Un tuffo tra i ricordi per Lorenzo Del Pinto che domenica sera è stato allo stadio ‘Vigorito’ per assistere a Benevento-Sorrento e poi si è fermato qualche giorno in quella che per sei anni è stata la sua città.
L’ex centrocampista giallorosso ha così avuto la possibilità di vedere da vicino la Strega: “Ho visto un ottimo primo tempo – ha raccontato in un’intervista rilasciata a Il Sannio Quotidiano -, in casa sono sicuramente loro la squadra da battere: un Benevento forte che imposta il suo gioco sin dai primi minuti. Se non chiudi la partita però può capitare di andare in difficoltà contro squadre come il Sorrento che devono salvarsi”.
L’espulsione di Ceresoli ha condizionato la ripresa, rimescolando le carte sul tavolo: “Dopo il rosso giocare 20 minuti in inferiorità numerica cambia tutto, sia gli schemi che il piano gara. Per il Benevento si è messa in salita e pur giocando in casa si può far fatica, il Sorrento è riuscito a dare qualcosa in più. Ma si tratta di errori individuali, nell’arco di un campionato ci possono stare”.
Da un centrocampista che ha scritto la storia del Benevento tra gli Immortali a un altro, arrivato in giallorosso in estate e già capitano, leader di una squadra che sogna in grande. Mattia Maita ha lasciato il segno anche per Lorenzo Del Pinto: “Si vede che è un giocatore in grado di fare la differenza in mezzo al campo. Ha carisma e anche gli altri lo percepiscono, è qualcosa che mancava al Benevento: un centrocampista importante che detta i tempi, le giocate e si fa sentire in mezzo al campo. Mi ha impressionato”.
Dagli spalti del ‘Vigorito’ il solito sguardo romantico rivolto al campo, lì dove Del Pinto ha intercettato pagine importanti dei suoi ricordi. Da De Falco a Melara e Padella, tornati in giallorosso per trascinare il Benevento con un ruolo diverso, in virtù di quel legame indissolubile creato con il Sannio: “Ritrovarli lì fa uno strano effetto, soprattutto dopo averli visti fino a qualche anno fa in mezzo al campo con le scarpette da gioco a sudare la maglia. Conoscendoli a livello personale però so quanto sia importante per loro questo momento lavorativo. Poter contare su delle bandiere in squadra fa tanto, il presidente e la dirigenza hanno fatto benissimo ad affiancare delle figure di questo spessore allo staff e alla società. Sia per i giovani che per i calciatori nuovi che arrivano e che potrebbero trovarsi spaesati in una piazza che deve assolutamente vincere: per loro è tutto di guadagnato, sono avvantaggiati da subito. Grazie alla loro professionalità mettono tutti a proprio agio”.
Un copione diverso invece per Lorenzo Del Pinto che, dopo aver chiuso la scorsa stagione a L’Aquila in Serie D attende di conoscere il suo futuro: “Per ora sono fermo, mi godo la famiglia. Sto valutando anche alcune situazioni extra calcio ma non nascondo che la testa va sempre a qualcosa di bello e importante sul campo di gioco. Vedremo”.


