Si è aperta una settimana fondamentale in casa di un Taranto che ha a disposizione ancora pochi giorni per poter evitare l’esclusione dal campionato. Una situazione a cui guardano con interesse anche le altre squadre del girone, viste le conseguenze che potrebbe avere sulla classifica un’eventuale estromissione del club ionico.
Finora, il pericolo radiazione è stato scongiurato solo grazie all’utilizzo di un consistente gruppo di giovanissimi che vengono puntualmente sommersi di gol dagli avversari che settimanalmente si trovano di fronte. Questo, però, non basterà più. Ora c’è uno scoglio fondamentale da superare: la scadenza federale del 17 febbraio (spostata di un giorno rispetto al solito, perché il 16 quest’anno cade di domenica) .
Entro quella data, il club rossoblù dovrà versare ai tesserati gli stipendi maturati nelle mensilità di novembre, dicembre e gennaio per evitare un’ulteriore penalizzazione, ma soprattutto deve saldare il pregresso, ossia gli stipendi e i contributi relativi ai mesi di settembre e ottobre e non ancora versati. Se il Taranto dovesse saltare nuovamente quest’ultimo passaggio, il destino sarebbe segnato: scatterebbe, infatti, un nuovo deferimento da parte della Procura federale che stavolta chiederebbe al Tribunale federale nazionale l’esclusione dal campionato.
E’ ciò che vuole evitare la società ionica. Ed è per questo che l’orientamento è quello di pagare gli stipendi di settembre e ottobre, per non incappare così nella seconda inadempienza consecutiva che porterebbe all’estromissione. La cifra non sarebbe altissima, anche perché pare che i tanti calciatori ceduti nel corso del mercato invernale abbiano deciso di rinunciare alle spettanze pur di cambiare aria.



Se non questo mese, sarà il prossimo. Rassegniamoci.
I piecr già festeggiano
E che palle