Extra Benevento – Turris, Primicile si fa da parte e lancia l’allarme: “Dubito che la stagione venga conclusa”

L'ex direttore sportivo decide di fare un passo indietro: "Criticità gestionali sono spaventose e l’inerzia della dirigenza complica tutto"

Non c’è solo la situazione del Taranto (leggi qui) a rischiare di sconvolgere il campionato. Nel girone del Benevento, infatti, tiene banco anche il futuro della Turris, sempre più nebuloso.

Come se non bastassero le numerose cessioni dei giorni scorsi (via Ricci, Marcone, Nicolao, Scaccabarozzi, Casarini, Cocetta, Ekuban e i prossimi potrebbero essere Giannone, Pugliese ed Esempio), a peggiorare le cose è arrivato il passo indietro di Rosario Primicile, ex direttore sportivo del club corallino, richiamato qualche settimana al capezzale di una società moribonda per tentare di salvare il salvabile.

Missione fallita, visto che lo stesso Primicile ha deciso di farsi da parte, lanciando al tempo stesso l’allarme sul prosieguo della stagione della Turris: “Quando l’attuale proprietà mi ha chiesto un supporto sul piano tecnico, nel tentativo di osare un’impresa disperata sul campo, ho risposto “presente” perché tifo Turris – ha scritto l’ex ds -. Perché questa Turris è anche un po’ una mia creatura e non volevo rassegnarmi all’idea che tutto quanto costruito negli ultimi anni andasse in fumo. A distanza di una ventina di giorni, però, devo purtroppo fermarmi e farmi da parte“.

“Non ho nessun ruolo ufficiale ma è doveroso chiarire la mia posizione ed i motivi che mi hanno portato a determinate scelte, anche perché ne sono state dette tante di cose. Il mio coinvolgimento è stato voluto dalla dirigenza in chiave mercato e sarebbe potuto tornare utile anche in prospettiva futura, dal momento che ero stato avvicinato da alcuni imprenditori intenzionati a far calcio a Torre e che per questo volevano vederci più chiaro rispetto allo stato di salute della società. Ma questo avvicendamento presupponeva una regolare gestione ordinaria del club fino al termine della stagione, cosa che si sarebbe realizzata attraverso il coinvolgimento di più risorse. Questa è la garanzia che mi era stata data. Attendevo perciò lo sblocco del mercato per intervenire sull’organico, per liberare i calciatori che (anche per comprensibili ragioni) non se la sentivano più di proseguire, in modo da portare a Torre del Greco elementi (tutte trattative concrete e avanzate) che potessero quanto meno consentirci di proseguire dignitosamente la stagione. E se devo dirla tutta, io inizialmente, prima di scoprire e mettere a fuoco tante cose, credevo anche nella folle impresa di agganciare i playout”.

“Ma ho dovuto ricredermi. Il mercato è e resta bloccato, e la situazione in generale è disperata. A meno di clamorosi ribaltoni arriverà un’altra pesante penalizzazione che renderà ancora più drammatica la classifica ma, per quanto possa sembrare paradossale, l’aspetto sportivo non è quello messo peggio. Le criticità gestionali sono spaventose e l’inerzia della dirigenza complica tutto. Onestamente non immaginavo di trovare una situazione del genere. A dirla tutta, non credo neanche ci siano le condizioni per terminare la stagione, tenuto conto della prossima scadenza del 16 febbraio. Per questo la cosa più giusta è fermarmi. Andare avanti non porterebbe da nessuna parte. Ho voluto attendere il derby con la Casertana ma la decisione era inevitabile. Torre e la Turris non meritano tutto questo”.

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1 anno fa

Az perdete 6 punti allora

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