Padella racconta la sua voglia di Benevento: “Alla Strega non potevo dire di no”

"Sono legato a questa città, dove da giocatore sono passato dalla C alla Serie A: qui però mi sento stimato prima di tutto come persona"

Il richiamo del Benevento è stato troppo forte per Emanuele Padella. Aveva la possibilità di restare ad Ascoli, dove vive la sua famiglia: la proposta di un incarico nei quadri tecnici del settore giovanile era sul tavolo, ma la chiamata dal Sannio ha cambiato i piani.

Senza pensarci su due volte, si è tuffato in questa nuova avventura che lo vedrà lavorare fianco al fianco col direttore sportivo Marcello Carli. Del resto, Padella ha l’abilitazione anche da ds, oltre che da allenatore. Ha scelto la prima strada e l’ha fatto soprattutto per tornare a respirare aria di casa: “Sono legato a questa città – ha rivelato in un’intervista rilasciata al Giornale di Vicenza – Qui da giocatore sono passato dalla C alla serie A. Ho il patentino sia da allenatore che da direttore sportivo e quando Oreste Vigorito mi ha chiamato non ho potuto dire no, qui mi sento stimato prima di tutto come persona“.

E’ anche a figure come lui che la Strega ha deciso di affidarsi per tornare a volare. Padella sa che non sarà semplice, ma è pronto a dare tutto se stesso per spingere di nuovo in alto il Benevento: “Uscire dalla Serie C non è facile – ammonisce -. E’ un campionato dove si gioca poco, sulle seconde palle, conta tanto l’esperienza, la difesa solida. E’ complicato anche per piazze importanti con un tifo stupendo e per società che non ti fanno mancare nulla e ti mettono tutto a disposizione. Alla fine chi va in campo sono i giocatori… La pressione? Se la soffrono, non posso fare i calciatori. Almeno non a certi livelli”.

In un contesto del genere contano molto fattori come personalità e leadership: “In C avere la squadra più forte non basta. La cosa più importante? Avere 3/4 giocatori capaci di gestire le situazioni nei momenti difficili che, credetemi, ci sono sempre prima o poi”.

 

 

 

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BoboBN
BoboBN
8 mesi fa

credo gli sarebbe convenuto restare ad Ascoli, non ha fatto calcoli come Lopez, non siamo sempre negativi

giovanni
giovanni
8 mesi fa

il richiamo dei soldi? ….. servono fatti… se son rose fioriranno

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