Ci ha messo poco per ritagliarsi un ruolo da protagonista in questo Benevento. E’ tornato in punta di piedi, ma Luca Caldirola in due partite è già riuscito a dare il suo contributo, prima con una prestazione gagliarda al ‘Pinto’ contro la Casertana, poi entrando a gara in corso col Casarano, quando c’era da blindare il risultato e per poco non ha ‘rischiato’ di brindare al suo ritorno al ‘Vigorito’ con un gol, annullato solo per un fuorigioco.
“Sarebbe stato perfetto segnare subito alla prima in casa”, ha scherzato lo stesso Caldirola nel corso del suo intervento a Ottogol, trasmissione in ona su Ottochannel. “Per Caserta mi sono messo subito a disposizione, c’era bisogno e ho dato la mia disponibilità. Sono contento che il mister mi abbia dato fiducia. Io sono venuto qui per dare una mano ai ragazzi e realizzare il nostro sogno“.
Il colosso di Desio spiega le ragioni che lo hanno spinto a tornare a Benevento: “Si è ripetuto quando già accaduto la prima volta che sono arrivato a Benevento. Allora ero fuori rosa in Germania e Vigorito è stato l’unico a darmi una possibilità. Il motivo principale del mio ritorno è proprio il rapporto con il presidente, è una persona a me cara che mi ha dato tanto e mi ha concesso una chance quando nessuno voleva darmela. Tornare qui a giocare per questi colori e per questa piazza vuol dire molto. Mia moglie è di Benevento, i miei due figli sono nati qui, le vacanze le abbiamo sempre trascorse qui: mi sento un beneventano acquisito“.
In giallorosso ha trovato un gruppo compatto: “E’ bastato poco per rendermi conto che questa è una squadra matura e un grande gruppo, oltre ad avere giocatori forti. Sono qui da poco ma mi sembra di esserci da inizio stagione. Il gruppo è coeso e lo dimostriamo anche in partita, tra quelli che entrano e quelli che stanno fuori. Mignani ha fatto una corsa per andare ad abbracciare Tumminello sabato. Sono convinto che possiamo arrivare in fondo“.
Sull’obiettivo, Caldirola non ci gira intorno: “Sarebbe ridicolo nascondersi adesso, a metà gennaio sarebbe da pazzi. Siamo lassù, la squadra ha dimostrato che merita di stare tra i primi posti. L’obiettivo è vincere il campionato“.
Il retroscena sui contatti col presidente: “Mi chiese come stessi fisicamente e io ho garantito sulla mia condizione, dicendogli che sto meglio adesso rispetto a 10 anni fa (ride, ndr). Al di là di tutto, l’unica cosa che volevo era tornare a Benevento. A gennaio ho avuto altre proposte, anche in Serie B, e avrei potuto avere un altro tipo di contratto, con un posto da titolare garantito, ma non era ciò che cercavo. Avevo bisogno di stimoli e solo Benevento poteva darmeli. Sapevo di entrare in un gruppo forte e che sta facendo bene, ho dato la massima disponibilità. Giocare un minuto o 90 non fa differenza: il mio unico obiettivo è riportare il Benevento in Serie B. Stare in panchina ovviamente non piace a nessuno, neanche i miei compagni penso lo accettino. Ma io non sono una figura ingombrante né caratterialmente creo problemi. So che in tanti qui non hanno mai fatto la B in carriera e voglio dare una mano per questa causa“.
Resta speciale il rapporto con i tifosi: “Il loro affetto è sempre andato oltre, anche quando ero al Monza. Lo dicevo l’altro giorno a mia moglie che tornare a giocare al ‘Vigorito’ è stata un’emozione che non vivevo da un po’. Giocare al Vigorito con la loro spinta ti dà quel qualcosa in più. Chi viene qui viene per fare la partita della vita, contro la prima della classe, ma dobbiamo pensare al nostro percorso e cercare di vincere ogni partita“.



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