A pochi giorni dalla deadline del 16 dicembre, arrivano notizie contrastanti per Turris e Taranto, le due società del girone meridionale che rischiano di non riuscire a rispettare la scadenza di lunedì.
Per i corallini, però, pare che sia stato trovato un accordo in extremis per pagare tutto in tempo utile ed evitare così di terminare il campionato prima del dovuto. Decisivo, in tal senso, sarebbe l’intervento del gruppo imprenditoriale che fino alla scorsa stagione gestiva la società e che fa capo ad Antonio Colantonio. Proprio quando il fallimento appariva ormai inevitabile, sembra che le parti abbiano raggiunto un’intesa per la monetizzazione dei crediti d’imposta legati al Superbonus, vantati dall’attuale dirigente Ettore Capriola, che garantirebbe allo stesso la liquidità necessaria per il pagamento di almeno una parte delle spettanze del bimestre settembre-ottobre e dei contributi di quello precedente. Della restante se ne farebbe carico invece Colantonio. Per portare a termine l’intera operazione, però, è necessario che venga accolta la domanda di rateizzazione degli oneri previdenziali: prima di lunedì non si avrà una risposta definitiva.
Situazione diversa in casa Taranto, dove il 13 dicembre sarebbe dovuto essere il giorno del closing. Così non è stato, questo perché il gruppo Apex Capital Global LLC e il suo rappresentante Mark Campbell non sono riusciti a trovare il modo di sostituire la fideiussione da 350mila euro depositata in Lega, passaggio fondamentale per rispettare il preliminare chiuso ormai diverse settimane fa. Il gruppo acquirente assicura che i soldi ci sono, ma l’attuale proprietà che fa capo a Massimo Giove non ha intenzione di concedere ulteriori proroghe: attenderà novità fino a lunedì, in mancanza di aggiornamenti considererà saltata la trattativa. Ma lunedì è anche il giorno entro cui bisogna pagare stipendi e contributi ai tesserati, per evitare una nuova pesante penalizzazione: Giove non vuole saperne di farsene carico.


