Giornata speciale per il Benevento che ha dato il via all’iniziativa ‘ConosciAMO il Benevento’, con il club giallorosso punta a coinvolgere la provincia sannita e soprattutto ad avvicinare le nuove generazioni. Un tour iniziato da Montefalcone di Val Fortore, dove nel pomeriggio ci sarà il taglio del nastro per inaugurare il nuovo campo in sintetico che ospiterà un test amichevole tra la formazione di Auteri e la squadra locale.
Un primo appuntamento però c’è già stato questa mattina, quando una delegazione giallorossa composta dal direttore tecnico Marcello Carli, dal club manager Alessandro Cilento, dallo Slo Giorgio Caraccio, dal responsabile ticketing Alessandro Muollo, dalla responsabile dell’ufficio stampa Sonia Iacoviello e dai calciatori Filippo Berra, Antonio Prisco, Alessandro Nunziante, Davide Lamesta e Riccardo Capellini ha preso parte a un incontro con gli studenti dell’istituto comprensivo. Incontro proficuo che ha in particolare accesso la curiosità dei più piccoli, bravi a sollecitare i protagonisti in giallorosso che si sono prestati ben volentieri.
Un’iniziativa che il direttore tecnico Carli ha apprezzato particolarmente: “Uno spettacolo, è l’essenza di quello che facciamo. La squadra è davvero la rappresentazione del territorio, ed è quello che aggrega tutti, serve il contatto con le persone. Lo facciamo perché noi primi abbiamo bisogno di capire dove giochiamo e per chi giochiamo, per me sono cose fondamentali: il calcio è una cosa ma questo va di pari passo, siamo felici di aver iniziato questa nuova storia”.
ENTUSIASMO – “Anche l’anno scorso ho trovato entusiasmo, comunque al di là delle ferite della stagione precedente prima non ho mai trovato cattiveria ma delusione, come è normale che sia. Ma nonostante questo la nostra gente ci ha sempre dato una mano per farci lavorare bene, tutti ci hanno messo nelle condizioni per poterci esprimere al meglio e sviluppare le nostre idee. Quest’anno c’è ancor più entusiasmo perché in partita i ragazzi e il mister stanno riuscendo anche a far vedere qualcosa di molto interessante, quindi la gente ci sta vicino ancora di più, ma ripeto il loro sostegno non ci è mai mancato. Sta a noi alimentarlo, non solo in campo ma anche facendo bene le cose semplici perché nella vita non c’è bisogno di fare cose particolarmente importanti: è sufficiente avere il contatto con la gente, standoci insieme facendo vedere che siamo tutti insieme”.
GIOVANI – “I ragazzi stanno facendo bene, ma non lo sottolineerei troppo perché sennò sembra che qualcuno voglia pavoneggiarsi. I giovani stanno giocando perché sono bravi, stanno facendo bene e devono crescere. Io credo che possano crescere, dovranno sbagliare ma come sbagliano anche le persone meno giovani. Tutto questo è merito del club che aveva dei ragazzi fuori che secondo me andavano solo un po’ valutati e attenzionati: perché poi Prisco sta facendo bene perché Prisco è bravo, così come anche Nunziante; non è che il direttore è bravo perché li fa giocare bene. Questo è l’aspetto che viene sottolineato spesso, ma che a me mi va di sottolineare meno: siamo un gruppo di 26 ragazzi che ha un atteggiamento diverso; siamo partiti oggi per venire quassù e nei ragazzi ho visto la voglia di venirci, non c’è la polemica di dire ‘Ma dove si va’, questo è il clima e si sta iniziando a vedere nella squadra che mi dà fiducia per poter fare le cose seriamente“.
TRASFERTA – “Noi la voglia di far bene in trasferta l’abbiamo sempre avuta. Stiamo provando a imporci anche fuori: a volte ci siamo riusciti, altre meno; certo i risultati dicono che abbiamo fatto meno punti però secondo me abbiamo anche fatto due o tre prestazioni ottime. E’ chiaro che se vuoi ambire a fare qualcosa di di importante devi fare punti da tutte le parti, indipendentemente da dove si giochi. Quello di sabato sarà un match importante per testare la crescita di questi ragazzi”.
TRAGEDIA FOGGIA – “Ci terrei a dire una cosa, perché è successo questo fatto drammatico che veramente ha sconvolto me come ha sconvolto tutti. Di questi tre giovani ragazzi che ora non ci sono più: non ci sono veramente le parole, è devastante. Ecco sarebbe bello che questo ci facesse aprire gli occhi, che poi in curva ci sono ragazzi come loro a vedere la partita, ci vanno le famiglie: quando succedono queste tragedie vorrei che si diventasse tutti un po’ meno stupidi, tutti un po’ meno egoisti, tutti un po’ meno eccentrici e che fossimo tutti più inclusivi. In questo momento sono vicino veramente alle famiglie, ai tifosi del Foggia. Sono una piazza importante ma quando succedono queste cose non c’è rivalità di niente”.
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