L’avventura di Fabio Caserta sulla panchina del Cosenza non si è conclusa col sorriso. Lo scorso marzo è arrivato l’esonero per il tecnico di Melito di Porto Salvo che nella prossima stagione di Serie B ripartirà ancora dalla sua Calabria, alla guida del Catanzaro. Sarà l’ex Benevento il successore di Vincenzo Vivarini: l’occasione giusta per provare a rialzarsi dopo la doppia parentesi negativa in Serie B.
Sulle pagine de Il Mattino di Benevento, il tecnico di Melito di Porto Salvo è tornato a parlare della sfortunata parentesi in giallorosso. Una parentesi chiusa ai playoff, nel ko di Pisa, l’altra invece con l’esonero dopo 6 partite di campionato nella stagione poi conclusa con la retrocessione della Strega in Serie C. “Con la permanenza di Caserta in panchina, il Benevento 2022/23 si sarebbe salvato? Nel calcio con i se e con i ma non si va da nessuna parte – ha dichiarato Caserta -, purtroppo è mancata la fiducia verso di me, sono stato messo subito in discussione, già dopo la sconfitta in Coppa Italia col Genoa. Probabilmente il rapporto andava interrotto prima, senza iniziare la stagione”.
Un rapporto complicato con Caserta poi concluso con l’esonero dopo la sconfitta di Brescia: “I primi malumori sono iniziati dopo quella sconfitta interna con la Ternana, che ci costò l’approdo diretto in massima serie. Anche sul mercato i piani cambiarono in corsa. Il desiderio della società era quello di valorizzare i giovani, poi dopo la sconfitta col Cosenza arrivarono calciatori esperti, ma che non erano a posto fisicamente, come Leverbe, Schiattarella, Simy e Ciano. Sarebbe servito più tempo”.


