Dispensa regali, reagisce, spreca, brilla e – naturalmente – vince. Il Benevento di Floro Flores condensa tutto in novanta minuti tenendo fede alla sua ormai conclamata fama di squadra divertente. Il pallottoliere si arricchisce ancora e tocca quota 49 gol in campionato, ma il 3-2 maturato contro il Siracusa è addirittura bugiardo sia per la mole di gioco prodotta che per le occasioni non concretizzate. Non fosse stato per la giornata storta di Vannucchi, protagonista di due topiche non da lui, il pur volitivo avversario avrebbe fatto fatica a smuovere il tabellino.
Al Vigorito era la grande giornata del debutto dal primo minuto per la coppia Tumminello–Salvemini, che nel turno precedente contro il Casarano aveva condiviso il rettangolo verde solo per pochi minuti e a gara in corso. La scelta insolita di Floro Flores ha pagato: i due hanno mostrato un’intesa cristallina, bucando più volte la retroguardia ospite con scambi precisi e giocate di fino. La collaborazione che ha portato al momentaneo 1-1 ne è la testimonianza, con l’ex Crotone abile a ricevere la sponda del compagno di reparto e a piazzare un sinistro chirurgico a fil di palo. I due si sono rivelati un valore aggiunto anche nel dialogo con i centrocampisti, liberando voragini per un sontuoso Maita (si veda il secondo gol) e Simonetti. Uno show che il pubblico del Vigorito ha apprezzato con entusiasmo.
Ad avvalorare il momento d’oro giallorosso sono i feedback che arrivano da qualsiasi giocatore chiamato in causa. Romano, alla sua seconda gara consecutiva da terzino destro titolare, oltre a una buona predisposizione difensiva ha lasciato intravedere doti di inserimento importanti, soprattutto sui calci piazzati. Ceresoli si sta rivelando un giocatore affidabile indipendentemente dal raggio d’azione, che giochi in una linea a quattro o a cinque. Ma sono le scelte legate al modulo, probabilmente, quelle che possono fornirci il quadro migliore di questa squadra tanto camaleontica nell’interpretazione della partita quanto incontenibile in fase offensiva.
Se Floro Flores può permettersi il lusso di passare a una difesa a tre a gara in corso con tale frequenza, al punto da identificarla come una strategia ben precisa, vuol dire che ha lo spogliatoio saldamente tra le mani. L’impatto mentale di Caldirola, giocatore navigato disposto ad accettare qualsiasi compito per il bene della squadra, è già palpabile in termini di carattere e leadership. La sensazione è che l’ex Monza abbia compreso il suo ruolo, collocandosi leggermente alle spalle della fin qui inappuntabile coppia Saio–Scognamillo. E’ lì, guardingo, pronto a dare una mano quando c’è da serrare i ranghi. “Non proviamo molto il 3-5-2 in settimana”, ha ammesso Floro Flores in conferenza stampa, “ma cambiare a gara in corso può essere una risorsa”. La maturità di giocatori della statura tecnica e mentale di Caldirola e Borghini, in un discorso simile, inciderà non poco quando a fine stagione si farà la conta dei punti accumulati.
Non distante il discorso legato all’attacco. Il ventaglio più ampio che mai rende probabilmente insostituibile il solo Lamesta, che per doti tecniche garantisce un guizzo potenzialmente letale anche in pomeriggi all’apparenza opachi. Per gli altri – Mignani, Salvemini, Tumminello, Della Morte e Carfora – potrebbero esserci alternativamente giornate di riposo o gare con minutaggio limitato. “Valuto anche in base alle caratteristiche dell’avversario, la cosa più complicata è lasciare fuori qualcuno”, ha risposto Floro Flores a chi gli chiedeva dell’esclusione dall’undici titolare di Manconi, che è comunque subentrato con la giusta mentalità sfiorando il gol, così come Mignani. Come a dire: chi guida un bolide ha anche la responsabilità di badare anche all’assetto. E da qui alla fine le curve pericolose saranno tante.
Francesco Carluccio



Grandi tutti, Ma il più grande grazie vada al Mister.
È l’anno buono calma , controllo e continuità e andiamo avanti