Dalla sala stampa dello stadio “Ciro Vigorito” la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico giallorosso, Michele Pazienza. Con l’allenatore della Strega presenti anche il direttore tecnico Marcello Carli e il presidente Oreste Vigorito. Le loro parole in conferenza stampa:
VIGORITO – “Mancava da un po’ fare una conferenza e chiacchierare un po’. Non avevo dato la mia presenza per una questione di impegni personali, poi sfumati all’ultimo momento. Sono presente per dare delle ragioni che mi pare siano state sollevate nell’ultima settimana. Ragioni addebitate o accreditate alla societĆ : saranno alcune risposte date dalla societĆ , dal direttore sportivo per le sue competenze e professionalitĆ e dal nuovo tecnico che fa la prova del fuoco con noi, inizia con una conferenza in un momento difficile. La presentazione del tecnico non ĆØ avvenuta la scorsa settimana per ragioni organizzative, c’era scritto nel comunicato. Sono qui per rassicurare chi dice che probabilmente Vigorito vuole andare via, andrebbe fatta una piccola riflessione: se dovessi decidere di andar via non mi sentirei moralmente colpevole di lasciare una societĆ . Sentirei una ferita per l’amore che ho per questo ambiente. Sarei molto felice se intorno a me nascesse la stessa sensibilitĆ e volontĆ che ho io dell’amore di questi colori. Queste questioni sono cosƬ di basso profilo che non ho nemmeno voglia di rispondere. Il Benevento negli ultimi 7-8 anni con quel presidente in confusione che voleva smettere ha fatto Serie A e B. Ho scoperto che tutto ciò non era merito mio. Sono tornato ai primi 90 anni di questa cittĆ , ho solo detto di volerla vivere con grande orgoglio, non ho detto che voglio restare in C. Come non ho detto che voglio vincere il campionato: ho detto che secondo me una societĆ di calcio, per la rivoluzione attuale dove ci sono investimenti miliardari, in una cittĆ come questa non può pensare di poter competere su questi giganti e deve darsi una mano, attrezzarsi, dare valore al fiore all’occhiello di questa societĆ , ovvero il settore giovanile. La memoria ĆØ corta, ci dimentichiamo i Castaldo, i Cejas, i Sandro e i Sagna. Ci dimentichiamo che ĆØ quello il livello dove ambiamo stare, abbiamo l’umiltĆ di stare anche in Serie C. Mi hanno chiesto come mai andavo a Picerno, a Cerignola. Ho sempre detto che il calcio di Serie C mi appassiona, mette in campo passione e amore. Ma non ho detto che volevo restare in C, ho detto che volevo andare in A. Sul piano finanziario il Benevento ĆØ la terza squadra che spende di più e che ĆØ stata per quattro mesi in testa. Ad Auteri vanno i miei saluti sempre, ci siamo lasciati con una telefonata molto civile. La squadra ĆØ stata immediatamente supportata all’inizio, ed era difficile non farlo. Al mio dire che cercherò di portare avanti dei ragazzi di qualitĆ con un progetto giovane non vuol dire raccattare i ragazzi dalle scuole calcio, significava prendere i ragazzi che a giudizio di tecnici qualificati avrebbero dovuto dichiararli idonei a questo campionato. E’ stato affidato a mister Auteri un gruppo sul quale il mister doveva esprimersi e dire se erano in grado di fare questo campionato. Il suo giudizio e le prestazioni ci hanno convinto che potevano fare questo campionato. Abbiamo pensato che era l’anno buono, io ho detto che il progetto era in tre anni. L’anno scorso abbiamo dovuto rallentare, quest’anno siamo riusciti a fare una squadra quasi totalmente nuova. Ma siamo riusciti, noi e mi auguro anche voi, a ritrovare un ambiente sereno dove eravate protagonisti anche voi, la stampa e chi ci ascolta. Protagonisti di un ritorno alla passione del calcio genuino. Avete condiviso un progetto che si ĆØ inceppato per qualche ragione. Non si può esaltare o denigrare, ma soprattutto non si può rompere il giocattolo. La promessa di vincere non ĆØ un contratto firmato. Chi ĆØ in societĆ impegna il proprio tempo e il lavoro per vivere delle emozioni. Pur essendo ultimo in Serie A e pur essendo accusato da tutti i presidenti di essere un pazzo furioso di fare una campagna acquisti quell’anno spese 50 milioni per non tornare in B. Pensate che non spendo per restare in C? Quando sono stato ufficialmente tradito da persone che giravano in questa azienda, tesserati, farmi venire il vomito di restare nel calcio. Non l’ho fatto per amore della squadra e di una cittĆ che pensava che io potessi risollevare il calcio da dove eravamo sprofondati: una vergogna che una cittĆ e una societĆ come la nostra non lo meritavano. Questa riflessione mi ha portato a pensare che dovevamo ricominciare da capo. Cerchiamo di fare quello che tutti vogliono: non vincere ma essere protagonisti. Chi non ci vuole vedere resti pure turbato, passerĆ quest’onda, ĆØ la vita. Ci fa dire ‘Ma tu sei vecchio’, ĆØ vero, ci mancherebbe altro. La vecchiaia non ĆØ una malattia nĆ© una colpa ma uno stato di fatto. Chi pensa di spingermi a lasciare il Benevento con questa protesta sappia che ĆØ tempo sprecato: finchĆ© ci sarĆ un tifoso nello stadio, uno, ci sarò anch’io.
