Parte col piede sbagliato l’avventura di Matteo Andreoletti sulla panchina del Benevento. Un ko all’esordio nel derby con la Turris, arrivato nonostante il buon approccio alla partita della compagine giallorossa che parte con buon piglio, si porta in vantaggio, sfiora il raddoppio, ma poi sparisce completamente dal campo e subisce una rimonta che vanifica ciò che di buono era stato fatto nei venti minuti iniziali. Finisce 3-1 al Liguori, risultato che sancisce la falsa partenza della Strega.
Al termine del match, nonostante la sconfitta, Andreoletti non fa drammi. Anzi, dispensa fiducia e prova a tenersi stretti i segnali positivi che pure sono emersi da una serata così amara: “Perdere non fa mai piacere, ma io da allenatore ho il dovere di andare oltre il risultato e oltre gli episodi. Potrei stare qui a dire che saremmo potuti andare sul 2-0, che abbiamo preso due traverse e un palo, oltre ad aver sbagliato qualche gol davanti alla porta, ma è un tipo di analisi che non mi piace. Posso dire, al contrario, che il Benevento mi è piaciuto, perché è sceso in campo con grande spirito e grande determinazione fino al 90′, anche quando è rimasto in dieci e ha fatto di tutto per provare a raddrizzare la partita. Questo mi spinge a dire di essere orgoglioso di allenare questa squadra. Se conserveremo questo spirito, ci toglieremo belle soddisfazioni: ci sono i presupposti per fare una buona stagione”.
La rinuncia a Ferrante dal primo minuto e la decisione di schierare Capellini come vertice basso hanno fatto discutere: “In quel ruolo purtroppo siamo un po’ sfortunati, perché tutti i giocatori che possono ricoprirlo sono infortunati. C’era Agnello, ma ho preferito non utilizzarlo perché c’era il rischio di bruciarlo e di comprometterne la stagione. Ho optato per Capellini anche perché mi avrebbe potuto dare la possibilità di metterci a tre dietro in caso di necessità, come accaduto nel secondo tempo. Sono soddisfatto della sua prestazione, perché ci ha messo cuore e disponibilità. Per quanto riguarda Ferrante, invece, ha fatto solo due allenamenti con noi e non mi sembrava il caso di mandarlo in campo, visto che certi meccanismi non li conosce ancora bene. Al tempo stesso, poi, c’era l’idea di giocare con un attaccante in grado di svariare sul fronte offensivo, per non dare punti di riferimento agli avversari e credo che Ciano abbia fatto un buon lavoro”.
Andreoletti chiede tempo: “Avevamo diversi giocatori che hanno fatto massimo dieci allenamenti con noi. Siamo un cantiere aperto, è vero, ma sapevamo a quali difficoltà andavamo incontro. Vedrete che da questa sconfitta ne usciremo più forti”.
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