Il conto con la giustizia sportiva non è affatto chiuso per Gaetano Letizia ed Enrico Brignola. Come prevedibile, infatti, la Procura federale si è opposta alla sentenza di proscioglimento emessa dal Tribunale federale nazionale nei confronti dell’ex capitano del Benevento e dell’attaccante originario di Telese Terme.
Il pool investigativo coordinato dal procuratore Chinè ha depositato e notificato agli avvocati dei tesserati interessati il ricorso presso la Corte federale d’Appello, avverso la decisione della sezione Disciplinare, considerata “totalmente ingiusta”, dopo la lettura delle motivazioni. Per questo motivo, la stessa Procura ha chiesto di affermare la responsabilità di Letizia e Brignola, per i quali aveva chiesto una squalifica di 3 anni e sei mesi per il primo, di tre anni per il secondo.
Ma alla Corte federale d’Appello si sono rivolti anche i legali di Christian Pastina e Francesco Forte, nel tentativo di vedersi riconosciute le ragioni dei propri assistiti: il difensore del Benevento è stato condannato a una squalifica di due anni, l’attaccante romano invece dovrà scontare nove mesi di stop.
Per tutti i quattro i tesserati coinvolti, dunque, si andrà al processo di secondo grado con tempi che finiranno inevitabilmente per dilatarsi per arrivare alla chiusura della vicenda. La Corte federale d’Appello dovrebbe fissare l’udienza fra una ventina di giorni: ciò significa che il processo verrà celebrato a calciomercato chiuso. Non esattamente il massimo per il Benevento che solo dopo la sentenza d’appello potrà tirare definitivamente una riga e decidere il da farsi con i suoi tesserati.