VIGORITO SUL MERCATO – “Dal 15 di gennaio abbiamo fatto riunioni, io ho dato carta bianca per fare gli acquisti. La valutazione tecnica la fa il direttore sportivo e l’allenatore. Io penso di avere il diritto se uno lo voglio o no avendo speso 15 milioni quest’anno. L’idea era quella di una squadra che ĆØ sufficiente, lo era prima e lo ĆØ anche oggi. Non abbiamo segnali come per il passato, abbiamo ragazzi che si impegnano, ragazzi che adorate, agli scivoloni rispondiamo con i calci nel sedere. Ma io non sono cosƬ, i colpevoli li denuncio in tribunale e aspetto le sentenze. La societĆ farĆ ciò che ritiene ciò che ĆØ giusto fare, abbiamo un ds competente e un allenatore che era stato scelto due anni fa, non l’abbiamo inventato adesso. Se qualcuno ha qualche remora per la provenienza si ricordi di De Zerbi, accolto con quelle parole e lasciato con le lacrime. I commenti, le interviste, le opinioni non sono solo vostre ma diventano di pubblico dominio. Porteremo avanti il discorso dei ragazzi, non perchĆ© costano poco ma perchĆ© speriamo che restino quello che sono, un po’ acerbi ma puliti, che matureranno, sperando che qualcuno gli abbia insegnato ad amare la maglia. Abbiamo fiducia nel futuro, anche nella tifoseria. Quella che ĆØ capace di scrivere striscioni di passione o meno appassionanti, ma ĆØ il loro compito”.
CARLI – “La presenza del presidente ĆØ stata una sorpresa piacevole. Avrei piacere ad accogliere il mister che credo sia la cosa più importante”
PAZIENZA – “C’ĆØ un’aria pesante, mi presento attraverso le vostre domande. L’atteggiamento a Biella? Ci ha portato a subire due gol, quando parlo di atteggiamento parlo di modo di reagire alle capacitĆ e alle scelte degli avversari. Abbiamo iniziato a lavorarci nei pochi giorni prima della gara, gli input dati non sono bastati e non basteranno, ci vorrĆ del tempo per lavorare. Quando si prende gol devono essere bravi gli avversari, stiamo attraversando un periodo in cui qualsiasi cosa subiamo veniamo penalizzati. Quando parlo di atteggiamento intendo non concedere nulla agli avversari. CapiterĆ di concedere qualcosa in più, ma bisogna vivere il momento e capire che non ci si può permettere di concedere un centimetro. Voglio agire sulla testa di ogni singolo giocatore, anche su chi non gioca. La sconfitta di domenica non deriva da un aspetto fisico, ho trovato una squadra ben allenata, predisposta, disponibile, con giocatori che hanno voglia di seguire la propria guida tecnica. Su questo sono sereno e molto fiducioso. I gol sbagliati? Succede a noi, alle altre ma anche nelle altre categorie, non riguarda solo noi. Pongo l’attenzione sul volerci arrivare più volte, se ci si arriva dieci volte si realizzano più gol. Sbagliare può succedere, l’obiettivo deve essere arrivarci più volte possibile”.
