La rotonda vittoria con il Cerignola ha permesso al Benevento di tirare una riga netta su una prima parte di stagione vissuta da protagonista. Al giro di boa, la Strega è arrivata con il titolo di campione d’inverno in tasca e un primo posto che lascia sperare in un 2026 di grandi soddisfazioni.
Questo almeno è ciò che si augura il presidente Oreste Vigorito che ha parlato a tutto tondo del momento giallorosso, ospite della trasmissione Ottogol, su Ottochannel.
Bilancio
“Sono soddisfatto. Aver conquistato per il secondo anno consecutivo il titolo di campione d’inverno dimostra che non si è trattato di un episodio isolato, ma rappresenta la bontà e la continuità del progetto. Nella scorsa stagione, non siamo riusciti a confermarci nella seconda parte; speriamo che ora l’epilogo sia diverso. Il rendimento è positivo, ma poteva essere migliore. Abbiamo dovuto fare delle correzioni in corsa e questo ci ha aiutato a raggiungere questo titolo. La squadra è in salute e sta facendo un ottimo campionato“.
Il successo di Cerignola
“Mi aspettavo una gara più complicata, anche perché il Cerignola veniva da sei risultati utili consecutivi e aveva dato fastidio ad altre squadre. Poi noi normalmente soffriamo il campo sintetico… Non mi aspettavo un Cerignola così, ma evidentemente ci porta fortuna, visto che anche l’anno scorso ci abbiamo vinto. Siamo usciti tra gli applausi del pubblico avversario e anche tutta la dirigenza si è complimentata con noi, dicendo che eravamo stati tra le squadre più belle da vedere: questa è una cosa bella. Oltre alla bellezza deve arrivare anche quel pragmatismo, a cui non so quando ci arriveremo anche se dovremmo esserci”.
Floro Flores
“Ero un suo ammiratore già quando giocava con il Napoli, ma caratterialmente non lo conoscevo, nonostante stia qui da due anni. Non siamo andati subito su di lui, abbiamo fatto una ricerca di mercato, tanto è vero che ci abbiamo impiegato qualche settimana prima di cambiare: volevamo evitare l’errore dello scorso anno, quando per sostituire Auteri scegliemmo un tecnico che poi ha rappresentato un problema in più. Floro Flores ha sfiorato lo Scudetto con i ragazzi dell’Under 17. Mi era capitato di parlare con lui diverse volti, poi mi sono confrontato anche con Puleo e Palermo, per capire come si relazionasse con la squadra; infine ne ho parlato anche con le società di Casertana e Giugliano, dove aveva fatto il settore giovanile: tutti concordavano sul fatto che una delle sue migliori qualità sia creare gruppo. Con i ragazzi ha sempre creato una grande atmosfera di gioia e partecipazione. Personalmente sono convinto che se oggi uno riesce ad avere un grande rapporto con i ragazzini, ha più chances di chi invece ha dimenticato come ci si rapporta con i giovani. Perché Floro Flores? Perché era abituato. Mi ha detto tre cose: che era venuto al Benevento perché ha l’organizzazione da società di Serie A e perché intende investire sulla sua crescita, mi ha tolto l’idea che lo facesse per un fatto di soldi visto che guadagnava 1500 euro al mese e visti i trascorsi degli anni scorsi mi ha tolto un pensiero; che aveva avuto richieste da alcune squadre di C, ma che non si sarebbe mosso fino a quando non avesse completato la sua missione qui che era quella di portare a casa l’esperienza in una società modello e in un ambiente che lo ha trattato con affetto; infine, mi disse che sarebbe venuto ad abitare a Benevento perché gli piace, essendo abituato ad abitare in città tranquille, perché qui avrebbe potuto vivere serenamente e perché avrebbe voluto ricambiare la fiducia della società. E mi ha detto che, se non lo avessi scelto, gli avrebbe fatto piacere rimanere nel settore giovanile, perché si trovava molto bene. Erano rimasti alcuni ottimi professionisti, ma che sono sul mercato da anni. Quindi mi è venuta l’idea di andare avanti con lui, vedendo i percorsi di Palladino, Biancolino che è stato vituperato, ma che sta dimostrando che si può andare avanti, Guardiola che al Barcellona venne chiamato dalle giovanili… Floro Flores si è poi fatto una chiacchierata con Carli e Padella, e anche loro hanno avuto un’ottima impressione. Floro Flores non è un amore a prima vista, è una persona che ho considerato corretta e con le idee nuove: io non mi innamoro più di nessuno, amo i colori giallorossi e resto qui. Amo chi è corretto, trasparente e mette il proprio impegno per portare avanti i compiti che gli affido. Se non dovesse essere così, cambieremo anche Floro Flores. Ha lavorato sulla testa e ha capito di dover lavorare anche con i giovani. Ci vogliono gli alberi, ma con le radici. Non abbiamo preso solo Floro Flores: abbiamo preso Baroni, che allena in A, De Zerbi, che allena a livello internazionale. Altri tecnici che allenano in B. Floro Flores non è mai stato un traghettatore, non avrei mai preso un traghettatore né tantomeno dalle giovanili, con il rischio di sbagliare sia per la mia squadra sia per i ragazzi. Eravamo arrivati a un punto dove avevamo due candidati, ma senza esperienza: ho scelto quello che conoscevo. Era da tempo che non vedevo una squadra così caratterialmente armonizzata. Sto imparando a volergli bene, perché lo merita, e non perché sta vincendo”.
