Un progetto che punta a unire passione sportiva, eccellenza imprenditoriale e formazione giovanile. E’ questo l’obiettivo di ‘Cuore giallorosso’, l’iniziativa voluta dal Benevento Calcio in collaborazione con Incas CaffĆØ e l’istituto ‘Le Streghe’, presentata nella mattinata odierna nella suggestiva sala interna di tostatura e produzione dello stabilimento dell’azienda beneventana.
Punto di partenza, e non potrebbe essere altrimenti, ĆØ il caffĆØ ‘Cuore giallorosso’: una miscela che Incas ha appositamente creato e pensato per il Benevento Calcio e che mira a diventare simbolo di una collaborazione che sia orientata alla valorizzazione del territorio. Come? Dando ai giovani un’opportunitĆ di crescita professionale e di contatto diretto con il mondo del lavoro. Da qui nasce l’intesa con l’Istituto ‘Le Streghe, i cui studenti saranno protagonisti di uno stage formativo in attivitĆ di accoglienza e servizionelle aree hospitality e nella tribuna vip dello stadio ‘Ciro Vigorito’ durante le partite casalinghe della formazione giallorossa.
Non solo, perchĆ© a sostegno di questo impegno educativo, Benevento Calcio e Incas CaffĆØ hanno deciso di istituire una borsa di studio di mille euro destinata al miglior barman dellāanno scolastico, scelto attraverso un concorso interno basato su tecnica, creativitĆ e professionalitĆ . “Siamo sponsor storici del Benevento, sin dagli anni ’70 quando si giocava ancora al mitico Meomartini – ha spiegato Annalisa Donatiello, co-titolare di Incas CaffĆØ -. Siamo sempre stati vicini alla squadra, perchĆ© siamo consapevoli della sua importanza nel territorio. E’ una cosa a cui noi teniamo moltissimo, perchĆ© crediamo che si debba restare qui, dando il meglio e crediamo nella valenza educativa dello sport, nella commistione tra impresa, sport e territorio. Sponsorizziamo anche altre realtĆ sportive, ma questa rappresenta il nostro fiore all’occhiello. Siamo da sempre vicini al Benevento Calcio, ma oggi siamo particolarmente orgogliosi non di essere al fianco del Benevento, ma insieme al Benevento, in un progetto di co-branding che unisce lo sport all’impresa e al territorio sannita. L’iniziativa ĆØ figlia di un confronto con la societĆ , ‘Cuore giallorosso’ nasce da un’emozione, dalla passione che prova il tifoso che ĆØ tanto più forte se legata alla cittĆ della propria terra, perchĆ© c’ĆØ identificazione tra squadra di calcio e il Sannio intero. Noi abbiamo immaginato il cuore del tifoso che batte per la squadra e che batte per il territorio: ĆØ un simbolo di unione rappresentato da un momento emozionale come può essere sorseggiare un caffĆØ, facendo comunitĆ , stando insieme agli altri e stando insieme allo stadio. Per ora, il caffĆØ sarĆ distribuito esclusivamente nei punti ristoro e nelle aree hospitality dello stadio, ma non ci precludiamo la possibilitĆ di sviluppare ulteriormente il progetto anche con altre operazioni, non solo di marketing”.
All’iniziativa plaude Sebastiano Pesce, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Benevento: “La scuola deve preparare i giovani alle eventuali opportunitĆ del mondo del lavoro. Pertanto questa iniziativa diventa proprio una buona pratica nell’ottica dell’integrazione scuola-lavoro, perchĆ© di fatto si può pensare a questi percorsi perfettamente integrati in alcuni piani di studio specifici. Iniziative del genere possono diventare esempio per altre realtĆ del territorio. Il grado di realizzazione ĆØ in itinere, auspichiamo che se ne possano realizzare sempre di più proprio per rispondere alle esigenze del mondo del lavoro, soddisfacendo la domanda con un’offerta adeguata di profili specializzati”.
