Più che prestazione ed eliminazione dalla Coppa Italia di serie C, a far emergere interrogativi sono le parole di Gaetano Auteri. Dopo la sconfitta con il Potenza, il tecnico del Benevento ha ammesso di essere preoccupato (CLICCA QUI), aspettandosi di vedere una squadra più avanti nel percorso di crescita. Il primo vero test stagionale, dopo tre amichevoli con avversari di basso calibro e la sfida farsa con il Taranto, ha invece fatto suonare più di un campanello d’allarme in casa sannita, a una settimana dall’esordio in campionato contro la Cavese.
Nulla di inaspettato se si analizza l’estate a tinte giallorosse, cominciata subito con i botti Lamesta e Manconi per poi ritrovarsi arenati nelle sabbie mobili del mercato. Marcello Carli ha dovuto fare i conti non solo con le scorie del passato in serie B, ma anche con scelte sconfessate a distanza di un solo anno. Bolsius, Marotta o Benedetti sono arrivati sotto la gestione del dirigente toscano e hanno inciso profondamente sulle decisioni attuali. A questi si sono aggiunti i soliti noti, da Tosca ad Acampora passando per Viviani, tutti reintegrati con la speranza che possano rivelarsi utili alla causa.
Sulla carta una rosa di alto livello che induce a sognare e porta gli avversari a piazzare la Strega in pole position nelle classiche griglie di inizio stagione. A contare, però, sono i fatti e il campo ha mostrato i primi scricchiolii, confermati nel post partita dall’allenatore di Floridia.
Niente di preoccupante, sia chiaro, una situazione a cui si potrà porre rimedio ma bisognerà farlo in tempi brevi, perché alla fine del mercato manca poco e il campionato bussa prepotentemente alle porte. Bisognerà districare i dubbi su chi dovrà fare parte o meno del nuovo progetto e cedere (magari) qualche esubero per poter operare in entrata. Due passaggi necessari a cui aggiungere una riflessione da tenere a mente per tutta la stagione: bene puntare sui giovani, al giorno d’oggi serve coraggio per seguire la strada della linea verde, ma guai a pretendere la luna. A volte bisogna accontentarsi di un posto tra le stelle, meglio ricordarselo.



La rosa è buona, da 4-5 posto, ma definirla di alto livello mi pare esagerato paragonandola a Catania e Avellino, compagini infarcite di marpioni della categoria.
ottimo articolo🤝