Tre le stagioni condivise all’Udinese per Pasquale Marino e Antonio Floro Flores: oltre cento presenze in bianconero con il tecnico di Marsala per l’ex attaccante, oggi allenatore del Benevento, inseguendo anche traguardi europei.
In un’intervista rilasciata a Il Sannio Quotidiano Marino, il tecnico con cui Floro Flores ha giocato più partite, ha parlato della nuova esperienza in panchina dell’ex attaccante napoletano, della sua scelta di responsabilità e di alcune caratteristiche già in mostra nella sua carriera da giocatore. Le sue parole:
SCELTA – “Una scelta di grande responsabilità, sia del club sia dello stesso Floro Flores: accettare una situazione del genere vuol dire avere voglia di esprimere le proprie qualità. Non prende una squadra in difficoltà, o magari in un periodo di crisi in cui sei costretto a cambiare. Così è sorprendente e le responsabilità ci sono: dire di sì però vuol dire avere la voglia e la personalità per cercare di migliorare le cose. Glielo auguro, perché è giusto dare spazio ai giovani”.
IDEE – “Le idee le ha, avendo giocato una vita ai massimi livelli, e saprà attingere il meglio da ogni allenatore incontrato in carriera. Se poi deve giocare con il 4-3-3 posso dire che noi con quel sistema di gioco ci divertivamo, e anche lui: giocò da punta centrale ma anche da attaccante di sinistra, perché mi piaceva l’esterno a piede invertito. Conosce il lavoro dei tre davanti e come sfruttare al meglio le potenzialità offensive: i movimenti sicuramente li ricorda bene, li faceva benissimo dal punto di vista tattico e si sapeva muovere armonicamente con la squadra. È un sistema difficile da neutralizzare se riesci a fare i movimenti giusti, sincronizzati: hai tante soluzioni e per gli avversari diventa difficile limitarlo”.
FLORO FLORES CALCIATORE – “Capitò con me in tre anni in cui non giocava sempre titolare perché in quell’attacco c’erano Sanchez, Pepe, Quagliarella, Di Natale. Un anno pur giocando poco andò quasi in doppia cifra: Floro Flores è un giocatore che ha fatto meno di quello che poteva fare, con la sua classe ed eleganza. Qualcosa in più la meritava: non so perché non ci sia arrivato, aveva qualità straordinarie dal punto di vista tecnico e tattico. Spero che ciò che non ha fatto in più da calciatore possa farlo da allenatore”.
GIRONE C – “La risposta è facile: Catania, Benevento, Salernitana sono sullo stesso piano. E con loro il Cosenza che sta risalendo la china, anche se è più attardato: un campionato difficile con piazze che non dovrebbero proprio giocare questa categoria ma competere in realtà superiori”.
Foto: YouTube US Salernitana


