C’è ancora da attendere per conoscere il destino di Gaetano Letizia e Christian Pastina, oltre che di Enrico Brignola e Francesco Forte, ma dopo l’udienza di giovedì scorso il rischio di una squalifica è diventato più concreto per i quattro calciatori.
Questo perché nel corso del dibattimento, come è noto, il Procuratore federale ha usato la mano pesante, chiedendo una squalifica di tre anni e sei mesi per Letizia e di tre anni per Brignola. E’ andata leggermente meglio a Pastina e Forte, per il loro tentativo di collaborazione: per il difensore del Benevento la richiesta di squalifica è passata così dai potenziali tre anni a due anni, più uno commutato in prescrizioni alternative (servizi sociali); per l’attaccante dell’Ascoli, invece, sei mesi più altrettanti di prescrizioni alternative.
La decisione del Tribunale federale nazionale non è arrivata, perché i giudici hanno chiesto di ascoltare la testimonianza del telesino Pasquale Pio Covino, considerato dall’accusa uno dei prestanome dei calciatori tesserati. Per questo motivo, l’udienza è stata riconvocata per il 29 luglio.
Quella dovrebbe essere la data giusta per la sentenza. Se dovessero essere confermate le pesanti richieste della Procura – ma non è scontato che accada – la carriera di almeno due dei quattro indagati sarebbe compromessa: Letizia, infatti, sconterebbe lo stop solo il 14 gennaio 2028, quando avrebbe 38 anni; Brignola la sconterebbe il 30 luglio 2027, pochi giorni dopo aver compiuto 28 anni; Pastina, invece, potrebbe tornare a giocare il 30 luglio 2026, quando avrebbe 25 anni.