PAZIENZA SUL MOMENTO – “La cosa che non farò e far vedere i numeri alla squadra. Se guardiamo i numeri vediamo il disastro che stiamo vivendo. Devo far vedere quali possono essere le soluzioni. Come intervenire? Dando loro più certezze possibile, situazioni in cui non avranno da pensare ma svolgere ciò che riesce meglio, giocare a calcio. Compiti prettamente specifici per il ruolo, senza chiedere qualcosa di diverso o qualcosa in più. La fiducia si riacquisisce con il risultato. Oggi ho bisogno di chiedere ad ognuno di loro di fare le cose semplici, con questo possiamo venirne fuori. Ho cercato di non stravolgere nulla a livello tattico per farli lavorare dove si sentono a proprio agio”.
PAZIENZA SUL GIOCO – “Questa squadra ha bisogno di giocare sempre a un ritmo altissimo, ma ĆØ dovuto alle caratteristiche. La differenza tra una squadra che può scegliere di giocare sottoritmo o chi ha la necessitĆ di giocare sempre a ritmi alti ĆØ che la prima si affida alle individualitĆ , e noi non possiamo farlo. La vera forza di questa squadra ĆØ la velocitĆ , l’intensitĆ , e non possiamo lavorare a un’intensitĆ bassa. Io non ho visto una squadra sottoritmo a Biella, ho una squadra su cui si può lavorare bene sin dai primi giorni. Non possiamo prescindere dall’alta velocitĆ , se ci affidiamo alle giocate individuali andiamo in difficoltĆ e si fa fatica”.
CARLI SULLE SCELTE – “L’allenatore quando abbiamo deciso questa scelta con il presidente l’abbiamo messo dentro. I giocatori li sceglie la societĆ , non l’allenatore. Abbiamo avuto un colloquio col mister, non l’abbiamo presentato non per vergogna ma perchĆ© era una settimana complicata. Abbiamo deciso, ed ĆØ mia responsabilitĆ , che questo era un gruppo che nelle prime 15 partite ha fatto il primo posto in assoluto e nelle ultime 10 il tredicesimo. Abbiamo perso 12 punti dal Cerignola, dalla Juventus forse di più. Ci siamo trovati in una situazione che non pensavamo. Se questa squadra non fa lo step il campionato non lo vince. Siamo partiti con poche difficoltĆ e poi sono andati in difficoltĆ . Mercato? La responsabilitĆ ĆØ mia. Il presidente non mi ha detto che il mercato non si fa, ha detto che se c’era necessitĆ avrebbe dato una mano, come lo scorso anno. Con Auteri ho una ferita aperta, sono io il dispiaciuto. L’anno scorso avevamo difficoltĆ , sono arrivati Nardi, Lanini e Starita, tre operazioni importanti. Quest’anno non ĆØ che non si ĆØ rinforzata la squadra, siamo stati i primi a prendere Lamesta e Manconi, poi via via tutti gli altri. E reintegrato Viviani e Acampora perchĆ© nell’evoluzione del mercato sono rimasti. Devo vedere anche il futuro del club. Il presidente vuole fare un programma, abbiamo 5-6 giocatori che hanno un impatto”.
CARLI SULL’ESONERO DI AUTERI – “Ho un rapporto solo con una persona, che ĆØ la proprietĆ . Quella dell’esonero ĆØ stata una scelta dolorosa, il presidente lo può dire. Una scelta perchĆ© vedevamo una squadra incanalata in una situazione con difficoltĆ nel venirne fuori. Una scelta stradolorosa, Auteri ci ha ridato qualcosa di importante come il Benevento al mister. Lui ci ha dato tanto, ĆØ venuto anche lui in un momento difficile della sua carriera. Si ĆØ cambiato anche perchĆ© pensavamo ci fosse sul mercato un allenatore che ci piaceva. Quando presi Andreoletti nei giovani da prendere c’era Pazienza per il presidente e Andreoletti per me, l’avevo seguito di più. Era un nome di un allenatore giovane e con ambizione, ciò che serve ora a questa squadra. Mercato? Siamo gli unici a non aver fatto movimenti, passerò da stupido, da co***ne a fine anno. Sia io che i ragazzi non abbiamo più alibi, o dimostriamo di poter andare in giro a testa alta o ĆØ finita. Poi si può ragionare se si prendeva un centravanti e faceva 30 gol, ma la realtĆ ĆØ questa. Si tratta di una scelta strategica, condivisibile? Ma non ĆØ una scelta per tirare i remi in barca. Vogliamo far crescere il club”.
