La Corte federale dāAppello della Figc ha pubblicato le motivazioni che hanno portato a respingere il ricorso del Taranto, avverso l’esclusione dal campionato decretata dal Tribunale federale nazionale.
Come si ricorderĆ , al centro del provvedimento assunto in primo grado e confermato in secondo c’era il mancato versamento, entro il termine regolamentare del 17 febbraio 2025, di emolumenti netti, incentivi allāesodo e contributi Irpef e Inps per le mensilitĆ comprese tra settembre 2024 e gennaio 2025. A ciò si aggiunge lāomesso pagamento delle relative ritenute previdenziali e tributarie.
Il Taranto aveva presentato reclamo fondando la propria difesa sulla presunta validitĆ di un accordo con la General Service S.r.l. che si sarebbe impegnata a compensare i debiti fiscali del club tramite propri crediti verso lāErario. Ma tanto lāAgenzia delle Entrate quanto la Procura federale hanno ritenuto inammissibile la compensazione in oggetto, poichĆ© non era stata provata lāesistenza effettiva dei crediti vantati dalla General Service; non risultavano depositate le dichiarazioni necessarie per la compensazione dei debiti altrui; la societĆ debitrice e quella presunta titolare del credito non coincidevano, rendendo inapplicabile lāistituto della compensazione secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
La Corte dāAppello ha confermato in toto la decisione del TFN. Nelle oltre 20 pagine di motivazioni, i giudici federali sottolineano la mancanza di documentazione probatoria a supporto del presunto pagamento, lāinammissibilitĆ della compensazione e la gravitĆ delle inadempienze. āLa societĆ non ha dimostrato nĆ© la legittimitĆ nĆ© lāeffettivitĆ della compensazione addottaā, si legge nella sentenza. Per questo, la sanzione dellāesclusione ĆØ stata ritenuta non solo legittima, ma inevitabile. Respinta dunque la linea difensiva di Rinaldo Zerbo.