Gli fa eco Paola Guarino, dirigente scolastica dell’Ipsar ‘Le Streghe’: “Noi come scuola promuoviamo la formazione a tutto tondo, anche soprattutto dal punto di vista professionale affinchĆ©, una volta usciti dalla nostra scuola, i ragazzi possano trovare facilmente collocazione in ambito lavorativo. Noi ci auguriamo che non lascino il territorio. Lo sforzo grande che un dirigente deve fare ĆØ soprattutto questo: i ragazzi sono naturalemtente spinti ad anare via, noi dobbiamo invogliarli a rimanere qui attraverso una formazione adeguata e il coinvolgimento delle aziende locali”.
L’iniziativa ĆØ particolarmente piaciuta al presidente Oreste Vigorito: “E’ una cosa che mi ha reso molto felice. Strada facendo ho capito che si tratta di un progetto che va al di lĆ della semplice tazzulella ‘e cafĆ©. Non parliamo di una sponsorizzazione. E’ un collegamento per promuovere il territorio, anche in modo indiretto, attraverso un caffĆØ conosciuto, una scuola come l’istituto ‘Le Streghe’ i cui ragazzi collaboreranno con noi, e lo sport. Non so se tutto questo porterĆ altra gente allo stadio, ma il mio scopo non ĆØ solo questo; voglio riempire la cittĆ e la provincia di quello che si trova in uno stadio, ossia creare emozioni, sviluppo, territorio e legare due nomi cosƬ sarĆ ulteriore motivo d’orgoglio per i sanniti e il Benevento Calcio. Una sponsorizzazione fa sempre piacere, perchĆ© le spese del calcio sono sotto gli occhi di tutti, ma finalizzare il rapporto a un do ut des solo economico fa cadere quello che ĆØ lo spirito dello sport. Lo sport deve essere veicolo trainante a maggior ragione in zone come queste, nell’aree interne in cui c’ĆØ ancora una forma di tifo, di senso di appartenenza forte. Qui non c’ĆØ quella vita frenetica delle grandi cittĆ . Qui se giri la provincia, se conosci la gente, se sali i gradoni di uno stadio e ti trovi bambini di 10/11 anni che sorridono e che sono felici di vedere un presidente di calcio, ti accorgi che hai un compito ben diverso da quello di mostrare i nomi sulle maglie, ma quello di regalare una speranza alle persone. Le vittorie non servono per scalare una posizione in classifica, ma serve per dire alla gente che con il lavoro e la fatica si può ottenere qualsiasi risultato”.Ā
Il patron annuncia che presto riprenderĆ anche il tour nella provincia: “Abbiamo rinviato un po’ la cosa perchĆ© la squadra ĆØ completamente nuova e la concentrazione per il lavoro ĆØ stata ancora più capillare rispetto alle altre volte. Sicuramente riproporremo l’iniziativa, andando noi nei paesi, perchĆ© non possiamo immaginare che in un giorno normale la gente si sposti e faccia 50 chilometri per venire da noi. Abbiamo anche degli impegni agonistici, compatibilmente con questi e appena saremo primi in classifica con una 50 di punti di vantaggio (ride, ndr) proveremo ad andare in giro per la provincia. Vogliamo essere vicini al territorio, perchĆ© per noi il calcio non si limita a vedere undici ragazzi che corrono in mutande“.
Durante la presentazione ha preso la parola anche il capitano Mattia Maita: “Capita spesso che i giovani per trovare lavoro vadano all’estero, penso quindi che questa iniziativa rappresenti un’opportunitĆ per consentire ai ragazzi e alle ragazze di rimanere al fianco dei propri cari. Noi lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle, io personalmente sono andati via di casa che avevo 13 anni: vi assicuro cheĀ non ĆØ facile, anche se magari si vede il mondo dorato dei calciatori, ma non ĆØ sempre cosƬ. Dare una possibilitĆ di rimanere nel proprio territorio ĆØ sicuramente lodevole”.

















