L’allarme di Antonini: “Sei club non hanno pagato gli stipendi. Squadre come il Benevento mettono 20 milioni: così non si può andare avanti”

Il patron del Trapani fonda un movimento politico tutto suo di cui si autoproclama leader e non manca di lanciare le solite stilettate

Dallo sport alla politica. Valerio Antonini non lascia, ma rilancia con l’annuncio di un movimento politico di cui si è autoproclamato leader. ‘Futuro, il nuovo Rinascimento‘ questo il nome scelto, mentre il motto scelto dal presidente del Trapani è il trumpiano ‘Make Trapani great again‘. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui il numero uno del club granata ha affrontato vari argomenti.

“Insieme al mio gruppo – ha dichiarato – abbiamo deciso di creare un movimento politico in cui io sarò il mentore, colui che dall’alto cercherà di creare una classe politica fatta di giovani. Non saremo né di destra, né di sinistra. Sarà un movimento politico legato al fare e al far fare. Non mi candido in prima persona. Lavoriamo su un programma realizzabile e su un candidato credibile”.

Nel corso dell’intervento, non sono mancate stilettate. A cominciare da quanto sta accadendo in Lega Pro. Antonini a tal proposito ha lanciato l’allarme: Abbiamo notizie certe che ci sono sei squadre di C che non hanno onorato la scadenza dell’1 luglio. Il sistema non è sostenibile, ci sono squadre che mettono 15-20 milioni, tipo Benevento, Catania o Avellino, così è impossibile poter andare avanti. Tra qualche anno il sistema sport imploderà”.

Il suo Trapani continuerà a essere protagonista sul mercato: Arriveranno tre difensori strutturati, fortissimi di testa, che annunceremo a breve. In squadra ho voluto uomini che hanno vinto, dei leader, che sanno che partiremo da una penalizzazione. Ho invece voluto allontanare le primedonne, coloro che guadagnano il doppio degli altri e quindi creeremo un gruppo molto unito. Ho dato maggiore responsabilità ai Ds Pavone e Mussi. Completeremo la rosa con altri due attaccanti”.

Poi l’attacco ai procuratori e un aneddoto sulla trattativa per lo svincolato De Boer: “Tutto era stato fatto con il club, ma il problema è stato il procuratore del giocatore che mi ha chiesto provvigioni per ben 190 mila euro da ricevere in tre anni. Gli ho detto che era fortunato che non era davanti a me, altrimenti avrebbe preso degli schiaffi”.

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