresa si adegua ai ritmi della gara (dal 74′ BORELLO s.v. – L’occasione per mettere minuti nelle gambe dopo l’infortunio e per dimostrarsi egoista nell’ignorare Starita a centro area).

MANCONI 6,5 – Si guadagna il rigore del pareggio, lo sbaglia ed è lesto sul tap-in. Tanta corsa per l’ex Modena, non sempre lucido al momento dell’ultimo passaggio o della conclusione finale.

SIMONETTI 7,5 – Inizio di partita in ombra, quando manca il pallone di Oukhadda a due passi da Daffara sembra non essere la sua serata. Si riscatta alla grande siglando il gol del raddoppio, centrando la traversa che si trasforma in assist per Lamesta e trovando la doppietta nel secondo tempo (dall’80’ TOSCA s.v. – Entra per alzare la diga davanti a Nunziante, ma la Juventus aveva già tirato i remi in barca).

PERLINGIERI 6 – Passano le giornate ma il copione non cambia, tanto lavoro per la squadra e tanta imprecisione in area avversaria quando si tratta di finalizzare l’azione. Un aspetto su cui lavorare per crescere (dal 61′ STARITA 5,5 – Ogni partita sembra quella buona per sbloccarsi finalmente e invece alla fine resta sempre quella sensazione di incompiuto. Entra con la voglia di spaccare il mondo, le buone intenzioni non si tramutano però in fatti).

AUTERI 7 – Il suo Benevento è un rullo compressore al Ciro Vigorito, dove viaggia a ben altri ritmi rispetto alle gare esterne. La sua squadra ha il merito di non disunirsi dopo il gol dello svantaggio e l’errore di Nunziante. L’unico appunto sulla gestione dei cambi, probabilmente potevano essere spesi prima per far rifiatare qualcuno e dare spazio ad altri. Sta di fatto che si riprende la vetta della classifica e può guardare con fiducia alle prossime sfide.

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