Andare oltre gli episodi e le assenze. La prima giornata di campionato e il ko all’esordio con il Modena hanno lasciato sul tavolo del Benevento una serie di indicazioni che non possono essere ignorate.
Il problema non è tanto aver perso una partita, ma capire che cosa abbia raccontato questa gara. La Strega si è presentata all’appuntamento con una situazione di precarietà evidente: assenze pesanti, una rosa ancora da sistemare, calciatori arrivati da poco e altri costretti a giocare in condizioni non ottimali. Tutto vero. Ma sarebbe semplicistico utilizzare soltanto questi alibi per spiegare le difficoltà emerse.
Perché qualche crepa si è vista anche a prescindere dalle indisponibilità. La sensazione, innanzitutto, è che il Benevento debba ancora compiere quel passaggio mentale indispensabile per affrontare la Serie B. Deve cambiare pelle. Deve svestire definitivamente i panni della squadra costruita per dominare – indossati nelle ultime stagioni in Serie C – e mettere quelli, molto meno eleganti ma probabilmente più comodi, di una formazione chiamata innanzitutto a sopravvivere alla categoria.
In Serie B non basta avere più qualità dell’avversario. Non basta avere il pallino del gioco, né costruire una squadra con una forte vocazione offensiva. Serve anche saper soffrire, accettare di abbassarsi, sporcare le partite, vincere duelli, leggere i momenti. Serve soprattutto quella dose di umiltà che spesso fa la differenza tra una squadra che vuole giocare in una categoria e una che vuole rimanerci. Ed è proprio questo, finora, che non si è visto con sufficiente continuità. Non contro il Modena e, a dire il vero, nemmeno nelle precedenti uscite di Coppa Italia.
C’è poi una questione tattica che il debutto ha contribuito a evidenziare. Il Benevento sembra essere una squadra costruita per attaccare, forse troppo. Il centrocampo formato da Prisco e Talia possiede qualità e dinamismo, ma rischia di essere leggero quando deve sostenere una struttura che tende naturalmente a sbilanciarsi in avanti. E non è un caso che, con l’inserimento di Kouan, la formazione giallorossa abbia trovato maggiore equilibrio. È un dettaglio? Probabilmente no. Perché sono proprio i dettagli di questo genere a suggerire le riflessioni che accompagneranno gli ultimi giorni di mercato. La domanda, allora, diventa inevitabile: questo Benevento ha bisogno di un centrocampista in più? Non necessariamente perché quanto fatto finora sia da bocciare, ma perché il campo potrebbe aver indicato una necessità diversa da quella immaginata qualche settimana fa.
Le trattative, del resto, non dovrebbero essere una questione di nomi, ma di esigenze. E se le prime partite hanno mostrato la necessità di aggiungere muscoli, equilibrio e capacità di presidiare meglio la zona centrale, allora sarà compito della società valutare se e come intervenire. Il mercato non può diventare una reazione emotiva a un ko, per quanto indicativo. Ma nemmeno si possono ignorare i primi riscontri. E quelli sembrano suggerire che qualche correttivo possa essere necessario.



la lieta novella è annunciata!! Andrà ai lupi molisani yamal Carfora ! Sul fronte entrate : restano immutate le necessità, coperte da gente inutile alla causa ( della mura, il calciatore greco centrocampista ..in primis !) trattiamo questo , no quello..si compra lo scarto della Juve Stabia Della Mura ( mi domando- ma lo hanno mai visto giocare , chi vi scrive lo ha visto giocare tre volte , tre volte sostituito .. uno che è un mediocre in B . Il risultato ? Gioca cardirola 36 anni , che avrebbe dovuto avere un altro ruolo, non gioca Saio ,… Leggi il resto »
Con questo portiere devi fare tre gol a partita perché te ne fa prendere due ,serve un portiere di categoria assolutamente
Ieri sera delirio di onnopotenza del padrone del Benevento dopo che, un bravissimo giornalista di una nota testata giornalistica invitato alla nota trssmissione condotta da Sonia Lantella , ha messo a nudo tutte le incongruenze (in verita’ appalesate anche da tantissini tifosi sui vari social) sulla campagna acquisti …….
delirio di onnipotenza !!!! e si ricomincia con CRITICHE insensensate dai nostri indigeni d.s. che tutto sanno e tutto prevedono …..
E’ un qualcosa emerso già dal precampionato, anche se con formazioni di A . E’una osservazione già vecchia. Perché si fa sottoscrivere un contratto al giocatore greco, al centrale della Juve Stabia… se poi non si utilizzano, si occupano solo i posti over che sono importanti per potenziare la squadra . Poi il portiere😱😰cosa dire…si sapeva già che non era adatto alla B
gli assenti sono sempre i…..
migliori….
e chissà perché non si dice che se la mesta non si divora quel gol sarebbe stata tutta un.altra storia !!!!!!
Condivido in pieno la vostra disamina, è esattamente quello che penso anche io.
Con una precisazione, la mentalità la deve cambiare in primis l’allenatore!!!
È l’allenatore che poi fa cambiare la mentalità anche alla squadra.
Troppa presunzione e squadra troppo offensiva.
E poi con il suo gioco con la difesa altissima ci vogliono altri tipi di difensori molto più veloci e che sanno impostare il gioco.
Il nostro punto debole è soprattutto la difesa
Il mercato non si fa adesso, non è una sconfitta che ti fa capire le lacune di una squadra. Certo per fare una serie B dignitosa bisogna intervenire con giocatori mirati con una certa esperienza..