Il tema è di stretta attualità. La data del 22 gennaio è attesa da tutti con ansia, perché in quel giorno il campionato di Serie C potrebbe subire un altro (l’ennesimo) scossone. Al centro dell’interesse di tutti c’è il futuro del Trapani, penalizzato di 15 punti e chiamato a rispondere di un nuovo deferimento per altre violazioni amministrative, alcune delle quali sono già state punite con una sottrazione di sette punti. Il rischio dell’esclusione preoccupa tanti, Benevento compreso, perché un’eventuale estromissione cambierebbe la faccia all’alta classifica.
Il protagonista di questa vicenda, da parte sua, si sente tranquillo. Intervenendo a SiraPodcast, il presidente granata Valerio Antonini ha fatto il punto della situazione: “Tutto quello che sta accadendo è il risultato di ciò che è diventato lo sport in Italia. Si passa dall’esaltazione per le vittorie al non comprendere le difficoltà e non appoggiare chi aveva tirato su una città che era stata completamente devastata dalla politica locale. Io in un anno ho vinto due campionati, ho fatto il record di punti in Serie D, ma soprattutto ho investito 7 milioni di euro di soldi miei per ristrutturare i due impianti cittadini, quelli che oggi le istituzioni locali vogliono togliermi con scuse puerili. Il problema di Trapani è che l’imprenditoria sportiva non è quasi mai accompagnata da una politica locale che sappia comprendere l’importanza fondamentale dello sport per l’intera economia. Poi un presidente che arriva all’improvviso e vuole vincere, si crea molte inimicizie e questo ha portato alla creazione di quelle storture della giustizia sportiva che nel basket hanno provocato l’esclusione dal campionato della squadra più forte della Serie A”.
Andando ad analizzare la situazione del Trapani Calcio, Antonini non vede all’orizzonte scossoni imminenti: “Non credo nell’esclusione, anche se ho detto a tutti i miei collaboratori che quando si inizia un complotto come quell’ordito per eliminarci, può succedere qualsiasi cosa. Nel basket abbiamo segnalato in Procura e alla Guardia di Finanza la gravità degli atti compiuti dall’Agenzia delle Entrate di Trapani e dalla Procura Federale, cosa che ribalterà nell’arco di qualche settimana quella che è la situazione attuale. Per quanto riguarda il calcio, purtroppo, è una sponda bel basket, perché paghiamo ancora per la storia famosa dei crediti fittizi. Questa storia finirà in Tribunale, abbiamo fatto ricorso alla Corte di Giustizia Europea. Dietro questa operazione c’è qualcosa di molto più grande, in cui siamo finiti involontariamente, visto quanto accaduto la scorsa stagione col Brescia. Ho letto le carte, le memorie difensive del nostro avvocato, non ci sono normative che portano all’esclusione del Trapani Calcio. Le motivazioni della sentenza dei sette punti di penalizzazioni avvalorano questa tesi, non aggiungo altro. Sono convinto che non ci siano elementi che possano portare all’esclusione del Trapani Calcio, mi aspetto un paio di punti di penalizzazione, non di più. Questa è l’idea che ho io, ma sono convinto di non essere lontano dalla verità. Se fosse così, è evidente che poi potremmo avere tutte le possibilità di vederci restituiti i punti che ci hanno tolto e così possiamo tornare a puntare a fare i play off: è questo il nostro obiettivo”.
Intanto, però, la squadra guidata da Aronica continua a perdere pezzi: “Il tema è molto semplice. Ho detto a tutti i giocatori che non faccio prigionieri. Capisco la situazione, lo sport puoi giocarlo al massimo solo quando credi in ciò che fai. La partita vinta 4-0 con il Sorrento ne è la prova: chi è sceso in campo, mi ha detto che voleva giocare per vincere la gara. Questo significa essere professionisti, ma non tutti possono farlo. Noi avevamo una squadra che senza penalizzazione se la sarebbe giocata alla pari con Catania e Benevento. E’ giusto che rimanga solo chi realmente vuole restare, perché è una situazione emotivamente difficile. Se portano offerte e vogliono andare via, è giusto che vadano“.
Per il futuro, Antonini assicura di avere le idee chiare: “La gente trapanese, quella sana, ha capito benissimo in che situazione siamo. Io ho pagato tra il 16 ottobre e il 16 dicembre 1,9 milioni di stipendi lordi. Questo per farvi capire che tipo di società siamo, perché queste cifre in tutta la C le pagano solo Benevento, Catania, Salernitana e Vicenza. Se pagando queste cifre, rischiamo l’esclusione dal campionato, allora vuol dire che c’è qualcosa che va al di là della mera infrazione. A me hanno detto durante il processo che non risultava un pagamento di 7 euro a Fischnaller: quando succede una roba del genere, ci sono poche critiche da fare. Il mio futuro a Trapani è molto semplice: io voglio arrivare a fine anno, voglio riavere il titolo di Serie A del basket e vendere tutto, ma non perché non abbia interesse nello sport, anzi conto di ripartire in una nuova città con nuovi stimoli, per realizzare ciò che non è stato possibile realizzare a Trapani. Io adesso devo salvare i titoli, perché non permetto che vengano toccati dopo tutto quello che ho investito. Oggi può sembrare che siamo in una situazione di grandissima difficoltà, ma vi assicuro che le sentenze che arriveranno dalla giustizia ordinaria ribalteranno tutto”.



nella peggiore delle ipotesi, l’esclusione del Trapani, è vero che perdiamo punti rispetto alle altre, però il nostro maggior competitor, il Catania, avrà una partita casalinga in meno e noi avremo, invece, una trasferta in meno, il che conta.
I cacanesi c pigl nu mall
Tutto fumo e niente arrosto, un’altro campionato falsato.
A Catania gli viene un infarto…
E pure noi speriamo che possiate fare i play-off
Forza Antonini
Sisi chiedi pure la giustizia universale te la darà lui
@fanpiùattivi