VIGORITO SULL’ESONERO – “Auteri era il primo sostenitore della squadra. Ha sempre detto “Se troviamo un giocatore forte che fa la differenza, va bene”. Difficilmente chi sta facendo un grande campionato te lo lascia, poi ci sono gli infortunati e chi non giocava. Auteri era d’accordo, se dovevamo prendere qualcuno doveva essere superiore a una squadra che stava al primo posto. La responsabilitĆ del direttore ĆØ condivisa. Se gli Acampora, i Viviani, i Manconi, i Tosca sono da scuola calcio faremmo una marea di soldi. Sono stati pagati qualche milione in più. Abbiamo una squadra che a parere degli esperti che dovrebbe fare un gruppo competitivo, dimostrato dalle 15 gare al primo posto. Inviterei tutti a cercare di capire il perchĆ©, non di uscircene con i luoghi comuni. Scrissi un biglietto ad Auteri la sera dell’esonero, non lo chiamai perchĆ© non volevo che una persona che stava vivendo quel momento fosse costretto a rispondermi. Mi chiamò dopo 5 minuti, il rapporto tra me e il mister ĆØ ottimo, ĆØ stata una scelta sofferta. Il vero problema ĆØ il mercato, non andrebbe fatto durante il campionato. Non sai perchĆ© i calciatori vogliono andare o restare. Non c’ĆØ stato un contrasto con Auteri, siamo rimasti la sera che avevamo pareggiato col Monopoli a parlare allo stadio fino alle 2 per cercare di capire. E lui aveva questo stesso sentimento”.
PAZIENZA SUGLI OBIETTIVI – “C’ĆØ voglia di ripagare la fiducia del club. Voglio riconquistare con il lavoro quotidiano la riconferma, e non parlo di contratto perchĆ© a me interessa che la riconferma arrivi attraverso stima e fiducia. Senza di questa avrò fallito. L’obiettivo di squadra, qualora dovessimo raggiungere la promozione mi sentirei un allenatore che ha raggiunto il suo obiettivo. Diversamente no, non mi basterĆ . Un messaggio che voglio dare a me stesso e ai ragazzi: questo lavoro non si può fare venendo al campo e timbrando il cartellino, serve metterci cuore e passione. Da calciatore con il cuore e la passione sono riuscito a fare cose che non immaginavo di poter fare, e lo stesso spero di fare da allenatore. Oggi ho la necessitĆ e il bisogno per poter trasmettere, entrare nella testa dei ragazzi e far sƬ che riescano a seguirmi, a crescere e a creare un gruppo sano, forte. Anche nelle difficoltĆ in cui si diventa un gruppo forte se ne viene fuori tutti insieme. Voglio creare questo rapporto, questa forza”.
