Forse la svolta era proprio lì, nascosta dentro una scelta che Floro Flores aveva già fatto in passato. Cambiare. Avere il coraggio di abbandonare una strada conosciuta per cercarne un’altra. E’ ciò che ha deciso di fare il Benevento contro il Verona e, quasi come un segno del destino, è arrivata anche la prima vittoria in campionato. Una coincidenza che oggi autorizza a guardare avanti con un pizzico di fiducia in più.
Per la Strega può diventare uno spartiacque. Il primo successo, per altro arrivato contro una big del torneo, può davvero sbloccare la truppa giallorossa, come ammesso anche da Edoardo Pierozzi a fine gara. Perché può restituire al Benevento leggerezza, convinzione, autostima.
In tal senso, c’è un precedente suggestivo della passata stagione. Anche allora Floro Flores arrivò a un bivio dopo una sconfitta. Il ko di Cosenza gli fece capire che qualcosa doveva essere cambiato. Fino a quel momento aveva proseguito sulla strada tracciata da Auteri, mantenendo il 3-4-3 che aveva accompagnato la prima parte della stagione. Poi la scelta: via quel vestito, spazio al 4-2-3-1.
La risposta fu immediata e fragorosa. Nel derby con la Salernitana il Benevento travolse i granata con un clamoroso 5-1. Fu l’inizio di una cavalcata che avrebbe portato la Strega a dominare il campionato e a conquistare la promozione in Serie B (oltre a vincere la Supercoppa).
Oggi il contesto è diverso; diverso è anche il percorso, ma il meccanismo potrebbe essere simile. Floro Flores ha cambiato ancora. Il 4-3-3 ha dato al Benevento un volto più equilibrato e soprattutto ha permesso alla squadra di affrontare il Verona con un atteggiamento diverso. Più compatto, più ordinato, più convinto. Non è ancora possibile dire che sia stato trovato l’abito perfetto, ma almeno è comparso un vestito nel quale la squadra sembra essersi sentita più a proprio agio.
Ed è forse questo il dato più importante. Del resto, dopo un avvio complicato, la truppa giallorossa aveva bisogno innanzitutto di una partita capace di restituire certezze. Il successo contro il Verona può avere proprio questo effetto: togliere peso dalle spalle dei giocatori e consentire loro di giocare con maggiore libertà.
La speranza, dunque, è che il Verona rappresenti per Floro Flores ciò che la Salernitana fu un anno fa. Non per il risultato, impossibile da replicare nella sua portata, ma per il significato. Una partita capace di cambiare una percezione, di accendere una scintilla, di far capire a una squadra che la strada intrapresa può essere quella giusta.
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