Benevento, un deciso e inatteso passo indietro

La Strega si fa del male da sola e chiude nel peggiore dei modi una settimana deludente. Voltare pagina è una necessità inderogabile

Passa in vantaggio, gestisce, sfiora il raddoppio e poi si butta via. Il Benevento ha di che mangiarsi le mani per il pareggio interno contro il Sorrento, prima frenata al Vigorito di questo campionato. Nel turno in cui sia Salernitana che Catania avevano rallentato, l’occasione per riavvicinare la vetta era più che ghiotta. La Strega ha scelto il minuto più significativo, il 69, per dare invece vita a un “ribaltone” negativo.

Nel giro di sessanta secondi i giallorossi passano dal possibile 2-0 all’inferiorità numerica. Tumminello fallisce da due passi l’occasione di chiudere i conti centrando il portiere ospite Harrasser con un colpo di testa centrale da ottima posizione. Neanche il tempo di annotarlo, che Ceresoli, già ammonito, si fa ingenuamente espellere interrompendo una ripartenza sorrentina (già aveva abbondantemente rischiato la seconda sanzione in precedenza). E’ il punto di svolta di una partita spezzettata da quattro chiamate all’FVS, di cui tre fallimentari.

Un vero peccato per gli uomini di Auteri, non brillanti come nelle altre apparizioni casalinghe, ma abili a capitalizzare una bella azione manovrata con Manconi nel primo tempo. L’errore, semmai, è stato quello di pensare che potesse bastare quello squillo per avere la meglio su un avversario che ha dato del filo da torcere a chiunque. La pigrizia nell’affondare il colpo per chiudere la gara si è rivelata dunque letale quanto imperdonabile.

E’ vero che anche in dieci uomini, abbassando il baricentro e al netto di un paio di brividi causati dall’FVS, la difesa non aveva corso grandi rischi, aiutata da una prestazione di livello soprattutto di Mehic, capace di fare muro a centrocampo sporcando una miriade di palloni ai rossoneri. La macchia è tutta concentrata nell’azione del pari di D’Ursi, condizionata da almeno tre gravi errori difensivi tra fase di disimpegno e di marcatura. Un blackout generale, avvenuto a traguardo ormai vicinissimo. Inammissibile, se collegato alla possibilità di un forte rilancio nei piani altissimi della classifica. La Strega invece resta terza, schiava di errori di mentalità e approccio alla categoria che aveva finora commesso soltanto in trasferta. Mettere fine così alla striscia di vittorie al Vigorito (che si ferma a sei) è il peggior modo possibile per chiudere una settimana che l’aveva vista perdere a Catania e uscire male dalla Coppa Italia a Giugliano. Un deciso passo indietro soprattutto sul piano psicologico, dai contraccolpi tutti da interpretare. Domani, si spera, sarà un altro giorno.

Francesco Carluccio

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Antonio
Antonio
4 mesi fa

Questa squadra è troppo discontinua,ci sono alcuni giocatori tipo Lamesta, Manconi e qualcun’altro se non girano ne risente tutta la squadra, per questo motivo Auteri dovrebbe cambiare modulo, o perlomeno farli entrare dopo, si vede ad occhio quando non vanno.

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