L’esonero di Auteri
“Aveva fatto un anno qui vincendo il campionato, lo abbiamo preso per la stima che io ho verso l’uomo. La vittoria la si ottiene per la concomitanza di tante ragioni. Auteri non è andato via adesso, è andato via a maggio: quando ho esonerato Auteri la prima volta, dopo una serie di conversazioni con un uomo che ha il massimo della mia stima e del mio rispetto ma che evidentemente rispetto all’idea di allenatore fuori dal campo che avevo io non andavamo molto d’accordo. Da maggio a fine giugno, nonostante il contratto in scadenza, Auteri non mi ha mai chiesto il rinnovo, ma è stato vicino alla società, dando disponibilità e restando a Benevento mentre gli altri si facevano i bagni al mare e dando una prova di grande attaccamento al club, a me personalmente e alla città. Auteri non è stato esonerato dopo aver vinto a Foggia, quella è stata l’ufficializzazione dell’esonero di Auteri: la sua posizione era in bilico perché, dopo le prime partite fatte in un certo modo, la proprietà aveva ravvisato che all’interno della squadra nella gestione di determinati calciatori cominciavano ad esserci delle utilizzazioni che io non condividevo. La mia idea era che questa squadra, costata milioni, avesse bisogno di una ventata d’aria fresca, di nuove idee. A volte può entrare la polvere o qualche mosca, ma entra anche aria e questa squadra a mio avviso dal punto di vista del gruppo aveva bisogno di cambiare passo. Auteri non è stato esonerato dopo la vittoria di Foggia, se un presidente di calcio esonera un allenatore per una sola partita è un cretino. Ne ho parlato molto con lui. Uno dei miei obiettivi era vincere la Coppa Italia Serie C: vincerla equivale a finire il campionato al terzo posto. Non sono andato a vedere la partita a Giugliano, ma ho avuto la sorpresa di vedere 9 giocatori che non avevano mai giocato insieme e che quella sera erano stati catalogati come riserve. Ho discusso molto di questo con Auteri e gli ho chiesto spiegazioni, sapendo che la Coppa era un obiettivo primario. Così siamo arrivati a quella decisione. Sono dispiaciuto più degli altri, talmente che lo stimavo è che gli ho fatto un altro contratto a giugno. E io lo stimo: lui ha sempre capito, e lo devo ringraziare pubblicamente di questo, che io sono uno che è arrivato a fare la distinzione tra l’amore e il lavoro. E me ne sono assunto il rischio. Nel calcio ci vogliono i risultati. Auguro ad Auteri mille fortune, di tornare presto ad allenare e che qualcuno si renda conto che è un ottimo allenatore: ma in un ambiente e con un presidente diverso“.
