Nella costruzione di una squadra chiamata a misurarsi con la Serie B, l’età e il vissuto dei calciatori rappresentano da sempre due variabili difficili da ignorare. Non sono una garanzia assoluta di risultati, come dimostrano anche le prime cinque giornate di campionato, ma possono incidere sulla capacità di una rosa di affrontare una categoria fatta di ritmi, pressioni e difficoltà differenti rispetto alla Serie C.
Il Benevento ha scelto in estate una strada precisa, puntando soprattutto sulla freschezza e sulle prospettive dei propri giocatori. Una strategia che a fine settembre restituisce una Strega da 7 punti, stabilmente a metà graduatoria, ma che trova nel confronto con le altre squadre spunti interessanti.
Palermo, la forza del vissuto
Il caso più evidente, secondo l’analisi riportata da Il Sannio Quotidiano, è quello del Palermo. La formazione guidata da Pippo Inzaghi è in testa da sola con 13 punti sui 15 disponibili e ha costruito il proprio avvio anche attraverso un organico ricco di esperienza. I rosanero presentano infatti l’età media più alta dell’intero campionato, pari a 28,6 anni, davanti alla Sampdoria con 27,7 e al Vicenza con 27,5. Un dato che trova conferma anche guardando al passato dei giocatori: i siciliani mettono insieme ben 2.893 presenze complessive in Serie B, distribuite sui 26 elementi della rosa. Significa una media di 111,27 gare cadette per calciatore.
Il confronto con le altre
Il confronto rende ancora più evidente la particolarità del dato dei rosanero. La Cremonese, seconda per esperienza complessiva in Serie B, si ferma a una media di 79,93 presenze per giocatore, mentre il Vicenza arriva a 76,85. Il Palermo, dunque, non ha semplicemente costruito una rosa con un’età anagrafica elevata, ma ha messo insieme calciatori che conoscono profondamente le dinamiche della categoria. Un patrimonio di esperienza che Inzaghi sta trasformando in rendimento, almeno in questa prima parte del torneo.
Benevento, una via di mezzo
E il Benevento? La Strega occupa una posizione intermedia tra le diverse filosofie che stanno caratterizzando questa Serie B. Con un’età media che la colloca al quinto posto tra le squadre più anziane del campionato e un totale di presenze in cadetteria che vale l’undicesima posizione, il gruppo giallorosso rappresenta un compromesso tra esperienza e gioventù. Una scelta chiara quella della società di via Santa Colomba, che in estate ha deciso di non costruire una rosa esclusivamente sulla conoscenza della categoria, privilegiando anche giocatori più giovani e con margini di crescita.
Vicenza, l’altra faccia della medaglia
L’esempio del Vicenza dimostra però che esperienza ed età non possono essere considerate automaticamente sinonimo di rendimento. I biancorossi sono infatti terzi sia per età media, con 27,5 anni, sia per numero medio di presenze in Serie B, ma dopo cinque giornate hanno raccolto appena 5 punti. Il vissuto in categoria, dunque, può rappresentare una risorsa, ma deve essere accompagnato da altri elementi per tradursi in risultati. Il campionato lo sta confermando già dalle prime settimane.
Sampdoria, tanta età ma meno Serie B
Un discorso simile riguarda la Sampdoria. I blucerchiati hanno la seconda rosa più anziana del torneo, con una media di 27,7 anni, ma il dato sulle presenze in Serie B racconta una realtà diversa: 54,93 gare di media per calciatore. Un numero che la colloca nella parte bassa della graduatoria relativa all’esperienza specifica nella categoria. Avere giocatori avanti con l’età, insomma, non significa necessariamente avere un gruppo abituato alle dinamiche della cadetteria.
Mantova, la risposta dei giovani
Il contraltare più interessante è rappresentato dal Mantova. La squadra lombarda ha scelto un percorso opposto rispetto a quello del Palermo, affidandosi a un progetto costruito in larga parte sulla gioventù. L’età media è di appena 24,1 anni, la seconda più bassa dell’intero campionato, mentre il gruppo conta complessivamente 1.317 presenze in Serie B. Solo cinque squadre ne hanno accumulate meno. Eppure il Mantova è lì davanti, a quota 11 punti dopo cinque giornate, a dimostrazione che non esiste una sola strada per competere in Serie B.
Carrarese, il rischio dell’inesperienza
All’estremo opposto si trova la Carrarese, ultima in classifica e con la rosa più giovane del campionato. Gli apuani sono anche la seconda squadra con meno presenze complessive in Serie B: 1.045, davanti soltanto all’Hellas Verona, fermo a 886. Numeri che fotografano un organico con poca esperienza della categoria e che, almeno in questo primo scorcio di stagione, sta pagando il prezzo della maggiore inesperienza.
La Strega osserva e prende nota
Il Benevento si trova dunque in una posizione particolare. Non ha seguito fino in fondo la strada del Palermo, costruendo una rosa fortemente caratterizzata dal vissuto in Serie B, ma nemmeno quella del Mantova, che ha fatto della gioventù uno dei pilastri della propria identità. La scelta giallorossa è stata quella del compromesso, con l’obiettivo di mantenere la categoria e, allo stesso tempo, costruire un gruppo capace di crescere nel corso della stagione.
La classifica non dà ancora una risposta
Dopo appena cinque giornate sarebbe prematuro trasformare questi numeri in una regola. Il Palermo sta dimostrando quanto possa incidere l’esperienza, il Mantova sta confermando che anche una squadra giovane può ottenere risultati importanti, mentre Vicenza e Sampdoria ricordano che età e presenze in B, da sole, non spiegano una classifica. Il Benevento, con i suoi 7 punti, è ancora alla ricerca del proprio equilibrio. E proprio il modo in cui riuscirà a far convivere giovani e giocatori esperti potrebbe diventare uno degli elementi chiave del suo percorso in cadetteria.


