Subito dopo la dolorosa retrocessione in Serie C, il presidente Vigorito aveva pensato a lui per la ricostruzione del suo Benevento. Sembrava tutto fatto per l’arrivo in giallorosso di Giorgio Perinetti, poi la virata verso il profilo di Marcello Carli come direttore tecnico della Strega. “Per 2-3 giorni mi sono sentito davvero il direttore del Benevento – è quanto ha rivelato l’ex dirigente dell’Avellino in un’intervista concessa a Il Sannio Quotidiano –, ma poi correttamente il patron mi avvisò di aver fatto altre scelte e la cosa poi è sfumata. Mi è dispiaciuto perché avevo assaporato questa possibilità, considerando i programmi del presidente e la volontà di puntare sul settore giovanile. Un’esperienza che mi avrebbe gratificato”.
Dopo quell’approccio di due anni, non ci sono stati più contatti. Nemmeno di recente, con la Strega travolta dal clima di ricostruzione: “Dopo quel contatto in cui sembrava possibile arrivare a una conclusione no, non c’è stato nulla. Il rapporto però è rimasto sempre cordiale, così come lo è da tanto tempo”.
Fatica a trovare i motivi del crollo giallorosso di questa stagione il direttore Perinetti, spettatore d’eccezione del campionato di Serie C: “Lo scorso anno il Benevento è stata una degna avversaria del mio Avellino, arrivando anche alle semifinali play off. Fu una stagione più positiva, quest’anno invece dopo la partenza eccellente non si capisce cosa sia mancato, a un certo punto c’è stato davvero un calo. L’impatto di Pazienza è stato nullo, non è riuscito a dare un’inversione di tendenza. Una stagione non all’altezza di quello che si pensava: c’è stata delusione anche ai play off, nessuno si aspettava un Benevento così arrendevole. Non è facile poi con tanti giovani tenere una dimensione di vertice ma si pensava che la Strega potesse far meglio, sicuramente”.
Aria pesante quella che si respira nel Sannio, in un ambiente che ha scelto di alzare la voce dopo una stagione dolorosa. “È normale, è conseguente alla stagione deludente”, spiega Perinetti che aggiunge: “La tifoseria esprime tutto ciò nella maniera più diretta che può. Il presidente Vigorito ha sempre dato una dimensione importante al club, ha sempre lottato per campionati importanti ed è arrivato in Serie A. Penso che sia stata una stagione nata male, proseguita peggio e finita malissimo ma la garanzia credo resti la proprietà solida. La delusione del tifoso oggi può diventare entusiasmo domani nel momento in cui il presidente farà capire che è desideroso di ripartire”.
Il tutto in una Serie C che colleziona risultati positivi, secondo Perinetti: “Parliamo di una palestra per allenatori interessanti, con proposte di calcio e non solo gioco speculativo. Qualche apertura per l’utilizzo di qualche giovane interessante in più c’è, poi la visibilità che ha portato trasmettere le partite su Sky è stata importante. Resta un campionato interessante, c’è partecipazione e interesse. Il problema principale però è la sostenibilità, perché il campionato è difficile da mantenere a livello economico, servirebbero delle regole e l’aumento dei ricavi per evitare le crisi societarie che incidono sulle classifiche e sulla regolarità dei campionati”.



E menomale che vigorito ha fatto altre scelte perché secondo me perinetti è peggio di carli
Sul tu c vuliv