VIGORITO SUL PERIODO – “Inviterei a riflettere su quello che diciamo. Quando dico che il progetto lo stiamo realizzando, lo dico indipendentemente dal fatto che stiamo perdendo le partite. Non ĆØ identificato con il risultato. A Carli dissi che ero esaurito, il dover andare in procura a parlare di scommesse mi aveva devastato. Lei ci sta a fare una squadra che riparta da valori morali? Ha avuto il consenso e siamo andati avanti. Andreoletti ha fatto 14 risultati utili consecutivi a Benevento e quest’anno ĆØ primo in classifica. Eppure fu esonerato. Ci siamo resi conto che a un certo punto del rapporto squadra-risultati-allenatore serviva un tecnico con più esperienza, perchĆ© non c’erano solo i ragazzi ma anche i più esperti. Auteri non ĆØ andato via perchĆ© ha pareggiato col Monopoli, ma perchĆ© in 10 partite ĆØ al 13esimo posto. Ne abbiamo parlato sempre, tutti i giorni. Non siamo riusciti a individuare la ragione dell’inversione di tendenza. A Rai Sport il ds del Monopoli disse che era una gran bella partita, io risposi che la partita non mi piaceva. Quando ho detto del progetto era vero, a inizio anno ho detto che avevamo due obiettivi: vincere il campionato e il progetto giovani. Farli entrambi voleva dire aver fatto bingo. Con 8 punti in 10 partite si va in quarta serie. Non abbiamo avuto risposte soddisfacenti e abbiamo scelto di cambiare. Sul mercato, pensate che non ci siamo mai riuniti nĆ© abbiamo mai parlato di calciatori? Lo ha detto Carli e lo ripeterĆ , non abbiamo ritenuto ci fossero calciatori capaci di dare una svolta alla rosa. Aspettiamo giugno e i risultati. Il motivo ĆØ questo, non ce n’ĆØ un altro. Non mi pare che stiamo lavorando per farvi disinnamorare del Benevento: abbiamo fatto un’altra campagna abbonamenti, siamo la quarta societĆ per abbonamenti ma la prima per abbonati che non vengono a vedere la partita. Questo però non condizionerĆ mai la societĆ a fare la cosa invece di un’altra. Io rispetto tutti, ma non mi dite che sono io che faccio disinnamorare la squadra, mi faccio ancora tutte le trasferte. Non possono essere i prezzi, nĆ© la folla, nĆ© la squadra che ha fatto tre mesi al primo posto. Abbiamo messo ‘Innamorati del Benevento’, stiamo visitano le scuole, facendo le partite in provincia, invitando le societĆ allo stadio. Sono sacrifici che fanno gli allenatori e i ragazzi”.
CARLI SUL MERCATO – “Abbiamo cercato un difensore per la questione Meccariello, ma non c’era il difensore che poteva alzarci il livello. Credo che nei giornali nei momenti di crisi meno si parli ĆØ meglio ĆØ, a volte si parla solo per cercare alibi. Ora i giocatori e il direttore di alibi non ne hanno più. Devono dimostrare che quello in cui credevano ĆØ una cosa vera”.
CARLI SUI GIOVANI – “Su Carfora, non parlo della gestione degli anni scorsi. Ha trovato poco spazio, diventerĆ più forte passando un momento difficile. Sena ha avuto 5-6 richieste e non l’abbiamo dato perchĆ© per noi ĆØ un giocatore di prospettiva, forte. L’anno scorso Viscardi aveva lo stesso problema, alla fine ha giocato i playoff ed ĆØ partito con esperienze diverse. Noi crediamo nei giocatori perchĆ© li vediamo tutti i giorni, anche quando non giocano”.
PAZIENZA SULLA ROSA – “Se per fisicitĆ ci si riferisce ai centimetri forse sƬ, qualche centimetro manca. Ma si ĆØ parlato della caratteristica che non deve mancare, ovvero l’intensitĆ . Bisogna tenere l’intensitĆ altissima, accettare i duelli corpo a corpo con agonismo e ferocia. I centimetri sono importanti, fondamentali, ma ci sono anche altre situazioni sulle quali poter lavorare. Nel calcio esistono cosƬ tante soluzioni da poter applicare in base alle caratteristiche dei giocatori che alla fine non ti puoi soffermare su una mancanza. L’allenatore ha il compito di trovare le soluzioni più comode ed efficaci”.
CARLI SULL’ESONERO DI AUTERI – “Auteri l’abbiamo preso l’anno scorso, umanamente so quanto ci ho sofferto sulla decisone, pensavamo si fosse appiattita la cosa. O la prendevamo andando fino alla fine oppure prendevamo questa decisone. C’era un’opportunitĆ , si ĆØ fatto un incontro e abbiamo avuto l’impressione che potesse darci una mano”.
PAZIENZA SUI GOL – “Quando ho detto che ci sta di sbagliare quando si arriva negli ultimi 10-15 metri. La soluzione ĆØ quella di cercare di creare più situazioni simili per creare la probabilitĆ di segnare di più. Se si lavora o se si produce poco, e mi riferisco alle situazioni numeriche da gol, non basta. Con una o due situazioni si ĆØ portato a casa il punteggio pieno. Questo non ĆØ il momento che stiamo vivendo, ho chiesto ai ragazzi di capirlo, magari 4-5 situazioni da gol oggi non bastano”.
