Il tecnico della Reggina ripercorre l’avventura in giallorosso: “In A avremmo meritato la salvezza, la retrocessione non ĆØ dipesa solo da noi”
Di nuovo l’uno di fronte all’altro, a distanza da poco più di otto mesi dall’ultimo incrocio. Pippo Inzaghi ritrova il Benevento e anche stavolta può guardarlo dall’alto, cosƬ come giĆ successo lo scorso 15 marzo con il Brescia, visto che la sua Reggina attualmente ĆØ la seconda forza del campionato. Un faccia a faccia mai banale quello con la Strega, anche per il modo in cui finƬ l’avventura sulla panchina giallorossa.
“Non era stato un addio serenissimo, ma poi abbiamo chiarito” ammette Inzaghi nel corso di una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. “In A meritavamo di salvarci, ma sono successe cose che ci hanno innervosito e la retrocessione non ĆØ dipesa solo da noi”. Il rapporto con il presidente Vigorito resta speciale: “Dopo i miei genitori, ĆØ stata la prima persona a cui ho detto che sarei diventato papĆ . Rivedo il suo entusiasmo in Saladini, mio attuale proprietario. Ti trascina, a volte sono io che devo calmarlo. Ho sempre nel cuore Benevento e anche Venezia, dove due sabati fa sono stato accolto benissimo”.
A Reggio c’ĆØ grande entusiasmo, ma Inzaghi prova a non andare troppo in lĆ con la fantasia: “Siamo in alto, ma non ci esaltiamo perchĆ© ci sono avversari fortissimi che possono risalire in qualsiasi momento. E’ il caso di squadre come Genoa, Cagliari, Parma e anche lo stesso Benevento. Noi non abbiamo l’obbligo di vincere: questo deve essere l’anno zero, poi dovremo puntare ai play off e infine vincere. Qui c’ĆØ un pubblico da A, con un entusiasmo da cavalcare, sapendo però che ĆØ facile cadere”.
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