Il Benevento lavora per migliorare la produzione offensiva: i numeri spiegano che cosa manca

Alla solidità trovata con il passaggio al 4-3-3 ora la Strega deve accompagnare una maggiore capacità di incidere negli ultimi metri e di creare occasioni da gol concrete

Francesco Salvemini

Il Benevento ha cambiato assetto e ha trovato una maggiore stabilità. Il passaggio al 4-3-3 ha permesso ad Antonio Floro Flores di dare più equilibrio alla squadra, ma allo stesso tempo ha finito inevitabilmente per modificare alcuni meccanismi offensivi.

La rinuncia al trequartista ha infatti eliminato un riferimento prezioso tra le linee, una presenza che nel 4-2-3-1 consentiva di collegare con maggiore immediatezza centrocampo e attacco.

Troppa ampiezza, poca connessione tra le linee

È proprio nella zona centrale del campo che la Strega deve compiere un ulteriore passo in avanti. Senza un trequartista di riferimento, la manovra tende infatti a svilupparsi maggiormente sulle corsie esterne, con una circolazione del pallone che spesso porta la Strega a cercare la soluzione laterale anziché quella per vie centrali.

I numeri chiedono un cambio di passo

Le statistiche delle prime cinque giornate evidenziano la necessità di aumentare la produzione offensiva. Il Benevento occupa il decimo posto nella graduatoria degli expected goals con 6 xG complessivi, mentre la media è di 3,6 conclusioni nello specchio a partita, con una percentuale realizzativa dell’8,2%. Numeri che non fotografano una squadra sterile, ma che sottolineano margini di crescita importanti nella qualità e nella continuità delle occasioni costruite.

Poche grandi occasioni create

Il dato che probabilmente fotografa meglio la situazione è quello relativo alle grandi occasioni. La Strega ne ha costruite appena otto, dato che vale il sedicesimo posto in Serie B. Una distanza significativa rispetto alle squadre che occupano le prime posizioni di questa graduatoria: il Pisa è a quota 18, mentre Verona, Mantova e Palermo sono a 15.

Attaccare l’area di rigore

C’è anche un’altra statistica che aiuta a leggere il momento della Strega. I 107 tocchi nell’area di rigore avversaria valgono il decimo posto del campionato. La squadra giallorossa, dunque, riesce a portare il pallone negli ultimi sedici metri con una certa frequenza. Il limite emerge nel passaggio successivo: quelle presenze non si trasformano abbastanza spesso in occasioni ad alta probabilità di gol. In altre parole, il Benevento riesce a entrare nell’area avversaria, ma deve imparare ad attaccarla con maggiore efficacia.

Il peso delle corsie esterne

Anche il dato sui cross racconta una tendenza abbastanza evidente. Il Benevento ne produce 5,8 a partita, sesto valore dell’intera Serie B. La soluzione sulle fasce è quindi una componente importante della manovra, ma proprio per questo diventa fondamentale accompagnare l’azione con un numero adeguato di uomini. Se la squadra cerca spesso il pallone esterno, deve avere giocatori pronti ad attaccare l’area e soprattutto ad aggredire gli spazi quando il pallone viaggia verso il fondo.

L’importanza di Maita

È qui che può assumere un peso specifico maggiore il capitano. Maita possiede qualità nell’ultimo passaggio e può diventare, nel 4-3-3, uno degli interpreti chiamati a colmare l’assenza del trequartista. Ma per farlo non può limitarsi alla costruzione. Il nuovo ruolo gli chiede anche di alzare il proprio raggio d’azione, inserirsi senza palla e arrivare con maggiore continuità negli ultimi metri.

La mezzala che riempie l’area

La mezzala non può essere soltanto un elemento di raccordo. Deve accompagnare l’azione, attaccare lo spazio e diventare una presenza aggiuntiva negli ultimi sedici metri. Se il Benevento vuole continuare a sfruttare l’ampiezza senza perdere peso nella zona centrale, almeno uno dei centrocampisti deve garantire inserimenti costanti alle spalle o accanto agli attaccanti.

Salvemini va servito meglio

Il rendimento di Salvemini offre un’ulteriore indicazione sul lavoro da fare. Il numero 9 è stato finora il giocatore più pericoloso del Benevento, con una media di 1,7 expected goals a partita. Ha centrato lo specchio sei volte, segnando due reti, e viaggia con due conclusioni complessive di media per gara. L’attaccante sta quindi riuscendo a produrre una minaccia offensiva significativa. Il tema, semmai, è come riuscire a metterlo nelle condizioni di ricevere più palloni utili e di concludere con maggiore continuità.

Il prossimo step della Strega

Il lavoro di Floro Flores passa quindi soprattutto da qui. Non serve necessariamente aumentare il possesso o moltiplicare ulteriormente i cross. Serve migliorare la qualità della presenza nella trequarti offensiva: più connessioni centrali, maggiore occupazione degli spazi tra le linee e inserimenti delle mezzali. I sette punti conquistati nelle prime cinque giornate hanno dato alla truppa giallorossa una base sulla quale costruire. Il passaggio al 4-3-3 ha portato maggiore equilibrio e ha contribuito a rendere la squadra più compatta, ma il percorso di crescita non è ancora concluso. La Strega deve adesso accompagnare a quella solidità una maggiore capacità di incidere negli ultimi trenta metri e di creare occasioni da gol concrete.

calciobenevento.it
Seguici su
Aggiungi calciobenevento.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Antonio Floro Flores
Il confronto con le altre esperienze in Serie B non regge, ma questa è una...
Benevento minuto raccoglimento
Si apre col Cesena, si chiude col derby con l'Avellino che anticipa la seconda pausa...
Il Benevento vince la seconda gara consecutiva espugnando il campo della Carrarese, gara sporca ma...

Altre notizie