CARLI SULL’ESONERO – “Se si parla di errori, so di averne commessi diversi come anche lo scorso anno. La situazione ĆØ più complessa. La squadra nelle prime 15 partite aveva dimostrato un certo livello e nelle 10 successive passa al 13esimo posto, vuol dire che qualcosa c’ĆØ. Si pensa che Pazienza possa darci una mano e ritrovare la strada persa”.
PAZIENZA SULLE IDEE – “Serve la voglia, lo spirito, quel fuoco per venire fuori da una situazione complessa, in cui si ĆØ dimostrato di essere una squadra capace di far vedere determinate cose e ora si sta attraversando un momento difficile. Dobbiamo dare un equilibrio nella testa dei giocatori, iniziare con la consapevolezza di vivere un campionato di Serie C. C’ĆØ bisogno di sporcarsi, di essere più spigolosi, di capire che la Serie C ci impone fame nei duelli. Si può provare ad essere belli e a fare un calcio propositivo. Prima dobbiamo metterci questa roba qui, accettare che la categoria ci impone questa roba, la fame, l’agonismo. Non voglio essere bello ma efficace, e se devo promettere qualcosa ĆØ proprio questo. Vorrei ridare oggi alla squadra l’efficacia nell’ottenere dei risultati importanti, poi il resto viene da sĆ©. Per cattiveria intendo l’accorciare quel centimetro in più. Finora la squadra ha espresso un calcio bellissimo venendo meno però nelle caratteristiche della categoria”.
PAZIENZA SUL GRUPPO – “Ho avuto la possibilitĆ di vedere la mia squadra nella fase in cui riusciva a ottenere risultati importanti e in campo era bella da vedere. I giovani erano leggeri, spensierati, freschi dal punto di vista fisico. Nelle prime 10 partite ci sono giocatori che raggiungono una condizione fisica ottimale prima di altri, magari anche per questo l’inizio ĆØ stato eccellente. Ho visto la squadra in situazioni in cui la squadra ĆØ andata in difficoltĆ , quando ci siamo incontrati mi hanno chiesto quali sono le difficoltĆ secondo me e cosa avrei fatto per migliorare. In questo momento la squadra aveva bisogno di maggiore equilibrio. La prima scelta ĆØ stata il passaggio al centrocampo a tre, perchĆ© si prendevano troppe ripartenze. Dai giocatori più esperti ho trovato la massima disponibilitĆ e la voglia di aiutare i giovani. I giovani possono dire la loro anche assumendosi delle responsabilitĆ , anche se si ha vent’anni. Giocano i vecchi perchĆ© i giovani sentono il peso? Probabilmente c’ĆØ bisogno di far rifiatare chi ha dato tantissimo alla squadra”.
PAZIENZA SUGLI ALLENATORI AVUTI IN CARRIERA – “Mi ritengo molto fortunato, ho avuto la possibilitĆ di essere allenato da persone preparate dal punto di vista tecnico, tattico e umano. Mi hanno trasmesso dei valori importanti per il mio percorso. Oggi non mi va di dire chi mi ha dato di più, ho deciso di essere prima di tutto me stesso”.
PAZIENZA SUI CALCIATORI – “Starita nasce come attaccante esterno, ĆØ un giocatore che ĆØ stato adoperato più o meno in quella zona, ha reso molto di più accentrandolo e facendolo lavorare vicino alla punta. Lo vedo come attaccante centrale, seconda punta, può essere utile nella zona centrale del campo. Si avvicina molto alla caratteristica di Lanini e Manconi, Perlingieri ĆØ più un centravanti di manovra, gli piace venire a fare gioco, far sƬ che i giocatori di corsia possano riempire gli spazi che crea. Tutti ci fanno cambiare sistema di gioco e ci fanno trovare soluzioni diverse: il mio compito ĆØ sfruttare tutte le caratteristiche”.
