Floro Flores si confessa: “Benevento il mio riscatto. L’anno prossimo lo vedo nella zona alta della classifica”

"I complimenti che mi hanno colpito di più sono stati quelli di De Rossi, ma mi hanno scritto anche Cannavaro, Ferrara, Nino D'Angelo..."

Floro Flores Benevento

L’attenzione mediatica è tutta rivolta al Benevento e ad Antonio Floro Flores che alla prima esperienza sulla panchina dei grandi è riuscito nell’impresa di riportare la Strega in Serie B. Il tecnico partenopeo si è confessato in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport: “È un’emozione che non avevo mai vissuto, momenti così accadono di rado. Da calciatore non ero così maturo, sono stato il primo a non comprendere le mie potenzialità. Per questo sento di dovermi riscattare“.

L’inizio della corsa

“Nasce da un incontro con Pasquale Foggia. Venivo da due stagioni difficili e mi chiedevo se il calcio fosse ancora il mio mondo, poi ho capito di voler lavorare con i ragazzi. Ma se mi avessero detto che in così poco tempo sarei arrivato qui non ci avrei creduto”.

Il presidente Vigorito

“A lui devo tantissimo. Quando è arrivata la chiamata per la prima squadra è stata una sensazione incredibile, ma anche piena di paura. Sapevo quanto volesse la promozione e ho lavorato ogni giorno per non deluderlo. Dopo la vittoria gli ho detto, scherzando ma non troppo, che dovrei togliere la statua di Padre Pio dal mio giardino e mettere la sua”.

I giovani

“È la soddisfazione più grande. I giovani hanno bisogno di fiducia: se li fai giocare, devi accettare che possano sbagliare. In Italia spesso succede il contrario, al primo errore li togli. Credo che vadano accompagnati, protetti, ascoltati”.

Partita chiave

“Contro l’Atalanta U23. Perdevamo 3-1, ma negli occhi dei ragazzi ho visto una squadra viva e in grado di riprenderla. Prima della partita decisiva contro la Salernitana, invece, ho chiesto al mio collaboratore di raccontare una barzelletta senza fare nessun discorso motivazionale”.

Allenatori avuti in carriera

“Zeman è quello che mi porto più dentro. Ma da calciatore non ho mai pensato di allenare. Oggi invece studio molto. Apprezzo Fabregas per il coraggio, Spalletti per la capacità di evolversi”.

I parallelismi con Biancolino

“Ci siamo incontrati casualmente l’estate scorsa, mi raccontava le sensazioni provate, senza sapere che pochi mesi dopo mi sarei trovato nella sua stessa situazione. È un amico, dopo la vittoria mi ha scritto”.

I complimenti ricevuti

“Di De Rossi quelli che mi hanno colpito di più. E poi Stroppa, Di Francesco, Cannavaro, Ciro Ferrara, Nino D’Angelo. Momenti che vivi per condividerli, anche in famiglia”.

Consigli al figlio che gioca nelle giovanili della Fiorentina

“Di non fare i miei errori. Di lottare sempre, anche quando gioca meno. E di non aver paura di sbagliare. Gli allenatori passano, quello che sei resta”.

Dove vede il Benevento ad aprile 2027

“Sono ambizioso, direi nella zona alta della classifica. Ma prima ancora voglio valorizzare i giovani, far divertire la squadra e regalare emozioni ai tifosi”.

Redazione

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