Monopoli-Benevento, Floro Flores: “Vediamo il traguardo ma dobbiamo raggiungerlo: è ancora lunga”

Le parole del tecnico giallorosso in conferenza stampa

Floro Flores conferenza stampa Monopoli Benevento

Conferenza stampa di vigilia per Antonio Floro Flores: il tecnico del Benevento ha presentato il match del “Veneziani” di lunedì sera, contro il Monopoli. Le sue parole dalla sala stampa del “Vigorito”:

Condizione

“Il finale lo viviamo serenamente, manca tanto, la squadra si allena bene. Normale che il traguardo si veda ma bisogna raggiungerlo. Quando dico che è ancora lunga lo penso davvero”.

Cambi

“Non cambio la formazione in base al campo. Non abbiamo nessuna informazione sul terreno di gioco, ci ho pensato tutta la settimana, si dice sempre che non sia un campo buono ma la cosa grave è che siamo fermi ancora a questo nel 2026. Una partita troppo importante, il campo conta poco: conta quello che c’è e che abbiamo in testa”.

Squadra

“Maita, Scognamillo e Pierozzi hanno giocato tante partite? Diteglielo voi che magari non giocheranno, io non lo farò. Gente che vuole vincere, che ha fame, che sa cosa ci vuole per vincere un campionato. Hanno avuto una settimana per recuperare, per allenarsi. Se avessero accusato qualche fastidio lo saprei, ma come si può dire a un giocatore oggi che se è stanco deve stare in panchina. Questa stanchezza poi io non l’ho vista. Dobbiamo affrontare le partite mentalmente, onestamente fisicamente stanno tutti bene. Non ho visto quasi nessuno sottotono”.

Monopoli

“Il Foggia è stato molto complicato da affrontare. Il Monopoli una certezza? Sintomo di una società che lavora bene, che se cede i giocatori è perché ha già in casa giocatori all’altezza. Battocchio ho giocato con lui a Udine, già all’epoca era un giocatore straordinario. L’allenatore è intelligente, furbo, bravo. Ci aspetta una gara impegnativa ma da quando sono qui non ricordo partite facili. Il livello delle squadre è davvero importante. Non conosco una squadra che si possa sottovalutare e siamo stupidi a pensare una cosa del genere”.

Aspetto mentale

“La tensione ci ha limitati? Io e i giocatori non la pensiamo ugualmente, siamo esseri umani. Non posso pensare sia stato un problema fisico, ma fa parte del leggere le partite. Ognuno dice la sua e va rispettato, io l’ho vista in un altro modo perché conosco i miei giocatori. Avevamo una squadra davanti con valori individuali importanti e che sta attraversando un momento societario impegnativo”.

Dubbi

“I dubbi li ho ogni domenica, e non è una frase scontata: questa squadra mi mette in difficoltà ogni giorno e con ogni giocatore. Undici giocatori giocheranno e altri cinque daranno il supporto, chi è entrato ha fatto sempre una grande figura. Ho qualche dubbio, lo valuto domani e con lo staff decideremo sia per il campo sia per chi gioca e per tutti”.

Girone al Benevento

“Fatti 50 punti dopo 19 partite? Onestamente era impensabile, anche se uno ha sempre la voglia di trasmettere qualcosa di positivo ai giocatori. Non c’avrei creduto nemmeno io. Come c’era tanto scetticismo all’inizio e può esserci anche ora fa parte del calcio. La strada è ancora lunga, è in salita, devo imparare tante cose perché tante cose le posso sbagliare”.

Della Morte

“Ancora senza gol? Il principio che ho detto all’inizio, non mi importa chi segna ma conta il lavoro che fanno. Lui come Lamesta, Tumminello, Manconi, Mignani mi hanno sempre messo in difficoltà. Non voglio che nessuno si senta al di sotto delle capacità che ha. Si sta meritando quello che ha avuto perché se l’è guadagnato, io non regalo nulla a nessuno”.

Mignani

“Mignani è un giocatore che non ha avuto il settore giovanile, pensate se l’avesse avuto alle spalle… Ha ancora tanti margini di crescita, è quello che è cresciuto più di tutti da quando sono arrivato. Ha davanti gente di qualità, che ha segnato tanto negli ultimi anni. Ci lavoriamo tanto, è uno che quando finisce l’allenamento chiede sempre di fare tecnica individuale. Si allena ogni giorno come se fosse domenica, è una fortuna che ha. Non è fortunato, la porta non la sentono tutti: lui la sente come pochi al mondo. Allenare questi giocatori è la cosa più bella al mondo. Mi piace far crescere un giocatore, io e lo staff lavoriamo per questo”.

Aspetto mentale

“Come gestire questo finale? Anche per me è un aspetto nuovo. Non abbiamo cambiato nulla di quanto fatto fino ad oggi, l’atteggiamento è uguale. Sognare fa parte della vita, tutti stiamo sognando ma l’obiettivo fin quando non è centrato non possiamo dire che è nostro. Lo vediamo ma è lunga, sono energie mentali. Il tempo non passa più. Però sono ragazzi, mi piace essere spensierato come loro. Il piacere di stare insieme è stato il nostro segreto. Darò l’anima per questo club e per questi ragazzi finché non avvertirò quella pesantezza. Hanno sempre fatto questo, perché dovrei cambiare il modo di vedere le cose?”.

Bilancio dal debutto

“Il segreto di questa cavalcata? Me lo sono chiesto e penso che la risposta sia stata l’onestà nei confronti della squadra. Non ho mai nascosto nulla, loro sono giocatori, non sono stupidi. Un giocatore dall’esterno rischia di passare per l’ignorante ma non è vero, so cosa vuol dire non giocare, non allenarsi bene: sono sempre stato onesto con loro. Ho portato le mie idee ma ho sempre detto che se vogliono fare qualcosa di diverso devono essere diversi dagli altri. Nelle difficoltà hanno stretto i denti e si sono riuniti. Col Picerno non hanno mollato, questo è sintomo di un grande gruppo che ho allenato fino ad oggi. Oggi è lunga ma posso solo ringraziarli per il sogno che mi stanno facendo vivere. Ne ho beccati pochi di allenatori onesti in vita mia: penso l’onestà sia la cosa più bella in questo mondo”.

Tattica

“Novità a centrocampo? Dovremmo fare una lezione tattica. Il loro 3-5-2 si adatta al nostro modulo perfettamente, è a specchio. Non faccio la formazione in base alla squadra avversaria ma in base alle caratteristiche dei miei giocatori. Non mi va di togliere certezze ai miei giocatori in questo momento. Oggi la certezza è una squadra che ha trovato un suo assetto. L’anno prossimo faremo in modo di trovare qualcosa di diverso. Amo dare alternative ai miei giocatori, il modulo è solo un numero perché sanno cosa fare in campo. Cambiare in questo momento non è facile da fare, mancano ancora 6 partite e ancora tutto è possibile”.

Meriti

“Non tocca a me darmi meriti, quando le cose non andranno bene sarò anche insultato. Domenica al 50′ dagli spalti mi chiedevano di cambiare. Io non mi sono mai dato dei meriti, te li devi guadagnare. Finché non vinco e non porto questo club dove merita non avrò fatto niente. Il mio unico obiettivo è portare questo club storico a livelli importanti: è una cosa che non mi fa dormire la notte”.

 

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