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Benevento, è presto per arrendersi: la storia della B è piena di rimonte impossibili

Nelle ultime sei stagioni, quattro squadre considerate spacciate alla 30esima giornate hanno poi centrato la salvezza

Esauriti i crediti e sprecati tutti i bonus possibili e immaginabili, al Benevento resta una sola strada per continuare a sperare nella salvezza: cambiare marcia. Non l’ha fatto finora, ma a disposizione restano ancora otto partite e 24 punti per provare a scrivere un finale diverso a una stagione avara di soddisfazioni e carica di tormenti. Sebbene la sconfitta di Pisa e le concomitanti vittorie di Cosenza, Venezia e Perugia abbiano azzerato il serbatoio della fiducia, la Strega resta ancora aggrappata al proprio obiettivo.

Riguardando la sconcertante prova dell’Arena Garibaldi e soprattutto analizzando la classifica, non si può certamente lasciarsi andare all’ottimismo. Al tempo stesso, però, nemmeno si possono considerare i giochi chiusi, in particolar modo se si fa un confronto con quanto accaduto in Serie B nel recente passato. La storia del campionato cadetto, infatti, è piena di rimonte impossibili e ricca di squadre date per spacciate e poi capaci di risorgere, proprio nel momento in cui tutti si accingevano a suonare il de profundis.

Per rendersene conto, non bisogna riavvolgere il nastro più di tanto. Basta andare indietro a due stagioni fa e guardare cosa fece l’Ascoli di Andrea Sottil. I bianconeri alla 30esima giornata avevano 28 punti e uno svantaggio di sette lunghezze dalla salvezza diretta: un piede e mezzo in Serie C, dunque, ma i marchigiani furono capaci di vincere cinque delle ultime otto partite, guadagnandosi la permanenza in cadetteria senza passare dai play out, che non si giocarono grazie al distacco superiore ai quattro punti tra quartultima e quintultima.

L’anno prima toccò al Cosenza di Piero Braglia rendersi protagonista di un’impresa simile. Trenta punti dopo trenta turni e un ritardo di sei lunghezze dal sestultimo posto da colmare: nonostante tutto, centrò la salvezza diretta grazie ai cinque successi raccolti nelle ultime cinque giornate della stagione regolare.

Andando ancora più indietro, a quando cioè il campionato di Serie B era a 22 squadre, casi simili si moltiplicano. Nelle ultime due stagioni del torneo cadetto disputate con questo format, ad esempio, la Ternana di Fabio Liverani e l’Ascoli di Serse Cosmi furono capaci di cancellare annate amare, con un finale di campionato da urlo. E’ esattamente ciò che è chiamato a fare il Benevento di Roberto Stellone.

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