La Figc prova a intervenire nuovamente per favorire l’utilizzo di giovani italiani e allargare così la platea dei calciatori selezionabili per la Nazionale azzurra. Il Consiglio federale ha approvato una nuova norma che favorisce chi investe nei settori giovanili.
Il nuovo impianto normativo prevede che – dall’inizio della prossima sessione estiva di calciomercato – il valore dell’indicatore del Costo del Lavoro Allargato (calcolato attraverso il rapporto tra il costo del lavoro allargato e i ricavi) passi dall’attuale 0,8 a 0,7. Il computo di questo indice viene utilizzato per il cosiddetto ‘blocco del mercato’ per le società di A e registra una sostanziale novità: per favorire l’investimento sui vivai, nonché la valorizzazione dei calciatori selezionabili per le Nazionali Azzurre, saranno esclusi dal numeratore il costo e i relativi ammortamenti dei calciatori Under 23. In Serie C, invece, questo discorso potrebbe essere allargato fino agli Under 21: “Vedremo di far scendere questa soglia agli Under 21” ha dichiarato a tal proposito il presidente Gabriele Gravina.
“Il nostro è un passo concreto nell’ottica della valorizzazione – ha aggiunto il numero uno di via Allegri -. Rappresentano insieme alle infrastrutture degli asset fondamentali per il calcio e invece vengono considerati solo come un costo. È un errore strategico, serve un atto di cambiamento radicale nella cultura degli investimenti della politica calcistica italiana”. Gravina ha spiegato come non sia possibile intervenire per obbligare le società a far giocare i calciatori italiani: “Le società di capitale non possono ricevere una limitazione all’esercizio della loro attività economica. Pensare a provvedimenti che impongono l’uso di italiani non è possibile. Togliamocelo dalla testa. È percorribile la strada dell’incentivazione, quella sì. E passa da un’ipotesi di modifica della legge Melandri. Di sicuro va cambiata la cultura degli investimenti. I vivai vengono considerati un costo e non un investimento, ed è sbagliato“.