VIGORITO SUL PROGETTO – “Ho detto una cosa molto semplice, l’allenatore sceglie la squadra e il direttore fa il mercato. Rispetto molto il lavoro di tutti ed ĆØ giusto che si assumano le responsabilitĆ . PerchĆ© dovevamo prendere un centravanti se avevamo il miglior attacco della Serie C fino a poche settimane fa? Pazienza sta dando delle risposte di una coerenza incredibile. Auteri aveva questa squadra, senza il centravanti strutturato. Posso mai dire se deve giocare Nunziante o un altro? Non lo dico. Nunziante ha avuto richieste da club di Serie A che l’avrebbero mandato a giocare in Serie C. Non li abbiamo mandati in prestito perchĆ© riteniamo che i giovani bravi dobbiamo farli maturare noi. Non sapevo nemmeno che prendevamo i contributi dalla Lega Pro. Abbiamo mandato ragazzi a Latina e non hanno mai giocato. Prisco quando ĆØ arrivato lo stavamo mandando di nuovo via, Auteri l’ha visto e dopo una settimana ha detto di volerlo tenere perchĆ© era forte. Alla parola ‘Insieme’ ci credo davvero, e non ĆØ per prendere per il c*lo qualcuno. Ripeteremo quei momenti dei record o dei ricordi indimenticabili? Siamo qui per provarci. Facciamo campagne acquisti funzionali, ci sono squadre che hanno fatto grandi campagne acquisti e sono ancora dietro di noi. Sembra che quando perdiamo perdo io e quando vinciamo vincono tutti. PerchĆ© il Monopoli non ha pressioni? Hanno fatto i playout lo scorso anno e hanno preso 3 calciatori, non 33. Sosteniamo i nostri ragazzi. Un presidente non dice mai chi deve giocare e chi no”.
VIGORITO SU PAZIENZA – “Di Pazienza mi hanno convinto dei concetti generali che un presidente vuole, la sua concretezza, il suo pragmatismo e la voglia che ha di fare una bella carriera da allenatore. L’entusiasmo con cui ha accettato e il suo pragmatismo sono le cose che mancavano a questo Benevento”.
CARLI SUL DIFENSORE – “Tosca e Meccariello sono due ragazzi validi, trovarli più forti di loro non sarebbe facile. Forse ci siamo mossi in ritardo, non volevamo prendere un giocatore che ci precludesse il prossimo anno. Abbiamo grande fiducia in tutti, Meccariello spero ci riprenda e ci possa dare una mano. Pensare che la societĆ imponga di far giocare uno o l’altro mi dĆ noia. Sul portiere si ĆØ fatta una scelta iniziale. Il gol col Monopoli in casa dell’anno scorso se lo prende Nunziante bisogna andare in questura. Ci sta che Nunziante faccia degli errori”.
VIGORITO SUL DIFENSORE – “Oukhadda, Viscardi, Veltri, Tosca, Ferrara, Sena sono sei difensori, quello che ĆØ successo l’altro giorno ĆØ stata una ecatombe. Non credo che per una ecatombe dobbiamo avere 40 calciatori”.



Ma cu bulit fa arrcttat i fierr a varc e affunnat e andata a tip Titanic luoat man u pallon non e cosa vostr arrendetevi siete circondati dai squali si salva chi può forza Strega solo lei si salva oriest in bocca agli squali solo per la magliašš¹šā„ļøšā„ļøšā„ļøšā„ļøšā„ļøš¹š¹š¹š¹š¹š¹š¹š¹šššššššššššššššš
I tre moschettieri chicchi Coco e cacm u c…ZZ aaaaaaaaaaaaaaaaĆ aaaaaaaaaaš¤®ššššššļøšļøšļøšļø
Falliti e incompetenti viaaa
Non amette mai gli errori….lo fa’ sempre a campionato sbagliato finito
Te ne andrai, te ne andrai… perchĆ© sei permaloso…
Arritirati che sei vecchio e licenza quell’inutile di Carli…
Sono curioso se il presidente lascia il BN calcio ….secondo me ci si lamenta della rassa! Io sono con vigorito una squadra 3 mesi prima in classifica solo tifosi veri pochi molto pochi per una squadra da primato…..forza strega rialzati
E non fare sempre la vittima….
Il tempo darĆ ragione a Vigorito, vedrete…
Non ammette mai di aver sbagliato!