Le dichiarazioni velenose di Valerio Antonini, presidente del Trapani, dopo il bruciante ko interno con il Benevento sono costate allo stesso patron e al club granata un’ammenda.
Come noto, la sconfitta subita in rimonta contro la formazione di Auteri scatenò l’ira del numero uno della società siciliana, le cui parole (leggi qui) – anzi, insinuazioni – hanno inevitabilmente indotto la Procura federale ad aprire un procedimento. Antonini non si scagliò solo contro il direttore di gara, ma ha al tempo stesso messo in discussione pure la credibilità delle istituzioni calcistiche: questi due fattori sono stati sufficienti per l’apertura di un fascicolo da parte degli uomini di Chinè.
Il patron del Trapani rischiava un’ammenda da 2.500 a 50mila euro, il divieto di accedere negli stadi durante le partite o addirittura l’inibizione temporanea a svolgere attività in ambito federale, alla fine però lui e la sua società hanno deciso di patteggiare e se la sono cavata con molto meno. L’accordo con la Procura federale prevede un’ammenda di 1.500 euro per Antonini e di altrettanti per il Trapani per “… per aver lo stesso nel corso di una conferenza stampa tenuta al termine della gara Trapani vs Benevento – disputata in data 08 dicembre 2024, valevole per la 18° giornata del campionato di Serie C Girone C della corrente stagione sportiva e terminata con il risultato di 1-2, espresso giudizi lesivi del decoro, del prestigio e della reputazione propri, sia, dell’arbitro che ebbe a dirigere l’incontro de quo (A.E. Sig. D. Leone della Sez. AIA di Barletta), sia, per l’effetto e più in generale, dell’istituzione arbitrale nel suo complesso intesa”.