Ambizioni
“Avevamo detto che saremmo tornati in Serie B in tre anni. L’illusione dello scorso anno è che nella prima parte di stagione avevamo assistito a una modalità di gioco tra le migliori in C e ci aveva fatto pensare di potercela fare prima del previsto. Gli errori li abbiamo commessi tutti. Quest’anno invece abbiamo cambiato 17 calciatori, riconfermando solo alcuni dei giovani che nel girone d’andata potevano maturare. Il concetto è stato affiancare ai giovani dei leader di categoria e verificare se tutto potesse andare avanti. Poi siamo andati avanti: il Benevento ha 32 giocatori, di cui 4 fuori rosa, con un’età media di 24 anni. Il Benevento Calcio è una squadra giovane, questo concetto non deve essere sottolineato solo quando si perde. L’anno scorso i giovani sono venuti meno e avrebbero avuto bisogno del sostegno dei più grandi, che poi si sono rivelati per quello che sono a fine campionato. Le illusioni a mio avviso sono la linfa della vita. Vivere di illusioni e realizzarne alcune, vivere nei sogni e realizzarne alcuno, è nel Dna dell’uomo. Le delusioni? Dopo un girone d’andata quasi da record pensavi che miracolosamente eravamo riusciti a mettere in piedi una squadra su cui tutti eravamo d’accordo, una squadra giovane. Vedere una squadra che giocava con quella vivacità… abbiamo avuto un crollo, quella è stata una delusione. La cosa che fa male non è stata la delusione sportiva, si partecipa per vincere ma si può anche perdere, bensì la contestazione personale, al presidente. Entrare nell’offesa a livello di famiglia, personale, come è accaduto a Latina quando sono stati chiamati in causa i miei cari, è una cosa che mi ha lasciato molto amaro. Perché in questa città la solidarietà è all’ordine del giorno, l’abbraccio di una persona quando vinciamo una partita può essere superficiale ma è sincero. La cosa più mortificante per un uomo che pensa di dare qualcosa è ascoltare il silenzio degli innocenti, che è una vigliaccheria di chi lascia alla minoranza la facoltà di gridare facendogli immaginare di essere la maggioranza. Io non mi sono mai immaginato di offendere la tifoseria, neanche quando eravamo pochi intimi. Credo che un tifoso del Benevento abbia un grande vantaggio rispetto a me, cioè di avere qualcuno che lo fa sognare: io. Se sogno io sogna anche lui Il mio è vedere i bambini uscire dallo stadio con il sorriso, i tifosi a testa alta e con le bandiere al vento, e tornare in Serie A. Non è un sogno, ma un proposito. Voglio tornare lì dove sono stato“.
Il mercato invernale
“Ovviamente ho già parlato con Carli e Floro Flores, per non ripetere l’errore dell’anno scorso. Abbiamo uno scouting formato da 9 persone che prendono uno stipendio regolare e che girano per i campi a vedere le partite per fare relazioni e valutazioni. Documentano tutto con materiale fotografico di cui abbiamo un archivio. Il responsabile, Innocenti, ha presentato il lavoro della sua squadra in questi sei mesi, indicando alcuni giocatori che sono pronti e altri che potrebbero essere invece un investimento. A gennaio giocatori ugualmente forti non servono, sarebbero dei doppioni. Noi i sostituti li abbiamo: abbiamo due titolari per ogni ruolo. Nardi dovrebbe tornare a breve. Al massimo dovremmo prendere qualcuno con caratteristiche diverse da quelle che abbiamo, per variare. Ho sentito dire che a centrocampo mancherebbe qualcuno che s’inserisce negli spazi, soprattutto se passiamo a tre. Manconi ora sta giocando bene, ma a qualcuno è venuto il dubbio che fino ad ora abbia giocato fuori ruolo? Le valutazioni poi le fanno gli allenatori, Manconi deve giocare dietro la punta. Tumminello non è Salvemini, è un altro che gioca dietro la prima punta: all’epoca della Primavera della Roma lo paragonavano a Totti, non sto dicendo che lo è, che può fare anche la punta ma non lo è. Il 5 gennaio è pronto a scendere in campo Salvemini, quindi il centravanti lo abbiamo. Lamesta si sta dimostrando uno dei migliori della Serie C. Forse dall’altra parte manca qualcuno? Se si fa male Simonetti gioca Manconi, abbiamo anche Della Morte che può giocare dietro la punta. Andiamo alla difesa: Ricci non era un difensore, giocava da quinto, e non è che fino a questo momento aveva fatto faville anche se aveva avuto dei miglioramenti. Tutti poi possono fare i difensori, basta dare calci agli avversari. Per come gioca Floro Flores, che ha cambiato ritmo considerando che la squadra parte da dietro ma è più alta e gioca solo a due tocchi. In difesa c’è Borghini che è stato comprato per giocare a tre. Io comunque un centrale difensivo lo voglio prendere, penso che serva, ma di piede mancino non c’è. Quelli che già sono stati qua ma che sono andati via, non tornano. Ora oltre i 27 anni non prendo nessuno, un 29enne dalla Serie B vuole almeno due anni di contratto oltre a questo e vuole anche più soldi. Cagnano? Sta bene dove sta. Nessuno farà un passo indietro con la convinzione che siamo fortissimi, ma nessuno farà un passo avanti con la convinzione di prendere un altro doppione che gira per il campo. Dovrà essere un titolare. Il mercato di gennaio è inutile. Mehic è forte, ho richieste per lui ma non parte perché so che è forte, ora non gioca perché ha altri davanti: lo aveva chiesto mezza Serie C e qualcuno dalla B, ma mezzo milione lo ha messo Vigorito. E quando mi hanno fatto offerte per Simonetti, Talia da Entella e Carrarese… ho detto no. E il presidente dell’Entella è un mio grande amico, quando presi Koutsoupias e Karic lo minacciai di staccargli l’energia: ora giocano in Serie B, per la piazza erano scarsi. A differenza dello scorso anno, ora, abbiamo una lista di nomi. L’anno scorso c’è stata una polemica su che cosa dovevamo comprare, su chi serviva e dove, più volte ho detto che la responsabilità è stata della società: è stata una difficoltà enorme trovare quei giocatori che potessero migliorare la squadra. Non siamo riusciti a trovare due calciatori nei ruoli in cui volevamo trovarli che potessero essere dei valori aggiunti. Si è pensato di andare avanti allora con quelli che c’erano, e i risultati ci hanno dato torto. Ci siamo mossi tardi? Possibile. Cosa che non succederà quest’anno, seppur con le stesse difficoltà“.
Lo scontro legale con Acampora, Viviani, Pinato e Agazzi
“Siamo arrivati al quarto grado di giudizio, ha fatto due lodi arbitrali e ora c’è il deferimento al Tribunale del Lavoro di Firenze. Il Collegio del lodo ha detto che la società ha ragione nel voler determinare le ferie dei calciatori, ma che è stato comunicato male. Ora aspettiamo il Tribunale del Lavoro, non intendo perseguitare i calciatori ma entrambe le parti credono che siano stati lesi i rispettivi diritti e quindi siamo facendo una causa. Io ne avrei fatto volentieri a meno. I calciatori dissidenti sono tutti in scadenza l’anno prossimo. Se nel mercato invernale dovessero venire a chiedere di andare via evidentemente hanno la volontà di chiedere la risoluzione del contratto e quindi la buonuscita: ma perché gli devo dare dei soldi? A questo punto, li ho pagati già sei mesi a cifre enormi, li pago altri sei mesi da me. Se prima del 30 giugno avessero chiesto lo svincolo allora si poteva discutere su un eventuale contributo, così come hanno fatto quelli che sono andati via che per non litigare li ho anche aiutati. Ma a tutto c’è un limite, poi si arriva al momento in cui bisogna pagare“.



Grande presidente♥️
Grazie sempre a Presidente..auguri
Auguri
Auguri
Per adesso mio caro presidente andiamo in B. poi ci penseremo. Per. La. A grazie Vigorito e non dimentica siamo sempre con voi nel bene e nel male Benevento e tutto il Sannio vi Ama forza Strega siamo tutti con lei auguri a lei e famiglia e tutto lo staff del BN calcio auguri di un buon felice anno nuovo buon nataleeeeeeeee👍👍👍👍💯💯💯💯💯💋💋💋💋💋💋💛♥️💛💛💛♥️💛♥️💛♥️💛♥️🌹🌹🌹🌹🌹🌹🌹🌹
Eh però compra compra e compra
L’analisi del presidente è corretta, quest’anno ha vicino a se alcuni grandi ex che lo aiutano nelle scelte e nelle decisioni, e si vede. Noi tifosi possiamo solo stare vicino e ringraziare di avere un presidente così in gamba. Dispiace per Auteri per le modalità con cui si è chiuso il rapporto, ma se il Presidente dice che c’erano delle difficoltà….. Bisogna credergli. Certo la squadra è parsa più libera.
Presidente, siamo sempre con te, nel bene e nel male.
FORZA STREGA 💛❤
Presidente, sempre con massima stima, riguardo al suo sogno mi permetto di ricordarle, che in A abbiamo avuto la fortuna di andarci 2 volte e soprattutto la seconda, nel mercato a gennaio non ci siamo rinforzati a dovere, subendo una retrocessione anche ingiusta, comunque auguri di buon natale e anno nuovo, e tutti insieme speriamo nel….. Sogno
Vigorito è uno che non si arrende e se si propone degli obiettivi prima o poi ci riesce bravo Presidente